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Lotta agli sprechi alimentari. A che punto siamo?

In Francia sprecare cibo commestibile è reato. In Italia, invece, è la prassi. Una prassi dannosa non solo per la nostra economia. Solo in Italia – secondo i recenti dati forniti da Waste Watcher, l’Osservatorio permanente sugli sprechi alimentari delle famiglie italiane prodotto da Last Minute Market – lo spreco domestico ci costa 8,4 miliardi di euro l’anno. Per 650 grammi di cibo sprecato se ne vanno più di 6 euro settimanali a famiglia, oltre 300 euro all’anno. Alla faccia della crisi! Crisi che a quanto pare non è riuscita a incidere sulle cattive abitudini degli italiani. Secondo Waste Watcher il 42% dello spreco deriva, infatti, proprio da queste. Segue il 39% di sprechi della produzione, il 14% derivante dalla ristorazione e il 5% dalla distribuzione. Numeri che su scala mondiale non possono far altro che lievitare. Secondo la

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Emergenza smog: auto paleolitiche e leggi assassine, così si perde la salute pubblica

Il mercato italiano dell’auto continua a crescere. Secondo i dati il 2016 si è aperto con un risultato degno di nota di 155.157 vetture vendute solo a gennaio. Il 17,44% in più dello stesso mese del 2015. Ma siamo sicuri ci sia da esultare? Forse dovremmo prima chiederci di che auto stiamo parlando. I dati sulle immatricolazioni ci ricordano, infatti, quanto queste nuove auto siano lontane anni luce da una produzione attenta all’impatto ambientale. Del totale delle auto vendute solo il 2,2% sono ibride o elettriche. Anche le immatricolazioni di macchine a metano sono scese del 27,4% e quelle a GPL del 27,8%. Mentre continuano a salire le vendite di Jeep, di Jaguar (+558% con 250 veicoli venduti) e di Volkswagen, che incredibilment…

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Tremiti: Governo svende paradiso naturale a 2000 euro

Non si può restare impassibili di fronte a un Governo che ancora una volta antepone gli interessi delle lobby industriali al bene comune. Il caso delle isole Tremiti è emblematico del modo di procedere di questo Governo: l’autorizzazione di trivellare data alla Petroceltic è uno scandalo che va assolutamente fermato. Per più di un motivo. Intanto l’autorizzazione è stata concessa con una tempistica quantomeno imbarazzante: esattamente 24 ore prima del varo della legge di Stabilità che fissa norme più stringenti per le società petrolifere. Poi per la società in questione: la Petroceltic Italia srl, società sull’orlo del fallimento, una liquidità che, secondo alcuni esperti, finirà entro questo mese e i cui trascorsi finanziari sarebbero quanto meno discutibili e segnati da ombre, come ad esempio il trasferimento illegale di fondi. Per il canone che riscuoterà l…

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Telelavoro: salvare l’ambiente lavorando da casa

“Scegli il lavoro che ami e non lavorerai neppure un giorno in tutta la tua vita”. Questa frase di Confucio sta a dimostrare come da sempre un lavoro piacevole sia ritenuto fondamentale per una buona qualità della vita. Credere in ciò che si fa e amare il proprio lavoro sono prerequisiti fondamentali per aiutarci a sopportare la fatica di una vita stressante e con ritmi frenetici. Tuttavia, dando per scontato di aver avuto la possibilità di svolgere il lavoro desiderato, la motivazione e la passione si scontrano spesso con le modalità e le condizioni del lavoro. Lo ‘stress lavoro correlato’, come dimostrano anche recenti ricerche, è una condizione che interessa in Europa circa un lavoratore su quattro, circa 40 milioni di lavoratori, con conseguenze pesanti per la vita personale e lavorativa. Oltre a tutte le implicazioni sulla qualità della vita e il benessere individuale, gli effetti dello s…

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Rinnovabili: Italia solo 27ª

Se c’è una cosa che sta emergendo con estrema chiarezza in questi giorni alla COP21 di Parigi è la necessità di dovere passare al più presto ad un sistema energetico basato sulle rinnovabili. Se così non sarà, infatti, la già insufficiente soglia dei 2 gradi centigradi entro cui contenere il riscaldamento globale sarà ben più che superata, con tutti gli effetti nefasti di cui abbiamo più volte parlato su questo blog. Ma a quanto pare il lavoro da fare è ancora molto, anche in Italia, affinché la transizione energetica possa diventare realtà. Secondo uno studio della Stanford University, il mondo industrializzato (e non solo quello) è completamente dipendente dalle fonti fossili. Si chiamano Mark Jacobson e Mark Delucchi, e sono due ricercatori dell’Università di Stanford, ne…

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La più grande centrale solare al mondo in Marocco

In questi giorni in cui grazie alla COP21 il clima è una volta tanto al centro dell’attenzione globale, sembrano avere ancora più valore le iniziative che portano a ridurre le emissioni di gas climalteranti e la dipendenza dagli sporchi combustibili fossili proiettando verso un futuro che è fatto di tutt’altre fonti energetiche. Soprattutto se queste iniziative arrivano da Paesi che noi civili europei e sviluppati occidentali amiamo ritenere più “indietro” dei nostri. È il caso del Marocco, dove il desiderio di liberarsi dalla schiavitù dei fossili necessari a produrre l’elettricità che acquista dalla Spagna, ha portato alla costruzione della centrale solare forse più grande del mondo. L’impianto verrà inaugurato questo mese, sorgerà nel deserto del Sahara…

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Cambiamento climatico: Cop 21 un’occasione da non perdere

Si è aperta a Parigi la 21esima conferenza delle parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, un appuntamento importante ed atteso. Un’ultima chiamata per il clima, dove più di 190 governi di tutto il mondo dovranno discutere un accordo globale di riduzione delle emissioni di gas serra per fermare le conseguenze devastanti del cambiamento climatico – sulla salute, sugli ecosistemi, sulle risorse idriche, sull’agricoltura e sull’economia. Se si parla solamente di cambiamento climatico si rischia però di inquadrare il problema dalla prospettiva sbagliata. Il cambiamento climatico è infatti la diretta conseguenza di scelte ben precise: di politiche industriali, economiche e sociali sbag…

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Alternative al PIL

“Il Benessere di una nazione non può essere facilmente desunto da un indice del reddito nazionale”. Questa affermazione non è di qualche seguace della decrescita, ma di Simon Kuznets, l’inventore del Prodotto Interno Lordo (PIL). Del resto, chi meglio di lui poteva conoscere i limiti di un parametro come quello da lui creato, a partire appunto dalla sua capacità di misurare il benessere dei popoli o delle persone? Eppure, l’economista statunitense di origine bielorussa vinse nel 1971 il Nobel per l’economia proprio per “la sua interpretazione, empiricamente fondata, della crescita economica, che ha portato ad una nuova e più approfondita analisi della struttura sociale ed economica e del suo processo di sviluppo”. E la sua creatura domina ancora oggi le decisioni di politica economica in quasi ogni angolo del pianeta. Con conseguenze devastanti per la società, l’ambiente e, paradossalmente, per la stessa economia. L…

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SERR 2015: fare di più con meno

Fare di più con meno: è questo il motto della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (SERR). Che, quest’anno, ha un tema molto particolare: la dematerializzazione. In pratica, si tratta di iniziare ad usare sempre meno materia, o non usarne affatto, viste le quantità che ne abbiamo già sprecato negli ultimi decenni. La SERR 2015 si terrà dal 21 al 29 novembre 2015, sotto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo, e vede l’Italia come punta di lancia nella prevenzione dei rifiuti. Come rivela il sito dedicato all’iniziativa, sono infatti 5.286 le azioni approvate nel nostro Paese per la settima edizione di questa utile iniziativa. …

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I diritti dei popoli indigeni riguardano anche noi

Le popolazioni indigene rimaste sul pianeta sembrano un fenomeno marginale, raramente toccato dai mass media. Eppure, i numeri che le riguardano sono tutt’altro che da sottovalutare. Sono oltre trecento milioni le persone che al mondo appartengono a popoli, tribù o comunità che vivono come i loro antenati, a contatto con la natura in qualità di antichi abitatori delle loro terre: si tratta di quasi il 5% della popolazione mondiale. Eppure, a queste persone sembra vietata la possibilità di esistere, di stare nelle loro terre seguendo i loro ritmi, usi e tradizioni. Il motivo è facile intuirlo: la ricchezza di risorse dei loro territori. “Il 75% di tutte le materie prime non rinnovabili si trova sulle terre dei popoli indigeni, e gli Stati dell’Occidente industrializzato partecipano a quasi tutti i megaprogetti di sfruttamento relativi alle terre degli indigeni”,

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traffico rifiuti nucleari
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Scorie nucleari: zero controlli alle frontiere

Oggi ho presentato un’altra interrogazione sulla questione della sicurezza nucleare nel nostro Paese. Anzi, dovrei dire sull’insicurezza. Quando di parla di rifiuti radioattivi e trasporti di scorie, infatti, l’Italia riesce a distinguersi per inefficienza, malagestione dei rischi e indisposizione a comunicare le eventuali misure di emergenza alle popolazioni potenzialmente interessate. Da cosa? Dal via vai di scorie nucleari e materiali radioattivi da e per la Francia, ad esempio, che va avanti ormai da molti anni. In base al nostro ordinamento, il Ministero dell’Interno, tramite il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, dovrebbe effettuare i controlli alle frontiere per evitare che entrino nel nostro Paese sostanze radioattive, ma per qualche ragione i nostri vigili del f…

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Expo è finita. Ora contiamo i danni!
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Expo è finita. Ora contiamo i danni!

Sabato scorso è finito il baraccone di Expo, un non senso di cementificazione e sperpero di denaro pubblico con cui, adesso, si dovranno finalmente fare i conti. Ne è valsa la pena, considerando i miliardi di euro (nostri) buttati, i conflitti di interesse già nella vendita dei terreni, le bonifiche, gli sprechi di terreni e di acqua destinati all’agricoltura e un bilancio economico ancora da definire? Si vedrà. Si sono spesi circa 40 euro a persona, per entrare negli ettari cementati. Terreni che si è pure scoperto essere inquinati, ma solo dopo averli comprati a peso d’oro: aree destinate ai vialoni con i vari padiglioni. Tutto lì a fare la muffa, adesso, dopo che lo si è pagato la modica cifra di circa

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pet-coke
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Pet-coke: Renzusconi colpisce ancora

Sapete cos’è il pet-coke? È l’ultimo scarto del petrolio e contiene sostanze estremamente pericolose per la salute umana e la salubrità dell’ambiente. Se oggi è considerato nel nostro ordinamento un combustibile a basso costo ambito da molte aziende perché commercialmente conveniente, gli italiani devono ringraziare Silvio Berlusconi, che nel 2002 per fare un favore ad ENI ha modificato la normativa che lo classificava come rifiuto pericoloso. E Matteo Renzi, che oggi ne sta favorendo la diffusione. Il 2 marzo 2002, la magistratura ordinò il sequestro di due depositi di pet-coke (o petroleum coke, un carbone ottenuto attraverso la carbonizzazione delle frazioni a elevata temperatura di ebollizione prodotte durante la distilla…

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Alluvione di Olbia: sulla coscienza di Renzi
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Alluvione di Olbia: sulla coscienza di Renzi

In Italia al momento sembrano esserci poche certezze. Una di queste è il dissesto idrogeologico. E nonostante le chiacchiere, il governo non ha ancora fatto nulla per mettere in sicurezza i cittadini italiani. Guardiamo al caso di Olbia e di questa ennesima alluvione: vi sembra una fatalità? Nient’affatto. Gli inetti governi italiani, che a partire avevano promesso 122 milioni di euro alla cittadina sarda per iniziare a metterla in sicurezza dopo l’alluvione che la colpì il 18 novembre 2013, non solo non le hanno dato quasi niente, ma l’hanno presa in giro per ben due anni a suon di slogan e promesse non mantenute. Per Matteo Renzi e il governo più cialtrone che si sia visto dalla nascita della Repubblica italiana i problemi sono la riforma …

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Volkswagen: meno truffe, più mobilità dolce!
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Volkswagen: meno truffe, più mobilità dolce!

La questione di Volkswagen e delle truffe sue e a quanto pare anche di Bmw e di chissà quante altre case automobilistiche per far sembrare le auto meno inquinanti di quello che sono, riporta prepotentemente all’attenzione la necessità di abbandonare progressivamente la tecnologia sporca, superata e truffaldina delle auto, per passare finalmente ad un sistema di mobilità dolce e sostenibile. E’ vero, queste truffe sono probabilmente anche il frutto del crollo di vendite del settore auto, che in un sistema ultraliberista e iper-competitivo come quello nordamericano ha portato i padroni di casa a far fuori un concorrente scomodo. Ma di sicuro sono anche legate alla necessità di abbassare una volta per tutte le quantità di gas serra e…

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Dopo Expo? Solo degrado e desolazione

Negli ultimi mesi abbiamo parlato qualche volta di Expo Milano 2015, anche se né io né gli altri amici e colleghi del M5S ci abbiamo mai voluto mettere piede per principio. Troppi soldi pubblici sprecati, troppa corruzione, troppe devastazioni ambientali, legate soprattutto alla cementificazione selvaggia e al prosciugamento delle risorse idriche della regione che la ospita. Ma anche un’offesa a chi davvero lo nutre, il pianeta: i piccoli agricoltori. Oggi, a quasi un mese dalla sua chiusura ci si chiede finalmente, e con una certa inquietudine: cosa resterà di questo insensato baraccone in cartongesso? Forse non se ne sono ancora resi conto, presi come sono dalla sbornia di ve…

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il futuro è nella transizione
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Il futuro è nella Transizione

Ieri notte sono tornato da uno degli eventi più interessanti a cui abbia partecipato negli ultimi anni. Sono stato infatti alla Conferenza Internazionale del Transition Network 2015, che si è tenuta dove sono nate sia la Rivoluzione industriale che le Città in Transizione: in Inghilterra. Tre giorni di incontri, workshop, dibattiti, discussioni aperte su idee ed esperienze di cambiamento, di decrescita, di futuro e di vero progresso. In una parola: di Transizione. A Newton Abbot, nelle campagne del Devon, insieme a migliaia di altre persone desiderose di sviluppare nuove economie e stili di vita, si è trattato di alternative possibili all’assurdo sistema in cui viviamo: quello bas…

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incompetenza radioattiva
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Governo Renzi: incompetenza radioattiva

Il nucleare non ha futuro, né in Italia né nel resto del mondo. Ma ci ha lasciato un’eredità radioattiva pesante e pericolosa. Che, ovviamente, non può essere gestita dall’incompetenza di incapaci o cialtroni. Qualche giorno fa, come sapete, ho scritto al Commissario europeo sull’energia e il clima, Miguel Arias Canete, per chiedere un’azione di controllo nei confronti del governo Renzi. I suoi continui ritardi nella divulgazione dell’elenco dei siti idonei per la costruzione del Deposito nazionale per le scorie nucleari sono infatti un rischio per tutta Europa, non solo per noi italiani. L’Italia è uno dei pochi Paesi in Europa che ancora non si è dotato di un sito di stoccaggio permanente dei rifiuti atomici, come previsto dalla Direttiva del Consiglio Euratom 2011/70. Eppure, Renzi preferisce andare a vedere le part…

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mobilita dolce in Italia
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Giorni cruciali per la mobilità dolce in Italia

Sembra incredibile, ma dopo più di vent’anni le proposte di legge sulla mobilità dolce e sulla valorizzazione del patrimonio ferroviario in abbandono e la realizzazione di una rete ciclabile sullo stesso sono state calendarizzate dalla Commissione Ambiente della Camera dei deputati. E nelle prossime settimane questo provvedimento, oltre a essere discusso, potrà finalmente essere approvato (si spera in tempi brevi). La discussione di questa legge, secondo me, va al di là degli aspetti istituzionali. Essa rappresenta infatti l’inizio di una visione di vita completamente diversa da quella che la società odierna ci ha prospettato fino ad oggi. Il problema dell’Italia è il non avere ancora capito questa cosa: mobilità dolce non significa fare romantiche passeggiate in bicicletta. Vuol dire cambiare mentalità, …

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auto morta
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L’auto è morta (ma la bici vive)!

Sarà per la crisi, o per la consapevolezza che muoversi fa bene alla salute. Resta il fatto che gli italiani, secondo l’ultimo rapporto Coop, sono sempre più “magri, vegetariani e ciclisti”. Tre buone notizie in una, che confermano un trend già in corso da alcuni anni: l’auto è morta, la bici invece vive! Lo confermano le vendite negli ultimi anni di questi due mezzi, che anche in Italia sono rispettivamente crollate e schizzate alle stelle. L’auto, ormai in tutto il mondo, non ha più futuro. Ultimamente ciò me lo ha ricordato anche rileggere un vecchio post corredato di foto molto interessanti. Titolo, appunto “L’automobile? E’ morta”. Un post scritto un anno fa sul crescente numero di auto nel mondo (stimato già i…

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