AgricolturaAlimentazioneAmbienteEcologiaGlifosatoPetizioniPoliticaSaluteSostenibilità

GLIFOSATO: FIRMA LA PETIZIONE PER DIRE BASTA!

di Eleonora Evi, Piernicola Pedicini, Marco Zullo, Movimento 5 Stelle e Movimento 5 Stelle Europa

È partita in tutta Europa una “Iniziativa dei cittadini europei” (ICE) per chiedere alla Commissione europea il bando totale dell’uso del #glifosato, l’ormai famoso pesticida della Monsanto, dannoso per l’ambiente e per la salute di tutti noi. L’ICE è sostenuta da decine di organizzazioni in 15 paesi, tra cui la coalizione #StopGlifosato, il Pesticide Action Network, la Health and Environment Alliance, Corporate Europe Observatory e WeMove.EU. Le associazioni di tutela dell’ambiente e della salute chiedono non solo di vietare il glifosato, ma anche di riformare il processo di approvazione dei pesticidi e fissare obiettivi vincolanti per ridurne l’uso in Europa.

Le firme vengono raccolte online o su carta, ai banchetti. Fra un anno, se sarà stato raccolto almeno un milione di firme proveniente da almeno 7 Stati membri, la Commissione Europea dovrà dare una risposta formale alle richieste.

Firmare l’ICE #stopglyphosate è una piccola azione per vietare un pesticida tossico e dannoso per l’ambiente. Firma anche tu!

+++ QUI IL LINK PER FIRMARE ONLINE LA PETIZIONE +++
__________

ECCOVI UNA BREVE CRONISTORIA DEL GLIFOSATO
Attualità: il verdetto finale della plenaria condanna l’Europa, la posizione di Strasburgo suggerisce una proroga di 7 anni. Visto che per l’EFSA il glifosato non é cancerogeno, la Commissione Europea fa sua la posizione morbida del Parlamento in sede di comitato, imponendo il rinnovo fino a dicembre 2017. Ora si attende il parere finale dell’ECHA, l’Agenzia europea per la chimica.

Il rinvio e il voto in Commissione Ambiente: il parere contrario nei comitati di diversi Paesi tra cui Francia, Olanda, Svezia e Italia avrebbe probabilmente posto fine alla storia del glifosato. Ma il voto finale viene rimandato. La Commissione Ambiente, intanto, boccia ufficialmente il glifosato con un voto schiacciante.

La condanna delle Istituzioni: Il Mediatore Europeo ha condannato le pratiche della Commissione Europea in materia di autorizzazioni al glifosato, giudicando le stesse non sicure e non in conformità con la legislazione in materia.

La potenza della Monsanto: un mese fa la Monsanto fa causa alla California, che vorrebbe iscrivere il glifosato nelle sostanze potenzialmente cancerogene. Un assaggio di quello che potrebbe accadere anche in Europa, specialmente con la clausola ISDS inserita nel TTIP. Sempre un mese fa vengono trovate tracce di glifosato nelle birre tedesche. Non stiamo parlando di piccoli numeri: sono 14 le marche di “bionde”, tra cui Beck’s, Paulaner e Franziskaner, in cui sono stati rilevati concentrazioni fino a 300 volte il limite consentito dalla legge per l’acqua potabile.

La battaglia dei portavoce a Bruxelles: il primo dicembre la Commissione Ambiente del Parlamento Europeo decide di non autorizzare alcuni mais OGM resistenti al glifosato. Tre giorni dopo, con un atto di forza, la Commissione Europea autorizza i mais OGM, preoccupata che un voto contrario definitivo rallenti ulteriormente i trattati sul TTIP. Il 16 di dicembre la plenaria del Parlamento Europeo conferma il voto della Commissione Ambiente contro l’autorizzazione ai mais OGM, che nel frattempo sono però stati già autorizzati dalla Commissione Europea. Il volere di 500 milioni di cittadini viene così calpestato.

La risposta degli scienziati: in risposta 100 scienziati indipendenti hanno scritto una lettera indirizzata alla Commissione Europea, per contestare il parere dell’EFSA sulla base del quale si sta per garantire il rinnovo della commercializzazione del glifosato a livello comunitario.

Il cavallo di Troia dell’EFSA: a novembre dello scorso anno l’EFSA, l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare, ha giudicato il glifosato come “probabilmente non cancerogeno”. È stato questo il cavallo di troia, per la Monsanto e la Commissione Europea, con cui si è deciso di sovvertire la ragione. I dati che hanno portato a questa conclusione, abilmente strumentalizzata, sono stati forniti dalle stesse aziende che il glifosato lo producono. Senza essere pubblicate su riviste scientifiche con revisione dei pari.

Il giudizio dello IARC: a luglio 2015 l’Organizzazione Mondiale della Sanità giudica il glifosato come “possibile cancerogeno” per l’uomo. Gettando un’ombra sul diserbante più utilizzato al mondo in campo agricolo, prodotto dalla multinazionale Monsanto.

Previous post

Olio di palma: diffidate di chi si dichiara detentore della verità

Next post

Alce Nero: dal 2000 "senza olio di palma" per tutelare ambiente e salute dei consumatori