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Inceneritore Vercelli emissioni: verità o fuffa?

Inceneritore Vercelli emissioni: verità o fuffa?

Sulle emissioni da 40 gli anni omertà e silenzi. L’ultima affermazione dell’assessore alla sanità della Regione Piemonte dice che l’aria di quel maledetto camino è buona, ma noi dell’ M5S non ci crediamo.

Erano gli anni Settanta dell’ormai secolo scorso quando a Vercelli, tra le risaie allagate con abbondanza di pesticidi, inizia la sua attività pluridecennale l’inceneritore di via Asigliano. Ignoranza e noncuranza hanno fatto sì che le polveri di combustione prodotte sino agli anni Novanta siano ancora lì, ammucchiate in un piazzale e ormai in parte sprofondate nel suolo zuppo d’acqua.

I decenni più recenti sono anni di lotta per alcuni cittadini che ricorrono vanamente alla magistratura per fermare l’inquinamento, ormai provato da diverse analisi delle acque circostanti.

Tre anni prima della chiusura nel 2014 per esaurimento attività, cadendo dalle griglie dell’inceneritore persino un giovane lavoratore ha perso la vita. Come un temporale improvviso, questa estate l’Agenzia regionale per l’ambiente di Vercelli ha diffuso – senza il benestare della Regione a cui deve rispondere – i dati epidemiologici che mettono in relazione le ormai passate emissioni e malattie: + 400% di incremento dei tumori al colon retto per chi vive nei pressi di questo cadavere dalle polveri impestate.

Curiosamente, il dirigente che ha osato andare controcorrente è stato rimosso dal suo incarico e la Regione ha convocato l’ennesimo tavolo tecnico per aggiungere tempo a questi quarant’anni.

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