AlimentazioneIomangiosostenibileMozioniProposte Di LeggeSalute

Obesità infantile, piaga da sradicare

Tutti noi dovremmo mangiare in modo sano, scegliendo una dieta più sostenibile sia per la nostra salute che per quella dell’ambiente. Ma ancora di più lo dovrebbero fare i più piccoli, più soggetti a fenomeni come obesità e sovrappeso, e più esposti ai rischi a cui il consumo di junk food espone. Ma anche perché destinati, si spera, a passare più tempo su questo piccolo pianeta, sempre più inquinato e sempre più iniquo anche a causa degli attuali modelli di produzione e consumo alimentari.

Quella dell’obesità infantile è una vera e propria piaga sociale, di cui purtroppo l’Italia detiene il primato europeo. “Dal 2008 a oggi sono diminuiti i bambini di 8-9 anni in sovrappeso o obesi”, spiega il Ministero della Salute: “Permangono, tuttavia, elevati i livelli di eccesso ponderale, che pongono l’Italia ai primi posti in Europa per sovrappeso e obesità infantile”. Appunto.

Secondo i dati dello stesso Ministero, in Italia i bambini in sovrappeso sono il 20,9% e quelli obesi sono il 9,8%. Le prevalenze più alte si registrano nelle Regioni del sud e del centro. Non mi sembra un caso: è proprio laddove si subiscono maggiormente gli effetti della crisi che le famiglie si buttano su cibi di scarsa qualità, fast food, carne sottoprezzo di chissà quale origine e dolciumi fatti con chissà quali ingredienti.

E così a sedentarietà, TV, videogiochi e alle già discutibili abitudini alimentari, secondo il pediatra Claudio Maffeis dell’Università di Verona si sommano le difficoltà dovute alla crisi economica. Di fronte a un budget di spesa ridotto, fa presente il medico, il rischio per le famiglie sta nel carrello, dove la bassa qualità dei prodotti, generalmente ricchi di grassi, pieni di zuccheri e a base di olio di palma e sostanze di origine animale, incide negativamente sull’alimentazione di bambini e adolescenti.

Ma è un problema solo di costi? O forse più di scorretta informazione alle famiglie e ai più giovani?

“Attraverso programmi (Guadagnare salute) e piani nazionali (Piano Nazionale della Prevenzione) l’Italia ha rafforzato le azioni volte alla promozione di stili di vita sani, sviluppando con un approccio “intersettoriale”, interventi volti a modificare i comportamenti individuali non salutari e a creare condizioni ambientali che favoriscano corretti stili di vita”, scrive sempre il Ministero della Salute: “Sovrappeso e obesità, in particolare per la diffusione tra i bambini, rappresentano una sfida rilevante per la sanità pubblica”.

Perché allora, mi permetto di chiedere umilmente allo stesso Ministero, il governo ha bocciato la proposta di legge del M5S sulle mense sostenibili?

In essa, guarda caso, si chiedeva proprio di andare all’origine del problema, dando alle famiglie la possibilità di scegliere per i propri figli un menu privo di carne, pesce, uova e latticini.

Perché continua a non venire discussa – a causa del totale disinteresse della maggioranza, per poi venire a raccontarci quanto sia grave il problema dell’obesità e di altre patologie infantili?

Comprese quelle degenerative. Già nel 2009, l’American Dietetic Association and Dietitians of Canada ha infatti indicato l’alimentazione vegetariana per l’effetto protettivo contro le cardiopatie ischemiche, l’ipertensione, il diabete e il cancro, soprattutto del colon-retto e della prostata, le nefropatie, la demenza senile, la diverticolite e i calcoli alla cistifellea.

L’impatto delle scelte alimentari, oltre che sulla salute nostra e dei nostri figli, pesa fortemente su un’ampia varietà di aspetti ambientali, economici e sociali.

Pensiamoci, la prossima volta che, per risparmiare qualche minuto, invece che preparare qualcosa di sano (che non è necessariamente più caro, anzi) rifiliamo a nostro figlio la solita bistecca o la solita merendina. Cibi spazzatura fonte di enormi problemi sia per lui (o lei), che per il mondo in cui vivrà.

Previous post

Come manipolano le informazioni sul TTIP

Next post

L’Expo prosciuga i terreni agricoli!