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Geoingegneria: Alessandro Martorana prevede lo scioglimento del IPCC!

Alessandro Martorana ha recentemente pubblicato su International Business Times Italia l’articolo “Geoingegneria: gomblotto o fatto scientifico?, chiede Mirko Busto del M5S. Risposta: entrambe le cose” a commento del post omonimo pubblicato sul mio blog.

Rispondo brevemente alle sue considerazioni, dato che in realtà non c’è molto da dire: Martorana infatti non contesta nulla di sostanziale degli argomenti che io produco, e che peraltro non sono teorie e tanto meno sono mie ipotesi, ma fatti ampiamente documentati, con tanto di riferimenti ufficiali. Rispondo solo ad alcuni apprezzamenti che Martorana fa sulla mia persona, oltre a una sua conclusione riguardo alla realizzabilità delle tecniche di geoingegneria, così come sono descritte nell’abbondante letteratura scientifica disponibile, e commentate nei corposi rapporti dei vari gruppi di lavoro del IPCC.

Dice Martorana:

“È però vero anche che Busto, laureato in Ingegneria Ambientale al Politecnico di Torino, affronta la questione con un approccio assai poco scientifico, prendendo come spunto solamente ciò che è funzionale alla sua tesi ed ignorando il resto, ed interpretando a proprio favore alcuni elementi. E questa è una metodologia da teorico del complotto.”

Orbene, questa affermazione si commenta da sola: partendo da una forte esigenza di rigore scientifico e – perché no? – anche etico, e pretendendo da parte mia una posizione equilibrata fra il tutto e il contrario di tutto, Martorana conclude, questa volta lui sì con grande scientificità ed equilibrio, che io sarei un teorico del complotto. Et voilà il gioco è fatto!

Ora, riconosco che il Sig. Martorana ha un curriculum per il quale può permettersi di discettare di scientificità, avendo seguito un corso triennale di Scienze e Tecnologie della Comunicazione. Ci spieghi allora che cosa è un approccio scientifico, ma lo faccia per favore senza prendere come spunto solamente ciò che è funzionale alla sua tesi, ignorando il resto e interpretando a proprio favore alcuni elementi. Gli saremmo anche grati se poi volesse anche spiegarci, sempre scientificamente, che cosa vuol dire essere un teorico del complotto.

Dice, sempre il nostro Martorana, parlando della geoingegneria: “Si tratta però di soluzioni unicamente prese in considerazione per una possibile applicazione futura, ma che al giorno d’oggi appaiono, in larghissima parte, molto difficilmente realizzabili, assai poco pratiche o totalmente inutili.” Certamente, ed è proprio per le ragioni che Martorana spiega e così ben motiva, che l’IPCC, organismo creato nel 1988, con molte centinaia di scienziati e tecnici internazionali, ha rilasciato, tra il 2013 e il 2014, il suo 5º rapporto di molte migliaia di pagine, nelle quali appunto si spiega che le pratiche di geoingegneria sono in larghissima parte, molto difficilmente realizzabili, assai poco pratiche o totalmente inutili. Ci aspettiamo, dopo questo essenziale chiarimento da parte di Martorana, che l’IPCC si sciolga nei prossimi mesi.

Attenzione, quando si usano ripetutamente, con il fine di screditare persone o argomenti, parole come complotto, bufala, fantapolitica, scetticismo, negazionismo, analizzate sempre con molta cura la sostanza di quello che si afferma, perché potrebbe essere totalmente inconsistente o fuorviante. Chi ha argomenti forti li usa in modo trasparente, non ha bisogno di ricorrere a una semantica prefabbricata che etichetta concetti e persone “a prescindere”.

Forse il suo fine è quello di chiudervi gli occhi, di non farvi pensare: la Scienza, che è Conoscenza, e che include le scienze applicate quali sono le varie branche dell’ingegneria, si nutre di dubbi e di incertezze.

La Storia ci insegna, con la vicenda di Galileo, che chi aveva certezze non voleva in nessun modo guardare nel cannocchiale e preferiva assumere come scientifici i complicati e assurdi epicicli tolemaici.

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