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Olanda, tribunale impone tagli alla CO2

Il governo olandese è stato condannato dai suoi stessi giudici perché inconcludente nella lotta ai cambiamenti climatici. Nonostante i proclami e le belle parole, non ha fatto abbastanza per ridurre i gas serra e in particolare la CO2. La Corte distrettuale de L’Aia ha così sentenziato che il governo stesso dovrà ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 25% rispetto ai livelli del 1990. E deve farlo in fretta: entro 5 anni!

A spingere i magistrati dei Paesi Bassi all’esemplare condanna, un semplice fatto: nonostante le proprie responsabilità nei confronti della popolazione e soprattutto le molte promesse, il governo de L’Aia (è lì che ha sede, anche se la capitale è Amsterdam) non ha fatto abbastanza per combattere l’inquinamento atmosferico e salvaguardare la salute dei suoi cittadini.

La Corte si è pronunciata in seguito a una Class action intentata da 900 cittadini olandesi, a loro volta coordinati dalla Fondazione Urgenda. Una sentenza senza precedenti, che forse non ci si può nemmeno sognare in un paese come l’Italia.

Ve lo immaginate, cosa verrebbe detto sui media di regime italioti? “La magistratura comunista contro lo sviluppo economico”, titolerebbero i ridicoli quotidiani nostrani. Fa niente se quello che il governo neo-berlusconiano delle trivelle vuole imporci è si tratta uno “sviluppo” sporco, impossibile, da prima rivoluzione industriale.

Ma nei Paesi Bassi le chiacchiere stanno a zero, e il gioco allo scarica barile a cui ci hanno abituati politici inetti e cialtroni (sia in Italia che all’estero) è stato interrotto da un giudice più illuminato di quanto si pensi. Se non altro perché il suo paese è particolarmente interessato dal climate change, trovandosi già sotto il livello del mare, e le scelte fatte oggi avranno ripercussioni (buone o cattive) nei decenni a venire. Oltre che su persone in gran parte neanche nate che dovranno solo subire gli effetti dell’idiozia odierna.

Questo tribunale ha pensato anche al presente, però, alla salute di chi oggi l’idiozia di economisti e governanti se la deve già sorbire. “Lo Stato deve fare di più per allontanare i rischi e rendere migliore l’ambiente in cui vivono i propri cittadini”, afferma la sentenza: “Perciò non può nascondersi dietro la scusa che la soluzione al problema del clima globale non dipende solo dagli sforzi dell’Olanda”.

Nella sentenza, che si può vedere qui con i sottotitoli in inglese, il giudice spiega come i cambiamenti climatici possano avere conseguenze gravi ed irreversibili sulle persone e sull’ambiente, se l’aumento delle temperature medie globali non sarà contenuto entro i 2 gradi centigradi rispetto all’anno di riferimento 1850.

Effetti che andranno dall’innalzamento dei livelli del mare, appunto, all’estensione dei deserti, dall’estinzione di molte altre specie viventi alla salinizzazione delle coste, fino alla mancanza di acqua per l’agricoltura (settore particolarmente importante nei Paesi Bassi).

“La sentenza di oggi è rivoluzionaria, e le sue implicazioni si faranno sentire negli anni che verranno”, ha affermato Greenpeace Nederland: “I suoi argomenti sono applicabili ad altre nazioni. E i governi del mondo dovrebbero prenderne buona nota”.

Sì, ce lo vedo proprio il premier fossile Matteo Renzi, armato di taccuino e buone intenzioni, che prende “buona nota” di un tale evento e dell’importanza di liberarsi dal giogo di petrolio, gas e carbone.

Secondo Jaap Spier, avvocato generale della Corte suprema olandese, “i tribunali possono costringere i Paesi ad adottare politiche climatiche efficaci”, scrive Greenreport. Del resto, aggiunge l’avvocato, “i procedimenti giudiziari sono forse l’unico modo per rompere l’apatia politica sul cambiamento climatico”.

Ammetto di non conoscere troppo l’ex manager di Unilever e Primo ministro olandese Mark Rutte, ma vedendo gente come Renzi, Merkel, Cameron, Obama e vari altri compagni di merenda del G20, mi viene da pensare che per rompere la loro apatia più che di procedimenti giudiziari ci sia bisogno di un miracolo.

Oppure della mobilitazione di tutti noi. E di un messaggio chiaro: o fate qualcosa per il clima terrestre e la nostra salute, o ve ne tornate dritti a casa!

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