Energia

Bioetanolo….evaporato!

Il bioetanolo è evaporato?

Sono passati cinque mesi dalla mia visita alla bioraffineria di Crescentino (Vercelli).

Questo impianto dovrebbe produrre un biocarburante assai pregiato (bioetanolo) da un vegetale autoctono e non commestibile, la canna arundo donax o da residui agricoli come le paglie di riso e grano.

Parte dell’impianto è invece destinato alla produzione di energia elettrica tramite una centrale che dovrebbe bruciare le biomasse di scarto ottenute dalla produzione dell’etanolo.

A febbraio, durante il sopralluogo, ci fu spiegato che si stavano producendo 50 tonnellate di bioetanolo il giorno e che la messa a regime dell’impianto sarebbe stata attuata di lì a poco.

Abbiamo visitato l’azienda ma non ci è stato fatto accedere ai rubinetti da cui dovrebbe sgorgare il biocarburante.
Motivo: sono sigillati.
Però anche visitando il raccordo ferroviario non avevamo notato un gran via vai di convogli…

Oltre al sospetto arriva una parziale conferma: l’azienda alcune settimane fa ha richiesto e ottenuto dalla provincia di Vercelli altri sei mesi di proroga per la messa a regime (qui il commento di Legambiente).

In sostanza, a una sommaria analisi, se l’investimento nella ricerca appare evidente, ancora alcuni dubbi permangono sulla sostenibilità di un impianto di tali proporzioni.
Permane anche il dubbio dell’approvvigionamento della biomassa: dal locale o dai meno costosi paesi dell’Est Europa?

Continuiamo quindi a monitorare la situazione perché, alla luce degli ultimi fatti, ci sfiora il ragionevole dubbio di essere davanti a una centrale a biomasse “elegantemente” travestita.

Un ultimo sassolino nella scarpa: secondo le mappe elaborate nell’ambito dell’ultima direttiva europea alluvioni 2007/60/CE l’area ex Teksid sarebbe esondabile…

No Comment

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Previous post

ENI PROBLEMS?

Next post

E di veleni saziami