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Cambiamenti climatici: meno chiacchiere!

Trasporti, turismo, agricoltura, infrastrutture idriche, desertificazione: agli Stati generali di ieri è stato importante parlare di alcune delle principali sfide poste dai cambiamenti climatici e delle opportunità che queste per assurdo ci permettono di cogliere.

Peccato che, nonostante il suo retorico intervento (con frasi preconfezionate tipo “Serve impegno comune”, o “l’Europa non è solo vincoli e spread” – vero, è anche TTIP e trivelle), il premier Matteo Renzi continui a preferire i combustibili fossili all’efficienza energetica e alle energie rinnovabili, così come al turismo sostenibile. Non si spiegherebbe altrimenti la sua brama di trivellare l’Adriatico e gli altri mari italiani, alla faccia del clima.

Il cambiamento climatico non si ferma con gli slogan e le frasi fatte: è una minaccia reale e crescente alla sicurezza di tutto il pianeta. Oltre a contribuire all’aumento in numero e intensità dei disastri naturali, incrementa i flussi di rifugiati e la quantità di conflitti per le risorse naturali fondamentali come cibo e acqua.

Agiamo ora prima che sia troppo tardi!

La conferenza COP21 che si terrà a Parigi a cui parteciperemo il 7 e 8 dicembre di quest’anno potrebbe essere l’ultima chiamata. Non sprechiamo l’occasione di salvarci per tempo da un disastro imminente.

Non fermiamoci alle chiacchiere di stampo renziano. Agiamo attraverso politiche sociali ed economiche che ci portino da subito a una riduzione degli impatti del climate change. Perché se investiamo nelle energie fossili togliamo a investimenti alle rinnovabili, ma anche e soprattutto al cambio di stili di vita necessario.

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