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Olio di palma insostenibile, non abbassiamo la guardia

L’olio di palma è insostenibile, per la natura e per l’ambiente. Ora che sempre più persone ne sono consapevoli e sempre più aziende lo stanno mettendo al bando non possiamo permetterci di abbassare la guardia.

Pochi giorni fa l’Efsa ha lanciato l’allarme sulla cancerogenicità dell’olio di palma. Non si tratta della prima avvisaglia sui rischi di una sostanza, l’olio di palma, presente in molti prodotti alimentari, soprattutto dolciari.

Uno studio dell’OMS aveva già avvertito sui rischi dei grassi saturi per l’aumento del livello di colesterolo e della malattie cardiovascolari, confermato dal Center for Science in the Public Interest (CSPI), dall’American Heart Association e dall’Istituto Superiore della Sanità. Quest’ultima metteva l’accento sui rischi per la prima infanzia, in quanto la maggior parte dei prodotti consumati da bambini e ragazzi presenta questo olio tropicale, ricchissimo appunto di grassi saturi.

Ma l’ESA va ben oltre: l’olio di palma contiene tre sostanze tossiche, di cui una genotossica e cancerogena: il 3­Mcpd, una sostanza che si forma durante la raffinazione degli oli vegetali e presente in misura maggiore proprio nell’olio tropicale, ben70 volte in più rispetto all’olio d’oliva.

Il parere dell’EFSA sancisce una tappa importante per l’abbandono dell’uso dell’olio di palma nei prodotti alimentari, tanto che alcune aziende sono già corse ai ripari, annunciando il ritiro dal mercato dei prodotti che lo contengono.

Persino l’Aidepi (Associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane), di cui fanno parte Barilla, Bauli, Ferrero, Divella, Nestle’, Unilever, Sammontana ha accennato un passo indietro, impegnandosi a “fare, nel più breve tempo possibile, tutte le scelte necessarie per la massima tutela della salute del consumatore”.

Ma cosa significa?

Secondo noi tutto e niente. Fino a quando non vedremo azioni concrete noi non metteremo i remi in barca.

Vogliamo i fatti: vogliamo una presa di posizione ufficiale dell’Aidepi contro l’olio di palma e il ritiro di tutti i prodotti di grande distribuzione che lo contengono, affinché soprattutto i nostri bambini, maggiori consumatori, non continuino ad essere soggetti a sostanze cancerogene e genotossiche

Ma non finisce qui!

Continueremo ad opporci agli altri usi dell’olio di palma, condannandone la produzione da un punto di vista ambientale e di violazione dei diritti umani dei lavoratori impiegati

Di tutti questi temi parleremo il 25 maggio a Roma, al convegno che si terrà presso la Camera dei Deputati in cui interverranno esponenti del mondo della scienza e della medicina.
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