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Il glifosato è da vietare!

Mercoledì scorso ho presentato con altri colleghi del M5S una mozione parlamentare sul glifosato, principio attivo dei diserbanti chimici più venduti al mondo. Nella mozione ho fatto presente che questo veleno, ampiamente usato in ambito agricolo, ma anche negli spazi urbani e nel giardinaggio, nonostante numerose evidenze scientifiche che ne riconoscono i rischi per la salute e per l’ambiente è ancora in libera circolazione.

Ma andrebbe subito vietato!

Gli erbicidi a base di glifosato sono largamente utilizzati per il controllo delle piante infestanti e indesiderate perché non sono selettivi, ma eliminano tutta la vegetazione. Le irrorazioni aeree, inoltre, sono utilizzate su vaste monocolture di alcune specie vegetali, con crescente rischio di esposizione accidentale delle popolazioni e degli habitat naturali che vivono a ridosso di queste coltivazioni intensive.

Uno studio pubblicato su The Lancet Oncology, dopo tre anni di ricerche coordinate da 17 esperti in 11 Paesi, rivela una forte correlazione epidemiologica tra l’esposizione al glifosato e il linfoma non-Hodgkin. Ciò in aggiunta ai già noti aumenti di ricorrenza di leucemie infantili, malattie neurodegenerative e Parkinson in testa.

Non solo. L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), ha inserito questo diserbante nella classe 2°, che precede quella dei “cancerogeni certi”, come “probabilmente cancerogeno per gli esseri umani”.

Ciononostante, nel nostro Paese il glifosato è una delle sostanze più vendute e almeno 750 prodotti lo contengono.

Secondo i dati Ispra ed Eurostat 2012, l‘Italia è il maggiore consumatore di pesticidi (principi attivi) tra i Paesi dell’Europa occidentale, sia in termini assoluti (61.890 tonnellate), sia in termini di consumo per unità di superficie coltivata (5,6 Kg/ettaro, o Kg/ha), con valori doppi rispetto a quelli di Francia e Germania.

Molti governi, associazioni ambientaliste e cittadini hanno avviato, a livello mondiale, azioni-legislative e proteste per bandire immediatamente il glifosato o limitarne l’uso con norme severe.

Perché l’Italia deve restare sempre indietro, nelle cose più importanti?

Il MoVimento 5 Stelle ha presentato, il 9 settembre 2013, una proposta di legge, a prima firma di Patrizia Terzoni, sui “Limiti all’impiego di sostanze diserbanti chimiche”, finalizzata appunto alla tutela della salute, dell’ambiente e della biodiversità. Ma anche delle attività agricole condotte con metodi biologici e naturali.

Ci siamo mobilitati in questo senso perché il governo italiano, ancora una volta, ha mostrato il suo totale lassismo in termini di rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini. Nel gennaio 2014, infatti, ha adottato un Piano d’azione nazionale (PAN) “per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari” che, di fatto, non contiene misure prescrittive concrete volte a ridurre l’utilizzo degli stessi fitosanitari.

Le carenze normative del PAN nel recepimento delle direttive europee, dovute soprattutto ai soliti troppi rinvii a ulteriori atti e decreti attuativi, all’inconsistenza delle sanzioni e delle misure previste dalla lotta integrata obbligatoria, nonché alla mancata individuazione di obiettivi chiari e precisi, lasciano aperte diverse questioni, come evidenziato nella nostra mozione (presentata il 22 gennaio 2015 e ancora in attesa di esame!).

E non ci vengano a parlare di “uso sicuro” di pesticidi altamente pericolosi come il glifosato, perché questo non è possibile! Le persone, gli animali da allevamento, la fauna selvatica e l’ambiente continuano a soffrire un danno considerevole dall’utilizzo di veleni come questo.

Dopo anni di fallimenti e la morte di milioni di persone in tutto il mondo, sono necessarie nuove politiche per fermare gli avvelenamenti da pesticidi attraverso una progressiva eliminazione e il divieto dell’utilizzo del glifosato, insieme a nuove politiche di sostegno alternative, che possano indurre un cambiamento verso un mondo sano e sostenibile per tutti.

Anche se Renzi e la sua cricca non vedono l’ora di far passare schifezze come il TTIP e americanizzare definitivamente l’Italia, sarebbe utile che ricordassero che siamo ancora in Europa, dove vale ancora il Principio di precauzione (ne abbiamo parlato anche ieri con l’acqua).

Sarebbe quindi opportuno che il governo lo applicasse, assumendo iniziative per vietare definitivamente e in maniera permanente la produzione, la commercializzazione e l’impiego di tutti i prodotti a base di glifosato.

Allo stesso tempo, sarebbe utile promuovere politiche di limitazione all’agricoltura intensiva, iniziando invece a sostenere iniziative volte alla corretta combinazione di incentivi all’agroecologia, supportando quindi le pratiche agricole più sostenibili.

Ma questa, conoscendo i personaggi al governo e i loro interessi, per ora è pura fantascienza.

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