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Allevamenti intensivi: l’inferno delle giumente incinte (schiave dell’industria alimentare)

Approfondire l’argomento allevamenti intensivi è come aprire un vaso di Pandora. Tragico per gli animali vittime di indicibili procedure, sia per la salute degli ignari consumatori umani.

Oggi parliamo di una pratica tanto barbara quanto sconosciuta. Lo sapevate che per aumentare la produzione dei nostri allevamenti intensivi, viene utilizzato un ormone presente nel sangue delle femmine di asini, muli e cavalli, incinte?

Non si parla dei famosi ormoni anabolizzanti che dopo tantissimi scandali sono stati finalmente banditi ma si tratta del PMSG: Pregnant Mare Serum Gonadotropin (siero di ganadotropina di cavalla incinta). Questo ormone, presente negli equidi solo in gravidanza, se somministrato ad altri mammiferi, è in grado di iper-stimolare l’attività ormonale , sessuale e riproduttiva sia nelle femmine che nei maschi.

Il PMSG è un ormone che questi animali secernono solo nel momento della gravidanza e che, se introdotto in altri animali, è in grado di stimolare lo sviluppo del follicolo ovarico tramite la sua attività F.S.H. (Follicle Stimulating Hormone) e L.H. (Luteinizing Hormone). Lo sviluppo del follicolo provoca un aumento della liberazione di estrogeno endogeno, il quale, attraverso un’azione a feed-back positiva (effetto Holweg), provoca una maggiore liberazione di L.H. con conseguente ovulazione. Negli animali maschi invece il PMSG si utilizza per stimolare (sempre tramite la sua attività F.S.H.) l’azione dell’I.C.S.H. (Interstitial CellStimulating Hormone) sulla spermatogenesi.

Per questo viene inserito come ingrediente principale di numerosi farmaci veterinari dati al bestiame per indurre l’ovulazione prima dell’inseminazione artificiale, così da indurgli artificialmente ritmi di riproduzione ancora più veloci e innaturali, e aumentare i guadagni.

Ma mentre di questo ormone non sono ancora certi gli effetti sulla salute umana (perché mancano studi in merito) quello che è certo sono le conseguenze sulla salute degli animali, da cui viene estratto.

Perché, ovviamente, per estrarre questo sangue, l’ingegnosa industria del farmaco non ci va per la leggera, anzi. In assenza di normative stringenti e controlli efficaci il prelievo di sangue si trasforma in un vero e proprio salasso che spesso conduce alla morte per sfinimento.

Stiamo parlando infatti di bestie gravide a cui vengono sottratti litri e litri di sangue (si può arrivare fino a 10/12 litri di sangue per estrazione), con metodi barbari e maltrattamenti anche con scosse elettriche e condizioni drammatiche tali che queste – già forzate a gravidanze e aborti multipli – molte volte rimangono sotto shock, diventano anemiche o muoiono dopo una vita da incubo.

A denunciare questi crimini è un’indagine di Animals Angels, Inc. (AA) e del loro partner europeo, Tierschutzbund Zuerich/Animal Welfare Foundation (TSB / AWF), ripresa anche dal Guardian. L’inchiesta, fatta sotto copertura, mostra come in molti allevamenti di Stati Uniti, Argentina e Uruguay (denominati “fattorie del sangue”) si portino avanti queste pratiche, nella totale assenza di normative, leggi ad hoc e controlli.

Anche se ciò avviene lontano da noi, ci riguarda perchè il mercato globale del sangue di giumenta, coinvolge tutti i Paesi, Europa compresa. Basti pensare che Syntex Uruguay SA, uno dei maggiori produttori di PMSG, nel solo 2014 ha esportato un valore del prodotto presso l’UE di 8 milioni di dollari.

Sebbene la questione sia stata già più volte sottoposta all’attenzione dell’Unione Europea (e lo sarà ancora nelle prossime settimana) le risposte hanno lasciato alquanto a desiderare. Su tutte quella all’interrogazione a risposta scritta presentata dalla Commissione alla parlamentare olandese Anja Hazekamp, lo scorso 3 maggio, in cui la stessa Commissione afferma di “essere a conoscenza delle relazioni che punta a possibili maltrattamenti di fattrici utilizzati per la raccolta di sangue in paesi terzi” ma di non poter far niente a riguardo.

Alla faccia del “benessere animale” che l’Unione Europea si è impegnata a tutelare!

In Italia approvvigionarsi di questo ormone è cosa pratica e veloce, economica e, “ovviamente”, legale. La stessa Ismea, l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, quando parla dei Metodi di controllo dell’attività riproduttiva fa diversi riferimenti al PMSG e alle sue caratteristiche idonee al miglioramento della fertilità.

Insomma quello del commercio del sangue di giumenta, è un grande business dell’orrore, di cui anche il nostro Paese è complice.

Contro le fattorie di sangue è in corso una petizione/raccolta di firme che sarà presentata nelle prossime settimane all’Unione europea, per chiedere al Parlamento, alla Commissione e al Consiglio dell’Unione Europea di mettere al bando l’importazione in Europa di qualsiasi prodotto ottenuto con tecniche crudeli o che causino sofferenze sugli animali.

Fonti:
Definizione PMSG
Sito Animals’ Angels USA
Un’inchiesta sulle fabbriche di sangue (Animal Welfare Foundation)
Documento integrale
Il commercio crudele del sangue di giumente incinte (Animals’ Angels USA)
Trasformare sangue di cavallo in profitti (The Dodo)
Perché il mondo vuole il sangue di cavallo? (The Guardian)
Qui l’uso negli ovi-caprini.

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