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OLIO DI PALMA: 5 BUONI MOTIVI PER ELIMINARLO

Quante volte vi sarà capitato di sentir parlare di questo’olio tanto discusso senza mai soffermavi troppo sull’argomento o quante volte la gente vi avrà chiesto informazioni ma non sapevate cosa dire o da dove iniziare? Ecco qualche delucidazione per saperne di più e per saperne parlare.

1)L’olio di palma si appropria della nostra salute.

L’olio di palma è un acido grasso saturo (acido palmitico) e solido a temperatura ambiente. Gli acidi grassi saturi si differenziano dagli insaturi (olio d’oliva ad esempio) per la loro maggiore densità: questa permette loro di far si che si accumulino molto più facilmente nei vasi sanguigni. Una raccolta di studi condotta da ricercatori e nutrizionisti italiani su oltre 50 lavori diversi e pubblicata nel 2014 (ben 2 ANNI FA) su The American Journal of Clinical Nutrition,  evidenzia che il consumo abituale di olio di palma fa aumentare in modo significativo la concentrazione di grassi nel sangue, dal colesterolo ai trigliceridi.

Inoltre esso è CANCEROGENO. L’Efsa (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha fatto chiarezza sul fatto che vi è la presenza nell’olio di palma di 3 molecole altamente pericolose: glicidil esteri degli acidi grassi (GE), 3-monocloropropandiolo e 2-monocloropropandiolo (sostanze che si formano durante il processo di raffinazione). Le suddette sostanze sono inserite nella classificazione IARC di cancerogenicità.

L’OMS ( Organizzazione Mondiale della Sanità) suggerisce di non superare del 10% il consumo di quest’olio ma, considerando che si trova in quasi tutti i biscotti (anche quelli più semplici),  merendine,cioccolati,crostini salati,crackers,gelati o normalissime fette biscottate, durante la giornata si supera di gran lunga questo 10%.  Si è pian piano infiltrato in qualsiasi cibo ci passi sotto il naso, rendendone impossibile il controllo delle dosi. E’ il maggior ingrediente delle nostre diete. Ci avevate mai pensato?

2) E’ un olio INUTILE di cui l’organismo non ha bisogno.

Mangiarlo non apporta il benché MINIMO beneficio. In realtà, facendo qualche ricerca, potreste trovare che l’olio di palma (grezzo) contiene i carotenoidi che sono dei pigmenti vegetali molto abbondanti in natura,che giocano un ruolo importante nella fotosintesi.

Hanno però un compito importante anche per organismi non fotosintetici (noi essere umani) : possiedono un ruolo antiossidante e si ritiene anche che fungano da precursori della vitamina A,chiamata anche retinolo, fondamentale per il nostro organismo. Vi starete chiedendo qual è il problema.

Il problema è che durante il processo di raffinazione (l’olio comprato e utilizzato è ovviamente raffinato) non solo si provoca la perdita di tutto questo, ma pure si sviluppano sostanze cancerogene (come spiegato nel punto1).

Molte persone si fanno forza del fatto che ci siano oli nocivi tanto quanto (il che è tecnicamente vero) ma a parità di danno (che non è solo sulla salute,vedi punto 4 e 5) l’olio di palma non HA RIVALI.

3) Non è “SOSTENIBILE”.

Le aziende si ostinano ad introdurlo ovunque perché,come si è ben capito, in gioco ci sono troppi interessi. Fu così che escogitarono l’olio di palma sostenibile: cosa possa esserci di sostenibile in un olio per la cui produzione sia necessaria la deforestazione con conseguente morte, provate a dirmelo voi.

La RSPO (Roundtable on Sustainable Palm Oil)  che certifica il 18% della produzione mondiale di olio di palma, è un’organizzazione internazionale che dal 2004 riunisce gli operatori della filiera di questo grasso tropicale(produttori, trasformatori, utilizzatori e alcune organizzazioni non governative, come il WWF). Le sue finalità sono di ridurre la deforestazione, preservare la biodiversità, rispettare i diritti fondamentali e le condizioni di vita dei lavoratori delle piantagioni, dei piccoli agricoltori e delle popolazioni indigene. In poche parole  si occupa di certificare olio di palma non mischiato con olio INsostenibile. I criteri di certificazione destano però parecchie critiche. Anche un rapporto dell’associazione ambientalista Les Amis de la Terre stigmatizza la RSPO, che suddivide le foreste in due categorie: quelle primarie, la cui conservazione ha un alto valore e che devono essere protette, e quelle secondarie, che possono essere tagliate (quindi la deforestazione resta).

Inoltre, l’associazione critica il fatto che la RSPO conceda la certificazione di sostenibilità anche all’olio di palma proveniente da coltivazioni in cui viene utilizzato il Paraquat, un diserbante NEUROTOSSICO, vietato in Europa e negli Stati Uniti. Capite la gravità dei fatti di cui si parla?

Non abbiate paura di dover comprare prodotti di chissà quale provenienza,o di non poter comprare più nulla perché fare una spesa senza olio di palma è impossibile perché non è così,ci sono tanti altri prodotti tra cui scegliere: La Loacker (tanto per citarne una) produce i suoi wafer senza olio di palma. Sono buoni lo stesso, no?

4) Ha un enorme impatto ambientale

La coltivazione della palma si è sviluppata nelle aree tropicali, in Malesia (secondo la FAO la coltivazione è responsabile dell’80% della deforestazione in questo paese) e in Indonesia, a scapito di migliaia e migliaia di chilometri quadrati di foresta facendo letteralmente sloggiare le popolazioni aborigene che in queste foreste vivevano in assoluta tranquillità. Queste foreste sono state rase al suolo e soppiantate coltivazioni di palma, nelle quali si è iniziato a far uso di concimazioni chimiche e di antiparassitari di ogni tipo (pure!). In sintesi: per produrre olio di palma si necessita la deforestazione,ergo viene bruciato tutto ciò che si può per creare campi coltivabili con il risultato che vengono bruciati i piccoli villaggi limitrofi e, in aggiunta, gli animali muoiono. Alcune specie che vivevano nelle foreste si sono estinte per mancanza di habitat. E sono cose che NON si possono contestare. Per non parlare poi dello sfruttamento che ne deriva.

Cosa fareste se domani venissero con una ruspa davanti casa vostra per abbatterla, perché a qualcuno è venuta voglia di produrre l’olio di cocomero con cui fare merendine cancerogene per soddisfare i capricci di gola del mondo, senza che a  nessuno importi nulla della vostra condizione? Detto così sembra una follia. Ma è proprio questo che accade.

Ci sono persone e animali che vivono tutto questo ogni giorno e non hanno aiuto, non hanno una vita, e questo anche per colpa nostra perché ogni qualvolta compriamo questi prodotti, ci sporchiamo le mani di sangue. Gli abitanti di questi piccoli villaggi non hanno chissà che tutela o leggi.

La loro voce è SOFFOCATA, ma possiamo parlare noi per loro.

Come? In primis scegliendo un prodotto piuttosto che un altro.

5) Alle multinazionali interessa SOLO ottenere la massima convenienza, non il benessere del consumatore.

Non fatevi ingannare dalle pubblicità con bambini sorridenti o dalle confezioni colorate con su                        scritto: “ solo con ingredienti selezionati e nel rispetto dell’ambiente” perché NON è vero. La simpatica Rosita e il dolce Banderas che producono felicemente biscotti sono ben lungi dal  rispecchiare la realtà, che è una realtà deprimente, dove il soggetto antepone i soldi alla salute del povero e ignaro consumatore (facendolo pure arricchire,questo lurido soggetto).

In merito a questo vorrei aprire una piccola parentesi facendovi un esempio per riportarvi alla mente un caso che spero vi faccia riflettere: al colosso Johnson&Johnson è stato ordinato di pagare ben 55 MILIONI ad una donna che afferma di avere sviluppato un cancro ovarico  a causa dell’uso prolungato nel tempo del loro talco. Un altro caso nel mese di febbraio vide l’azienda nell’occhio del ciclone: obbligata a sborsare ben 72 MILIONI di dollari alla famiglia di una donna DECEDUTA (sempre a causa di un tumore ovarico). Coincidenze? Ma i casi comunque vanno oltre le migliaia. Ovviamente ci sono varie smentite e tesi opposte ma noi, esseri dotati di un Cerebellum, possiamo fare ricerche autonomamente: provate a prendere un flacone di olio Johnson (almeno uno in ogni casa è presente) e leggerete tra i primi ingredienti PARAFFINUM LIQUIDUM: ecco a voi il derivato del PETROLIO. Si, proprio lui, lo stesso da cui deriva la BENZINA.

Quando leggete o sentite qualcosa a cui non vi conviene o non volete credere, non tergiversate, non urlate alla “bufala!”: prendete un buon libro di chimica, visitate accreditati siti scientifici e scoprirete la verità.

Qual è il punto di questa storia? Farvi capire quanto a loro poco importi  che il vostro fagotto abbia le natiche lisce come il velluto, esattamente come ad altre aziende non interessa renderci felici con i biscotti di Banderas,e, soprattutto, per farvi capire quanto sia importante leggere SEMPRE le etichette di ciò che state comprando (che sia cibo o no).

Il popolo merita di spendere i propri soldi guadagnati con sacrificio per una spesa consapevole e che faccia BENE, non per alimentare un circolo vizioso da cui derivano morte e distruzione. PUNITE queste aziende non comprando. Noi abbiamo un grande POTERE: quello di scegliere. Senza noi compratori, le aziende non sono nulla.

Rivalutate le vostre vite,le vostre coscienze e dite NO all’olio di palma in onore di tutte le persone e gli animali che sono morti e che tuttora, anche mentre voi state leggendo questo, stanno patendo le pene dell’inferno. Si, perché l’inferno esiste: è sulla terra, e lo ha creato l’uomo.

                                                                                                                            

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