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Bimbi veg? I veri problemi alimentari sono altri…

In Italia ogni anno più di 1.254.000 bambini vengono ricoverati in ospedale (1); di questi, il 10% arriva in ospedale con problemi di malnutrizione, intesa come situazione nutrizionale scadente (2). Nel nostro Paese il 9,8 per cento dei bambini tra gli 8 e i 9 anni è obeso (di cui 2,2 per cento a livelli gravi) e il 20,9 è in sovrappeso (3). 25mila giovani con meno di 18 anni soffrono di diabete di tipo 1. E questi trend sono in continuo aumento (4).

Però questi numeri non fanno notizia. Fa molto più notizia sbattere in prima pagina una bambina ricoverata in un ospedale per malnutrizione perché vegana, senza neanche verificare se vegana lo fosse stata davvero (non lo era!).

Ma non sono qui per sindacare sulla capacità dei media nostrani di fare informazione. Lascio al pubblico l’ardua sentenza… Sono qui per provare a dare un punto di vista diverso su una questione a mio parere fondamentale per la nostra società: la salute delle future generazioni e l’alimentazione di tutti noi.

Il quadro della società attuale è davvero tragico, ma non per i vegani, i vegetariani o i loro figli. Sempre più bambini sono vittime delle malattie del nostro tempo: obesità e sovrappeso, veri e propri lasciapassare per il sopraggiungere di tante altre gravi patologie.

Avete mai sentito parlare di questi numeri in televisione, sui social o sui giornali?

Per fortuna, malgrado il deserto informativo che caratterizza il nostro Paese, sempre più persone hanno cominciato a farsi un’idea attraverso fonti diverse e hanno iniziato a mettere in discussione le verità che questo sistema politico-mediatico ci propina come tali. Verità sempre più spesso smentite dai fatti: siamo la “società del benessere” che più di ogni altra si ammala (sempre prima, sempre di più), con sempre più persone colpite da tumori e quest’anno, per la prima volta, abbiamo addirittura subìto anche un ridimensionamento dell’aspettativa di vita.

L’alimentazione è una delle cause principali.

Secondo il prof. Umberto Veronesi – già direttore scientifico dell’istituto europeo di oncologia di Milano e presidente della Fondazione Umberto Veronesi per il progresso delle scienze – è dimostrato per esempio che chi segue una dieta vegetale è dal 20% all’80% più protetto dalle malattie cardiovascolari , il 40% più protetto dal cancro e dal 20% al 60% più protetto dall’alta pressione arteriosa. Anche perché pesa in media circa il 10% in meno rispetto agli onnivori. Proteggendosi dall’obesità, il vegetarianesimo riduce inoltre il rischio di diabete e ancora  malattie cardiovascolari e tumori.

La dieta vegana è apprezzata da molti esperti, medici e ricercatori, italiani e internazionali e anche da giudici che più volte hanno sentenziato sulla legittimità di nutrire un figlio secondo quei criteri.

Di recente ho avuto il piacere di conoscere il Dottor Leonardo Pinelli, professore di Pediatria presso l’Università di Verona e Direttore Unità Operativa di Diabetologia, Nutrizione Clinica e Obesità in età pediatrica, medico, sostenitore di una dieta veg anche per i più piccoli e pediatra di una nutrita schiera di bambini sani e vigorosi. Vegano.

Secondo il dottor Pinelli: L’alimentazione vegetariana e anche quella vegana sono ritenute, dall’Accademia Americana di Nutrizione e dall’Accademia Americana di Pediatria, sicure se ben pianificate, in tutte le fasi della vita dell’uomo: gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia, adolescenza, età adulta e addirittura nel caso si tratti di un atleta. Il problema è che a volte i genitori vegani sono abbandonati al proprio destino. Il fai da te è dovuto alla scarsa competenza pediatrica in questo settore. I medici, anche pediatri, in presenza di una famiglia che richiede un divezzamento vegano lo sconsigliano fortemente, perché ritenuto rischioso, creando inutili allarmismi. Quando invece, i bambini divezzati con una alimentazione vegana ben pianificata da pediatri esperti, crescono in modo ideale (stessa altezza e minor massa grassa degli onnivori).

A fargli eco lo stesso Veronesi che in una recente intervista ha sottolineato che: La malnutrizione è altra cosa, non c’è un nesso con la scelta di nutrirsi di alimenti che non siano di origine animale e malnutrizione. Nella frutta e nella verdura non ci sono elementi pericolosi per la salute, e ci sono meno inquinanti di quelli che si trovano nella carne. Il nostro organismo è programmato proprio per il consumo di frutta, verdura, legumi, cereali. Non fa differenza quello dei più piccoli, che si nutrono solo del latte materno per i primi mesi di vita e quadruplicano il loro peso. La denutrizione nei paesi Occidentali è estremamente rara perché il problema importante nella nostra parte di mondo è legata, al contrario, alla sovra-nutrizione di cui soffre gran parte della popolazione in Europa, Canada e Stati Uniti.

Anche il Dottor Mario Berveglieri, pediatra specialista in scienza dell’alimentazione e in nutrizione vegetariana e anch’esso presente al convegno Prevenzione e Educazione alimentare organizzato la settimana scorsa dal Movimento 5 Stelle, ha sostenuto che un’alimentazione ricca di cereali raffinati e di prodotti di origine animale sia diretta (carne e pesce) che indiretta (uova, latte e derivati) è da considerarsi un rischio per la salute dei bambini che potrebbero sviluppare malattie cronico-degenarative come l’ipertensione, problemi cardiovascolari e tumori al colon, alla prostata, al seno o al collo dell’utero. E che proprio per questi motivi predilige una dieta vegana già da piccoli, a partire dallo svezzamento, il quale deve avvenire intorno al sesto mese aggiungendo al latte materno, frutta e verdura cotta e cruda.

Potrei andare avanti all’infinito: ormai sempre più studi, ricerche e autorevoli esperti portano avanti queste tesi. Tesi che però – a quanto pare – non piacciono ai media, ai social e alla politica. Quali motivi vi siano dietro non è dato saperlo anche se è facile intuirlo. L’obiettivo di questo post non è comunque rispondere a loro ma invitare i cittadini a informarsi e documentarsi in maniera indipendente, senza seguire questa deriva di disinformazione, meschina e patetica.

Nei prossimi giorni pubblicherò due interviste proprio al Dottor Mario Berveglieri e al Dottor Leonardo Pinelli per approfondire ulteriormente la questione.

FONTI:

(1) ABIO-Associazione per il Bambino in Ospedale Onlus

(2) Sinpe

(3) Bilancio sull’obesità infantile 2014 fornito dal sistema di sorveglianza nazionale «Okkio alla salute», promosso dal ministero della Salute

(4) Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps) dell’Istituto superiore di sanità

 

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