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Latte artificiale per neonati: è allarme contaminanti

Mentre alcune agenzia di stampa italiane s’impegnano a diffondere fakenews, riportando come attuali notizie risalenti al marzo 2016, e facendo passare il Stiftung Warentest, sito di un’associazione dei consumatori tedesca, più autorevole dell’Efsa, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare e dello Jecfa, il comitato congiunto Fao-Oms sugli additivi alimentari, testmagazine.it riporta l’ennesimo studio che denuncia l’alto livello di contaminazione nei latti artificiali per neonati, soprattutto a causa dell’alto contenuto di olio di palma.

Lo studio condotto da K-Tip, mensile svizzero indipendente, su vari latti artificiali per neonati dimostrerebbe la presenza del contaminante genotossico e cancerogeno 3-MCPD in quantità allarmanti, decisamente oltre la Tdi (la dose giornaliera accettabile) stabilita dall’Efsa. In alcuni casi il contenuto di 3-mcpd è addirittura 14 volte superiore a quello indicato dall’Efsa come limite massimo.

Ma non basta. Nel test svizzero sono state trovate tracce di clorato e perclorato in nove prodotti su dieci. E in tre prodotti è stato scoperto il glicidolo, sostanza che si crea per riscaldamento degli oli, in particolar modo il palma e ritenuta mutagena e cancerogena sia dall’Efsa che dallo Jecfa, il comitato congiunto Fao-Oms sugli additivi alimentari. Proprio per la sua cancerogenicità le due autorità non hanno potuto stabilire alcuna dose minima tollerabile.

Per questi motivi il Movimento 5 Stelle ha chiesto di vietare l’uso di olio di palma nei prodotti destinati ai neonati. Nella nostra mozione riportiamo anche i dati di altri, tra cui: una ricerca dell’Università polacca di Gansk che ha analizzato 24 latti in polvere, gran parte dei quali venduti in tutta Europa, con i seguenti risultati: la contaminazione da 3-Mcpd è 4 volte oltre il limite fissato dall’Efsa per il migliore dei campioni, 150 volte sopra per il peggiore; un’inchiesta di Altroconsumo che denuncia come un bimbo di 5 mesi che beve 5 biberon di latte (1050 ml) andrebbe ad assumere 53 mcg del contaminante 3-MCP, dieci volte superiore al limite di sicurezza, che per un bimbo di 7 kg è di 5,6 mcg. Parleremo anche di questo al Convegno ‘Olio di palma – Criticità e Alternative – Come uscire dalla filiera sporca’ che si terrà il 14 febbraio alla Camera”.

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