Ambiente

Nucleare scorie, la storia infinita

Analizzando la situazione del nucleare italiano non si può non provare un moto di sgomento di fronte a tanta confusione, eppure si tratta di un tema quanto mai delicato che meriterebbe la massima accortezza e precisione. In realtà la condizione attuale è emanazione diretta di una politica decennale che definirei schizofrenica. Ricordiamo il primo referendum antinucleare del 1987 al quale però si è risposto anni dopo con una nuova volontà di nucleare che è stata nuovamente bocciata – speriamo definitivamente – dal referendum del 2011, anche sulla scia del disastro di Fukushima.

Parallelamente la Sogin, nata nel 1999 per la gestione del nucleare italiano ha di fatto svolto un lavoro contraddittorio, prima occupandosi del decommissioning, per il quale era nata, poi riprendendo progetti per sostenere una ripresa del nucleare e quindi nuovamente per la dismissione di ogni cosa. Due i maggiori risultati ottenuti, ed entrambi pessimi.

Da un lato c’è stato uno sperpero di soldi pubblici – la Sogin è a capitale pubblico e finanziata dai noi cittadini tramite la bolletta elettrica – dall’altro non si è risolto il problema della dismissione delle scorie e dei rifiuti radioattivi in generale che continuano a stazionare pericolosamente nei diversi luoghi di origine in depositi “temporanei” costruiti o addirittura ancor’oggi in costruzione in attesa della realizzazione del fantomatico Deposito unico nazionale.

Sono anni che l’Europa ci chiede di avviare una seria politica razionale di decommissioning, puntando alla costruzione del deposito nel quale raccogliere nella massima sicurezza tutto il materiale prodotto negli anni. Purtroppo, nonostante le direttive e le sanzioni europee la situazione è ancora abbastanza confusa e molte sono le voci che lamentano ritardi e incompatibilità logiche che anche noi condividiamo.

Personalmente a nome del Movimento 5Stelle Ambiente ho presentato diverse interrogazioni sulla tematica. Ho interpellato il Governo sulla situazione dell’appalto truccato Eurex di Saluggia, il quale però non è stato ancora annullato. Ora siamo in attesa che si decidano a nominare i vertici dell’ISIN, l’autorità di controllo prevista dal decreto legislativo n.45 del 2014 di attuazione della Direttiva Euratom 70/2011, ed organo fondamentale per procedere nell’iter che dovrebbe portare quanto prima all’individuazione e realizzazione del deposito unico nazionale (presentata interrogazione).

Per quanto riguarda la situazione dell’accordo italo-francese sul riprocessamento delle scorie italiane nell’impianto di ricezione francese di La Hague, le notizie apparse di recente sulla Stampa in relazione alla sospensione del trasferimento fanno riferimento ad una nota contenuta in un documento ISPRA dell’ottobre 2013. Il neo Presidente Chiamparino ha rilasciato un’intervista nella quale si dice assicurato del fatto che “i viaggi riprenderanno”.

Come al solito la situazione non è scevra da dubbi ed incertezze sul futuro prossimo ed imminente del nucleare italiano. Per questo abbiamo presentato una nuova interrogazione ai Ministri competenti per chiedere massima chiarezza sia sul versante dei riprocessamenti che sull’iter programmato in vista della identificazione del luogo che ospiterà il deposito unico.

Mirko Busto – capogruppo del Movimento 5 Stelle in Commissione Ambiente alla Camera

1 Comment

  1. Rosa Anna Oioli
    13 Settembre, 2014 at 15:20 — Rispondi

    Da qualche parte bisogna avere il coraggio di
    disubbidire
    Obiezioni di coscienza civile
    Iniziamo a boicottare la TASI
    Auto-detraiamo dall’IRPEF le percentuali relative
    a quel che rifiutiamo di contribuire
    E disponiamolo in un fondo comune per altri servizi

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