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Carne: nuovo governo, vecchi interessi. Pronti 3,8 milioni per finanziare disinformazione

Renzi o Gentiloni poco importa, i nomi sono gli stessi, la linea, i programmi e gli interessi pure. Così mentre da un lato sempre più cittadini informati stanno modificando la loro dieta dall’altro l’esecutivo sborsa milioni per frenare la fuga dei consumatori dal comparto della carne.

Gli stili di vita e di consumo dei cittadini stanno cambiando, soprattutto tra i più giovani. Il bilancio dei primi nove mesi dell’anno, secondo le rilevazioni Ismea-Nielsen, indica infatti una riduzione degli acquisti di carni (-5,6%), salumi (-5,2%) latte e derivati (-3,6%). La fascia dei giovani nati tra il 1980 e il 2000 è la più attenta a questa problematica, tanto che il 25% di loro non mangia carne rossa e il 67% considera la carne dannosa per la salute, secondo i dati riportati da Essere Animali.

Si tratta di una tendenza generale: sempre più persone sono attente alla qualità, alla salute e all’alimentazione e, ovviamente, di questi comportamenti le aziende devono prenderne atto. Ma come spesso accade, invece di seguire i nuovi trend e adattarsi al mercato, ci sono settori che il mercato lo vorrebbero ridirezionare: a tutto discapito dei consumatori.

Il problema è che in Italia, invece di incentivare un’alimentazione più sostenibile, salubre e consapevole, il governo si schiera ancora una volta, dalla parte di aziende che come più volte è stato dimostrato – anche recentemente, nelle puntate di Report, Speciale Tg1, Piazza Pulita su La7 e nel libro Tritacarne di Giulia Innocenzi – a tutto pensano fuorché al benessere dei cittadini e degli animali.

E’ incredibile che per frenare questa presa di coscienza e convincere le persone a ritornare o non abbandonare i derivati animali sia sceso in campo persino il Ministero delle Politiche Agricole, con un annuncio fatto (guarda caso) all’assemblea di Assica, l’Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi, tenutasi alla Fiera di Milano la scorsa settimana, in cui Luca Bianchi (Ministero delle Politiche Agricole), afferma che dal governo arriveranno fondi per 3,8 milioni di euro per

confutare le tesi grossolane che popolano internet sulla presunta insalubrità dei carni rosse e salumi.

Sì, avete letto bene. Ora speriamo che questo esecutivo se ne vada il prima possibile, ma se così non fosse ecco l’ennesimo spreco di soldi pubblici quando invece, investendo in corretta informazione e educazione alimentare non solo si tutelerebbe la salute delle persone ma ne guadagnerebbero anche le casse dello Stato. Un’alimentazione sana significa infatti, prima di tutto, prevenzione. Come più volte è stato ribadito dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro e dall’Organizzazione mondiale della sanità, una corretta alimentazione e uno stile di vita sano sono fattori fondamentali per prevenire malattie anche gravi come il cancro.

Dalla cattiva alimentazione derivano al contrario innumerevoli malattie e tra queste gran parte hanno origine dall’abuso di carne. proprio quest’anno l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc), organo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), ha classificato i salumi nel gruppo 1 dei certamente cancerogeni, a pericolosità più alta (come il fumo, l’amianto e il benzene), e le carni rosse nel gruppo 2A, come probabilmente cancerogeni.

 Ma non basta: da innumerevoli fonti autorevoli, tra cui l’ultima pubblicazione del PNAS Analysis and valuation of the health and climate change cobenefits of dietary change e il suo annuncio sul sito della stessa Oxfortd University si evidenzia come le diete sbilanciate, con un consumo eccessivo di carne, siano responsabili di una enorme emergenza sanitaria: obesità, sovrappeso, tumori, diabete, problemi cardiovascolari… il legame tra alimentazione e malattia non è più opinabile.

E ancora: secondo il World Cancer Research Fund per limitare l’incidenza del cancro al colon retto non si dovrebbero superare i 42,9 g al giorno di carni rosse per un totale di 15,66 kg all’anno. Mentre secondo le linee guida per la protezione della salute americane – Dietary guidelines for Americans – l’apporto massimo consigliato di carni (rosse e bianche) ammonterebbe a 34,31 kg all’anno. Numeri decisamente inferiori agli attuali consumi annui italiani.

Quindi ci chiediamo: quando dal Ministero si parla di disinformazione, allarmismo e attacchi immotivati al settore ci si riferisce forse a questi dati? Davvero questo governo ha intenzione di spendere milioni per smentire le tesi di organismi nazionali e internazionali così autorevoli? Per giunta disincentivando le buone pratiche alimentari che finalmente stanno affiorando grazie alla consapevolezza di sempre più consumatori responsabili?

Speriamo di no, speriamo in una smentita. E se così non fosse speriamo che questa gente priva di scrupoli e di correttezza morale se ne vada a casa al più presto. Gli italiani non si meritano persone del genere al governo. E lo stanno dicendo in tutti i modi.

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