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La casa che si mantiene da sola

Fra le principali preoccupazioni di una famiglia, ci sono giustamente i costi per mantenere la casa. Allo stesso tempo, fra le voci più importanti di inquinamento urbano ci sono quelle dovute agli edifici. Ma cosa si può fare per ridurre l’impatto ambientale delle nostre abitazioni? Un’infinità di cose, a partire dall’efficientamento delle stesse, fino all’adozione di sistemi che ci permettano di risparmiare acqua ed energia, o di usare solo fonti rinnovabili. Ma c’è chi è andato ben oltre le semplici misure per rendere la propria dimora più ecocompatibile, e ha costruito una casa che si mantiene da sola!

Come Ivan Piga, che nel 2012 ha iniziato un suo progetto personale: costruirsi una casa che impattasse meno sia sull’ambiente che sul proprio portafogli, appunto. Obiettivo iniziale: risparmiare soldi, e poiché la casa che aveva lo faceva spendere troppo, ha deciso di venderla e di comprarne una vecchia, da poter riqualificare spendendo pochissimo.

“Come prima cosa ho fatto installare l’impianto fotovoltaico spendendo in totale 6500 euro”, mi spiega Ivan, ricordandomi che la casa è meglio comprarla con il tetto rivolto a sud “per avere il massimo rendimento”.

E poi? “Ho tolto tutti i termosifoni e li ho venduti su ebay, ho chiuso il gas, ho sostituito la vecchia caldaia con uno scaldabagno elettrico che fornisce acqua calda a tutta la casa e ho comprato un piano cottura elettrico a ceramica”, mi racconta Ivan (cosa che fa anche in un video online): “Fatto questo ho iniziato a ricercare materiali per l’isolamento interno. Ho scelto il sughero perché è l’unico materiale naturale, sano, che non inquina e la cui produzione e smaltimento non danneggiano il pianeta”.

In effetti, quello della dispersione del calore è un problema che hanno molte case, soprattutto in Italia. E isolare internamente è più efficace che non esternamente, perché il calore tende a restare all’interno e non a disperdersi attraverso i muri di cemento. “Ho inventato un sistema usando sughero e pannelli di truciolato OSB (Oriented Strand Board, Pannello di scaglie orientate), che mi permette di isolare i muri senza usare collanti – mi fa presente Ivan Piga, fermamente intenzionato a vivere in un ambiente sano e a potere eventualmente recuperare i materiali.

Per pitturare le pareti, Ivan ha usato solo vernice naturale non tossica. Per isolare il pavimento, invece, sughero e laminato di seconda mano comprato su ebay. “Cerco sempre di non comprare materiali nuovi, ma di riusare tutto ciò che abbiamo già prodotto per non inquinare il nostro pianeta”, puntualizza l’auto-costruttore.

E a livello di costi, alla fine, come è andata?

“Per i primi 2 anni ho passato gli inverni riscaldandomi con una stufa a legna, spendendo circa 600 euro all’anno. Ora che il primo piano della casa è completamente isolato ho iniziato a scaldare con dei termoconvettori elettrici da 750 watt. Per quest’anno ho speso circa 900 euro di bolletta elettrica e ne guadagno 700 col fotovoltaico, calcolando che ho ancora molta dispersione di calore”.

Non male, non c’è che dire. “In 3 anni da solo ho costruito una casa che mi va solo a elettrico, non inquina più col gas e si mantiene da sola con i soldi del fotovoltaico. Le mie uniche spese sono di circa 130 euro al mese per mangiare. Beh, questo sì che è affrontare la crisi prima che ti sommergano con un JobsAct dopo l’altro.

Per farlo, però, ci vuole parecchia forza di volontà. Non solo per il lavoro e il volere imparare cose che non si erano mai fatte prima. Ma anche e soprattutto perché ci si deve prima disinquinare la mente da molti condizionamenti.

Prima di fare una scelta come quella di Ivan, che può sembrare estrema ma in realtà non lo è (non è andato a vivere nei boschi, anzi, è stato pure più volte all’Ikea!), bisogna decolonizzare il proprio immaginario, come dice Serge Latouche. Per scoprire, poi, che quello è anche l’unico modo per cambiare se stessi.

“Ho sempre creduto e desiderato un mondo migliore e ora ho capito che il primo a cambiare dovevo essere io, migliorando me stesso e il posto in cui vivo”, conclude Ivan: “Grazie per il vostro tempo, spero di esservi stato di aiuto e di spunto”.

Eccome!

Grazie a te, Ivan. Di idee interessanti e di iniziative concrete che possono avere un futuro c’è parecchio bisogno. Soprattutto di questi tempi.

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