Energia

I parlamentari del M5S visitano il sito Acna di Cengio

Una delegazione di portavoce dei cittadini del M5S, tra cui Mirko Busto, Carlo Martelli, Fabiana Dadone, Davide Bono, Marco Scibona e Matteo Mantero, hanno effettuato una visita ispettiva al sito ex Acna di Cengio, accompagnati da esperti ambientali della associazione “Val bormida pulita”.

Il sito è teatro di una delle più importanti contaminazioni ambientali della storia italiana, sia per l’entità del danno ambientale che per la lunga storia (117 anni) di attività industriale.

L’area dell’ex stabilimento è tutt’ora oggetto di un importante intervento di bonifica e messa in sicurezza operato dalla Syndial, partecipata ENI proprietaria del sito e soggetto obbligato alla bonifica.  L’intervento si basa principalmente su una “messa in sicurezza permanente” e su una “bonifica con misure di sicurezza”. La prima si è realizzata mediante la creazione di una discarica contenente più di tre milioni di metri cubi di rifiuti pericolosi contaminati da ammine aromatiche, policlorobifenili, diossine e oltre 200 composti organici e metalli pesanti. La seconda è avvenuta con asportazione di una parte del terreno contaminato e trattando, mediante un depuratore, il percolato che si forma quando le acque si infiltrano nel terreno che non è stato ancora bonificato.

La nostra visita è stata mossa dalla preoccupazione di molti cittadini legata principalmente alla intenzione di ENI-Syndial di cedere il sito, versando all’acquirente 40 milioni di Euro per terminare la bonifica e per mantenere il presidio ambientale.

Desta preoccupazione la mancanza di garanzia sul mantenimento di un controllo ambientale del sito, che dovrebbe protrarsi almeno per alcuni decenni con un costo stimato in circa 5 milioni l’anno, soprattutto in caso di un acquirente privato, il cui unico scopo potrebbe essere quello di fare business o ancor peggio di appropriarsi dei 40 milioni di Euro. Il rischio è quello di rendere inutile la bonifica e rappresenta una grave minaccia per il fiume Bormida e per le popolazioni a valle del sito.

Il M5S ritiene questo sito un vero e proprio “monumento” utile a ricordare alle prossime generazioni gli errori di un sistema industriale che ha anteposto gli interessi economici di pochi alla salute dei cittadini e dell’ambiente. Il M5S chiede quindi che siano garantiti negli anni a venire il completamento della bonifica e il monitoraggio del sito e ritiene che la presenza di ENI-Syndial, come proprietaria del sito o comunque come responsabile del presidio ambientale, possa offrire maggiori garanzie in questo senso.

Perché, invece di disfarsi del sito, non farne un polo di ricerca tecnologico sulle bonifiche magari coprendone una parte con pannelli fotovoltaici?

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