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G7 e cambiamento climatico, la solita farsa

All’indomani del vertice G7 di Elmau, bisogna necessariamente tirare le somme di quella che è stata, sotto molti aspetti, solamente la solita farsa.

Ci sono infatti diverse criticità nel testo siglato dai sedicenti “grandi” della Terra per contenere il cambiamento climatico in atto. E la loro, diciamolo, è stata solo l’ennesima operazione di facciata.

Il fatto che nello stesso giorno si sia anche evidenziata la necessità di un accordo commerciale tra Usa ed Europa, l’assurdo TTIP – che porterà a uno scambio di merci di bassa qualità e allo strapotere delle multinazionali a scapito delle piccole realtà locali – la dice lunga sulle vere intenzioni del documento.

Iinvece di privilegiare una filiera corta per la produzione alimentare ed energetica, di cui sono evidenti i vantaggi in termini di risparmio e contenimento di produzione di gas serra, gli sforzi dei grandi governi mondiali mirano solo a favorire i grandi gruppi commerciali.

Lascia a desiderare anche l’annuncio di Angela Merkel per l’istituzione di un fondo per combattere il cambiamento climatico nei Paesi in via di sviluppo. I dettagli operativi sono poco chiari (anzi, quasi inesistenti) e non si fa alcun cenno alla sovranità alimentare e al passaggio dall’attuale agricoltura intensiva a nuove forme di coltivazione più rispettose dei cicli naturali.

C’è ragione di temere che si tratti dell’ennesimo business che potrebbe addirittura peggiorare economia e qualità di vita delle comunità coinvolte.

In ogni caso, il contenimento della temperatura globale entro i due gradi centigradi non è abbastanza. Già questo scenario prospetta scenari catastrofici per l’agricoltura e la biodiversità del nostro Paese, come già emerso da diversi studi – tra cui un rapporto dello stesso ministero dell’Ambiente di alcuni mesi fa – e ribadito da Coldiretti in queste ore.

E che dire dell’esercizio di retorica del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, che ha definito un “viatico” l’accordo di Elmau? Parole vuote di un governo che in questi mesi non ha fatto altro che agevolare l’utilizzo di fonti fossili in Italia.

Non è possibile affermare di volere ridurre le emissioni di gas serra continuando a perseguire una impossibile crescita dei consumi e degli sprechi. Non è possibile continuare a porendere in giro i cittadini globali con le vostre chiacchiere.

Per questo, come decine di altri movimenti e associazioni, vogliamo subito la decarbornizzazione della nostra produzione energetica.

Anche perché, al contrario di quello che dicono i cervelloni chiusi nel loro castello bavarese, solo così si può sperare in una ripresa economica e in una maggiore tutela ambientale.

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