Lavoro

#OLTRE3VDAY, interdipendenza e comunità: perché l’Italia è un esperimento per le comunità?

#OLTRE3VDAY  gazebo parlamentari

Entusiasmo, affetto, energia, consapevolezza: cito le parole del collega portavoce Alfonso Bonafede per descrivere l’esperienza di #OLTRE3VDAY, un ponte tra un vecchio e un nuovo modo di gestire comunità e beni comuni.

Come avrete visto dai miei social network, seguendo la mia indole, durante #OLTRE3VDAY ho preferito postare solo alcune brevi note. In un tweet lanciato durante la giornata ho utilizzato una parola a me molto cara: interdipendenza.

Purtroppo la definizione ufficiale del concetto che potrete trovare in rete è al momento piuttosto scarna.
In generale, l’interdipendenza è rappresentata dalle “modalità e grado con cui due o più entità dipendono le una dalle altre, in relazione a risorse ed obiettivi” (fonte: Wikizionario).

In rete, potrete trovare altre suggestioni (qui e qui) che vi segnalo, ma che non ho spazio di approfondire al momento in questo post.

In realtà, il concetto di interdipendenza merita attenzione e approfondimento. In parole semplici e come avevo scritto la scorsa settimana, tutto è collegato. Fenomeni apparentemente complessi e distanti (come gli esseri umani e l’ambiente, per esempio) sono in grado di interagire tra loro, influenzandosi a vicenda in modo dinamico.

Effetto Farfalla

Se non avete mai sentito il termine interdipendenza forse avrete in mente il più noto “effetto farfalla”

Ma in che modo l’interdipendenza è collegata all’#OLTRE3VDAY?

Partiamo dai primi istanti degli interventi internazionali della giornata.

1 – L’attivista statunitense tra i fondatori di Occupy Wall Street Micha White scriverà un programma condiviso con #M5S?

Discorso Micha White #OLTRE3VDAY

Molti sono rimasti colpiti dall’idea lanciata da White, che vede nel M5S un fenomeno sociale di portata mondiale. Micha ha concluso il suo discorso ribadendo che per Occupy l’Italia è un esempio da studiare.

Il suo discorso

2 – Italia e comunità: perché l’Italia è un esperimento per le comunità?

Lo spiega Dario Fo, come sempre in modo magistrale. Il suo discorso all’#OLTRE3VDAY è una trama composta da fili d’amore per la conoscenza. La struttura stessa dei Comuni Medievali italiani e delle successive Signorie, così apparentemente caotica e individualista, aveva avuto come risultato quello di creare comunità locali fortemente radicate a territorio e tradizioni (talvolta anche troppo!), con un conseguente sviluppo di cultura e senso del bello.

L’Urlo di Fo dal canale Byoblu (minuto 6 circa)

Comunità #OLTRE3VDAY

3 – Pensare al mondo come a una comunità?

Non è molto difficile dimostrare questo concetto e nel MoVimento lo sappiamo bene.

Fa parte del nostro DNA capire ed agire secondo il concetto  “Think global, act local”.

Abbiamo iniziato ad apprezzare queste quattro parole (Traduzione libera: Pensa a livello globale, agisci a livello locale) anche grazie all’analista e pioniera dei movimenti locali Helena Norberg-Hodge.

Norberg-Hodge all’#OLTRE3VDAY è tornata a parlarci di felicità e del “bisogno che la società operi dal basso”. Riascoltatela in un Passaparola di pochi giorni fa.

In questo blog, avevamo citato il concetto di “villaggio globale” in un precedente post.

4 – Nuove tecnologie creano connessione e interdipendenza tra comunità

Nel costituire comunità locali connesse a livello locale, come punti in una rete internet, è davvero importante utilizzare tecnologie digitali?

Pare proprio di sì ed il motivo, come direbbe Beppe, è… meraviglioso!

Secondo un recente studio Censis, le nuove tecnologie faranno evolvere la specie umana.

Connessioni via NexusEQ

Dopo quella della stampa a caratteri mobili, sta per arrivare una nuova rivoluzione culturale e industriale, descritta nei dettagli da Jeremy Rifkin.

Se le nuove tecnologie possono cambiare la comunità, a maggior ragione come #M5S chiediamo che l’accesso alla rete sia riconosciuto come un diritto fondamentale dell’individuo, come ha spiegato il collega portavoce Manlio Di Stefano in sede UE.

5 – Spiritualità e interdipendenza: perché siamo una comunità sola?

Che cosa mi ha profondamente colpito del discorso di Micha White sulla necessità di un MoVimento globale?

Rileggete questo tweet.

Riascoltando a mente fredda l’intervento, Micha White introduce un termine interessante e dalle mille sfaccettature: spiritualità.

Che cosa collega il ridisegnare strutture atte a sviluppare la conoscenza umana a una dimensione non solo materiale della vita (non a caso, una dimensione che va #oltre)?

Vero è che la connessione umana attraverso la rete internet, per motivi di ricerca e scambio di informazioni tra persone distanti tra loro, crea legami non materiali.

Dalla nascita di legami di reciproca conoscenza e in taluni casi di affetto tra persone distanti fisicamente tra loro, il concetto di comunità locale e globale può essere modificato?

gazebo #OLTRE3VDAY

Se non ho sbagliato a scrivere quel post la scorsa settimana e a citare le parole di un uomo connesso alla natura al termine di un intervento in aula, posso tornare a usare il concetto di unità che pervade un contesto apparentemente frammentato e provare a dare una risposta positiva.

Sempre più influencer utilizzano i social network per diffondere il proprio pensiero sulla comunità umana.

Vediamo insieme cosa ha tweettato il Dalai Lama in questi mesi su interdipendenza e famiglia umana.

Non credo ci sia bisogno di troppi commenti!

[Traduzione libera: 2 luglio – Nonostante le superficiali differenze tra noi, abbiamo bisogno di avere il senso che 7 miliardi di esseri umani appartengono a un’unica famiglia umana. 13 agosto – Dovunque io vada, parlo con le persone in merito al bisogno di essere consci dell’unità dell’umanità. 8 novembre – Poiché siamo sempre più interdipendenti, è tempo di sviluppare un senso di responsabilità globale per aiutarci l’un l’altro e promuovere valori umani.]

6 – Quali saranno i nuovi strumenti delle comunità interdipendenti (un’ipotesi)?

A questo punto, un’ipotesi sul come comunità interdipendenti possano interagire tra loro potrebbe essere indicata sotto forma di spunto, da un input lanciato nella rete internet qualche mese fa.

Scrive Vandana Shiva, che di certo non accademicamente lotta contro le violenze del mondo: “La pace non si creerà dalla armi e dalla guerra, dalle bombe e dalla barbarie. La violenza è diventata un lusso che la specie umana non può più permettersi, se vuole sopravvivere. La non-violenza è diventata un imperativo per la sopravvivenza (via blog su Il fatto di Monica Lanfranco).

Rimando l’approfondimento di questo concetto a un post successivo.

7 – Altri MoVimenti globali non violenti con cui connettersi

Come avrete capito, c’è molta energia da mettere in MoVimento in un pianeta che tende a divenire sempre più piccolo e con risorse da sempre finite e limitate.

Torno per un attimo alle potenti e incoraggianti parole di Micha White.

Nell’ambito dei MoVimenti “glocali” (a questo punto vi chiedo di concedermi la licenza di utilizzare questo termine!), un pensiero va a gruppi di cittadini in azione su territori del Mediterraneo a noi vicini anche fisicamente, come Rabaa.

So che, per quanto abbia cercato di argomentare e di suddividere in sotto paragrafi la mia esposizione per essere il più possibile comprensibile, qualcuno potrà obbiettare con un aggettivo che di per sé rimanda a una delle azioni umane primordiali.
Perché qualcuno potrà dire che siamo visionari.
Per rispondere a questa critica, costruttiva o gratuita poco importa, la mia mente torna di nuovo a un grande scienziato italiano.

Leonardo e volo umano

Studi leonardiani sul volo umano

Al suo tempo, tutto lo scibile poteva essere contenuto in un’unica mente umana.

L’uomo rinascimentale di cui stiamo parlando, Leonardo da Vinci, era pittore, ingegnere, scienziato e molto altro.
Oggi appare chiaro che per andare #oltre abbiamo bisogno come comunità di un nuovo tipo di mente geniale. Una mente collettiva.

Condivisa e cooperativa.

Diffusa e che percorre distanze per linee orizzontali.

Distribuita e che si evolve dinamicamente all’interno di rapporti di interscambio.

Leonardo, vite aerea

La vite aerea di Leonardo

Solo così, come Leonardo 400 anni prima del volo dei fratelli Wright progettò strutture adatte al volo, potremo ridisegnare insieme e in modo condiviso un nuovo modo di fare comunità e una nuova gestione dei beni comuni.

Mirko Busto capogruppo M5S VIII commissione Ambiente e ingegnere ambientale

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