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Glifosato: governo vara decreto bufala per continuare a mentire e a avvelenare i cittadini

Mentono sapendo di mentire quando a telecamere accese i rappresentanti di questo governo annunciano l’addio al glifosato. Il pericolosissimo erbicida della Monsanto, definito dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, potenzialmente cancerogeno, continuerà, infatti, a invadere le nostre tavole, le nostre acque e le nostre terre, con il benestare di un governo che a tutto pensa fuorché alla salute dei cittadini.

Già in sede europea la posizione italiana sul rinnovo dell’autorizzazione del glifosato non è stata che una misera astensione benché fosse stato più volte espresso dai Ministri Galletti e Martina l’impegno nel vietare questa sostanza. Proclami a cui, come al solito, non sono seguite azioni concrete e che hanno permesso alla Commissione di prolungarne l’utilizzo per altri 18 mesi.

Decisione che ovviamente ha riacceso il malcontento di cittadini, associazioni, agricoltori e ambientalisti.

Che fa quindi il nostro governo? Annuncia di vietare il pericolosa glifosato con un decreto del Ministero della Salute, firmato il 9 agosto 2016.

Ma sarà davvero così? Ovviamente no.

Leggendo i documenti si scopre infatti che l’annuncio non è che l’ennesima presa in giro: su 173 composti presenti nel database del ministero delle Politiche Agricole solo 85 sono stati revocati perché formati da glifosato e dal suo pericoloso co-formulante ammina di sego polietossilata mentre gli altri, con la stessa composizione, rimangono utilizzabili. In 68 casi, addirittura, il coformulante non viene nemmeno specificato nelle rispettive schede di sicurezza. Un fatto gravissimo che mette in discussione le stesse logiche e i criteri con cui avviene l’iter autorizzativo dei prodotti sanitari.

Ma le criticità del decreto-bufala del ministero non finiscono qui, anzi. Proprio questo decreto riduce ulteriormente le già scarse misure a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. Rispetto al decreto ministeriale del 2014, infatti, le zone di divieto all’utilizzo del glifosato, anziché essere estese a tutte le aree urbane, sono state addirittura ridotte.

Per non parlare del divieto dell’uso del glifosato in agricoltura, un’autentica presa in giro dato che l’unica limitazione si riduce alla sola fase di preraccolto, consentendo l’uso in tutte le altre fasi della coltivazione.

Un’operazione di facciata, insomma, che ancora una volta ci fa capire da che parte sta questa maggioranza: dalla parte della Monsanto e dell’industria dell’agrochimica, contro il buon senso, contro il benessere dei cittadini, contro il futuro della nostra economia e della nostra agricoltura.

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