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Airgun e trivelle anche in Sardegna

Il governo Renzi non si smentisce: la sua smania di svendere l’Italia ai peggiori offerenti stranieri e di trivellare non riguarda solo l’Adriatico. Dopo la sua decisione di aprire i mari di Veneto, Abruzzo, Puglia, Sicilia e Calabria prima all’Airgun e poi alle trivelle, ora tocca alla Sardegna, i cui fondali marini sono minacciati dalla continua ricerca di petrolio anche in quelle zone.

Lì, infatti, il governo fossile e la sua cricca hanno pensato bene di concedere alla compagnia norvegese TGS – NOPEC una proproga  di 45 giorni per integrare la documentazione e fornirne di ulteriore alla VIA, la Valutazione di Impatto Ambientale.

I mari sardi tra Alghero e Oristano sono in serio pericolo, quindi, e con essi tutta la vita che ospitano. Inclusa quella del Santuario dei cetacei, splendidi animali che hanno reso quelle acque una delle aree naturalistiche più interessanti del Mediterraneo.

Il governo del fossile Renzi mostra ormai il peggio di sé, e di giorno in giorno è sempre più schierato a favore dei petrolieri a scapito dell’ambiente. Attraverso il suo braccio “verde” armato Gian Luca Galletti, infatti, ha annunciato il parere favorevole alla cancellazione del reato di utilizzo di “bombe sismiche” per la ricerca petrolifera nei mari della Sardegna.

Come ha ricordato il deputato Mauro Pili di Unidos Sardegna, che ha già presentato un’interrogazione urgente al ministro dell’Ambiente, “con una decisione inaudita pubblicata ieri dalla commissione di valutazione di impatto ambientale è stata concessa un’ulteriore proroga alla società norvegese che vuole cercare petrolio sul mare sardo tra Alghero e Oristano a colpi di bombe sismiche”.

“Un piano nefasto da bocciare senza se e senza ma proprio per le conseguenze che provocherebbe in tutta l’area a partire dal Santuario dei cetacei”, aggiunge Pili: “Si è deciso invece sotto pressione del governo di dare un’ulteriore possibilità ai cercatori di petrolio, indicandogli gli elementi utili per l’approvazione del progetto”.

A tal proposito, Pili aggiunge che “chiedere di rispondere alle osservazioni è una procedura alquanto singolare, considerato che il compito della commissione VIA è quello di giudicare il progetto e di verificare le osservazioni”.

E non è tutto.

Agendo ancora una volta in modo subdolo (come fatto in agosto con gli inceneritori), il governo ha votato questo ignobile provvedimento in segreto. Un atteggiamento che riconferma la codardia tipica di chi agisce in malafede, contro l’interesse dei cittadini che invece dovrebbe rappresentare e tutelare.

Ormai abbiamo capito da tempo di che pasta sono fatti Renzi e i suoi ministri. Eppure lo schifo non diminuisce. Anzi, il vedere il nostro paese in mano a questi affaristi e intrallazzoni fa solo venir voglia di vomitare.

Ma anche di mobilitarsi affinché personaggi di questa risma se ne vadano al più presto dalle posizioni che occupano abusivamente e a nostre spese.

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