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Clima, anche la Costa Azzurra sommersa

In questi giorni anche la Costa Azzurra, dopo la Sardegna, è stata colpita da violenti nubifragi, causati secondo gli esperti dai cambiamenti climatici in corso. Sono stati 17 i morti e centinaia gli sfollati, vittime di un’economia fossile e una politica succube e miope.

La questione del riscaldamento globale si sta facendo sempre più grave. Per questo, prima ancora che a Parigi per la Conferenza sul clima COP21, mi recherò in questi giorni in Bolivia. Lì, infatti, si terrà una conferenza “alternativa”, in cui invece che dei problemi del business si parlerà di quelli dell’umanità nell’affrontare questa sfida epocale.

Ma cosa è successo nel Sud della Francia, in Emilia Romagna o in Sardegna? Cosa si teme ancora in Liguria o in Toscana? A cosa è dovuto tutto ciò?

Dopo un’estate estremamente calda, il Mar Mediterraneo ha accumulato una quantità eccessiva di calore che, mischiandosi alle correnti fredde provenienti dall’Atlantico come succede ad ogni inizio autunno, creano un “mix micidiale” di correnti caldi e fredde che portano a nubifragi, venti e piogge molto più intense che in passato.

Infatti, se fino a circa 30 anni fa erano piuttosto rare situazioni come quelle che si sono verificate ultimamente in queste zone (Olbia con l’aggravante delle bugie, del dissesto idrogeologico ignorato e di una gestione criminale del territorio), oggi stono diventate la norma.

Il Mediterraneo è decisamente più caldo di quanto non lo fosse 20 o 30 anni fa, ed oggi è un significativo serbatoio di energia cui attingono le perturbazioni in ingresso”, spiega il meteorologo Andrea Giuliacci, del Centro Epson Meteo: “È un aspetto analogo a quello che in Europa sta rendendo il clima più estremo”.

Colpa quindi dei cambiamenti climatici? Secondo l’esperto, .

Quante alluvioni e morti dobbiamo ancora piangere, prima che i fossili a capo dei governi si muovano per arginare il devastante fenomeno del climate change?

Noi del Movimento 5 Stelle ce lo chiediamo seriamente da quando siamo nati, ormai sei anni fa. Per questo siamo stati l’unico soggetto politico italiano invitato a partecipare a una importante Conferenza internazionale sul clima alternativa alla COP21. Meno nota certo, ma sicuramente più credibile.

Si tratta della “World People’s Conference on Climate Change and the Defense of Life” (CMPCC), che si terrà nei prossimi giorni a Cochabamba, in Bolivia. Un evento sulle possibili soluzioni al riscaldamento globale dedicato ai popoli della Terra, non alle multinazionali!

Si dividerà in gruppi di lavoro, e la discussione verterà su quattro punti in particolare:

  • Le minacce del capitalismo alla vita.
  • La costruzione del benvivere e i percorsi di vita.
  • Cambiamento climatico e la cultura della vita.
  • Continuare sul percorso della difesa della vita.

Come vedete, non c’è spazio per chiacchiere neoliberiste sulle opportunità che il climate change offre al business as usual. Non ci saranno industrie petrolifere improvvisamente convertite al green (anche se solo nel nome), né partiti venduti o politicanti al soldo delle lobby.

Ci sarà però la possibilità di confrontarsi su come mettere in pratica tutto ciò che ci porterà ad evitare stragi annunciate come quelle di Olbia, della Costa Azzurra e chissà quante altre da qui ai prossimi anni.

Abbiamo solo pochi anni per cambiare radicalmente il sistema produttivo, rendendolo a emissioni zero per evitare che la situazione ci sfugga da ogni possibilità di controllo.

Muoviamoci, finché siamo ancora in tempo!!!

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