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Glifosato: al governo non importa la salute

Vi ricordate del glifosato, il principio attivo inventato dalla Monsanto presente nei diserbanti chimici più venduti al mondo? Bene, ne ho parlato ieri presso la Camera dei Deputati, perché in Italia continua ad essere ampiamente usato sia in ambito agricolo che nel trattamento degli spazi urbani. Questo, nonostante numerose evidenze scientifiche ne riconoscano i rischi per la salute e per l’ambiente. E il governo che fa? Semplicemente nulla. Come al solito.

Gli erbicidi a base di glifosato sono un veleno. Ma come molti veleni, sono purtroppo ancora in circolazione, e molto diffusi. Queste sostanze tossiche, infatti, sono largamente utilizzate per il controllo delle piante infestanti perché non sono selettive: eliminano tutta la vegetazione!

Il problema, è che oltre alle piante rischiano di eliminare anche molte altre forme di vita, inclusa quella umana. Le irrorazioni aeree di questa sostanza non sono rare, infatti, e vengono fatte su vaste monocolture di alcune specie vegetali con crescente rischio di esposizione accidentale anche da parte delle popolazioni vicine o degli habitat naturali.

Giusto per capire quanto sia pervasivo il glifosato nella catena alimentare, basta dire che uno studio dell’Università di Boston ne ha trovate tracce nel 62% del miele prodotto in modo convenzionale e nel 45% di quello biologico!

Proviamo a immaginare i livelli negli altri cibi.

In Italia, il glifosato è una delle sostanze più vendute e sono almeno 750 i prodotti che lo contengono! Oltre che in agricoltura, è ampiamente impiegato da comuni e province per la pulizia delle strade, dalle ferrovie a quella dei binari, ed è presente anche in prodotti da giardinaggio e destinati all’hobbistica.

Nel nostro paese, però, sono molti gli enti territoriali che si stanno adoperando per intraprendere azioni legislative che ne vietino l’uso in ambito pubblico. Tra questi, la provincia autonoma di Bolzano, con una mozione del MoVimento 5 Stelle, e la regione Toscana sono riuscite a vietarne l’utilizzo come diserbante per le strade pubbliche.

Il MoVimento 5 Stelle ha anche presentato, il 9 settembre 2013, una proposta di legge sui «Limiti all’impiego di sostanze diserbanti chimiche», finalizzata alla tutela della salute umana, dell’ambiente naturale, dell’ambiente acquatico e delle acque potabili. Ma anche della biodiversità, degli ecosistemi, delle attività agricole condotte con metodi biologici e naturali. E soprattutto della salute dei cittadini italiani.

Ma il governo, ci dicono in aula, non intende intervenire.

Eppure, dal nostro punto di vista, il governo dovrebbe invece applicare il principio di precauzione, in nome della tutela della salute pubblica. Magari assumendo iniziative per vietare definitivamente la produzione, la commercializzazione e l’impiego di tutti i prodotti a base di glifosato.

Ma non lo fa.

A livello europeo, visto che il prossimo 31 dicembre scadrà l’autorizzazione del glifosato, il governo italiano potrebbe finalmente prendere una posizione contraria a una sua nuova eventuale autorizzazione, tenendo in considerazione tutte le cose che abbiamo detto.

Ma non lo farà.

Il governo, inoltre, potrebbe assumere iniziative per rimuovere il prodotto da tutti i disciplinari di produzione che lo contengono, magari escludendo da qualsiasi premio le aziende che ne facciano uso.

Potrebbe anche promuovere politiche di limitazione all’agricoltura intensiva, che abusa di glifosato e di altri pesticidi, sostenendo invece iniziative volte alla corretta combinazione di incentivi all’agroecologia, norme di legge più severe e sanzioni sui pesticidi e sui prodotti fitosanitari, e sussidi adeguatamente mirati ai piccoli agricoltori locali.

Ma tutto ciò va contro i suoi stantii ideali neoliberisti.

Ideali che non gli permetteranno, come lo abbiamo invitato a fare, di incentivare a livello normativo e finanziario, attraverso i piani di sviluppo rurali, i sistemi di gestione agroecologica – varietà di tecniche agricole, come agricoltura biologica, sostenibile o permacultura – che, basandosi sul rispetto della biodiversità, sull’efficienza dei processi biologici e sulla diversificazione dei sistemi di produzione, rappresentano un modello alternativo all’agricoltura convenzionale.

Non lo farà. Come non ha fatto nulla di tutto quello che, in ogni campo, ha promesso finora.

Che dire, quindi?

Forse solo che questo assurdo disinteresse del governo Renzi per la nostra salute è un motivo in più per volere il M5S al suo posto.

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