Ambiente

Pallante vs Renzi

Questo il modello di crescita imposto dalla troika sanguisuga ed un premier italiano bugiardo ed egocentrico:

Pochi giorni fa l’ennesima morte sul lavoro in un ambiente di trattamento rifiuti industriali. Morti bianche si usa chiamarle…

Dalle prime notizie, un mix non controllato di due sostanze chimiche sarebbe stato letale per i lavoratori di un impianto nei pressi di Rovigo.

Lavoro in sicurezza e sostenibile, priorità alla tutela dell’ambiente e alla sua salvaguardia, che può creare un circolo virtuoso di occupazione e buone pratiche: il MoVimento propone un ritorno al buon senso e alla sostenibilità.

Per questo il M5S è vicino ai principi del  Movimento della Decrescita Felice, fondato in Italia da Maurizio Pallante e presente con numerosi circoli su tutto il territorio nazionale.

Pallante, rifacendosi alle tesi di Serge Latouche è divenuto noto sollevando il problema dei legami tra autoproduzione e Prodotto Interno Lordo.

Questa scelta, che migliora la qualità della vita di chi la compie e non genera impatti ambientali, comporta un decremento del prodotto interno lordo: sia perché l’autoprodotto non passa attraverso la mediazione del denaro, quindi fa diminuire la domanda di merci; sia perché non richiede consumi di carburante; quindi fa diminuire la domanda di merci; sia perché non richiede confezioni e imballaggi, quindi fa diminuire la domanda di merci; sia perché fa diminuire i costi di smaltimento dei rifiuti.

Sempre in tema economico, un altro caposaldo della decrescita felice è la riscrittura del concetto di lavoro, che non sempre coincide con il lavoro di tipo salariato. Anche se non genera Pil, il vostro orto, il lavori di cura familiare e di manutenzione della vostra abitazione costituiscono una fonte di sostentamento e di guadagno indiretto (risparmio, baratto).

Pallante afferma infatti:

“Non è povero chi non può comprare il pane, ma chi non può mettere il pane sulla sua tavola”

Nel suo discorso dei “1000 giorni”, Matteo Renzi ha letteralmente denigrato e offeso i principi della “decrescita felice” , principi che evidentemente non conosce, ma che, ci dispiace per lui, sta convincendo guarda sempre più imprenditori, perché garantire sovranità alimentare e sostenibilità ambientale a una nazione significa metterla in salvo da logiche economiche ricattatorie:

Queste le parole diffamatorie del Premier:

“Noi abbiamo bisogno di ripartire e di tornare a crescere. Può essere felice la decrescita soltanto per chi non ha mai visto in faccia un cassaintegrato; può essere felice la decrescita soltanto per chi non conosce l’odore un po’ strano e innaturale di una fabbrica che chiude; può essere felice la decrescita per coloro i quali non hanno mai visto un imprenditore vedersi respingere in banca una richiesta
di fido. La decrescita non è mai felice”

Renzi, che in questo passaggio del discorso a nostro avviso voleva attaccare il Movimento 5 Stelle,  in quattro righe dimostra di non voler capire cosa la decrescita porta con sé: un nuovo paradigma lavorativo ed economico.

In un’Italia a 5 Stelle:

-il cassaintegrato saprebbe di poter contare su ammortizzatori e reddito di cittadinanza

-la fabbrica che chiude sarebbe riconvertita

-la banca tornerebbe al servizio del territorio e degli imprenditori e non della finanza creativa 

Siamo al collasso di questo sistema, ma il fido servetto della Merkel nicchia e ci gira intorno.

Pallante non ha fatto attendere la sua risposta (qui la versione integrale):

qui uno stralcio:

“Io credo, illustre Presidente del Consiglio, che il progresso non consista nel produrre sempre di più, ma nel produrre bene, nella capacità di sviluppare tecnologie più evolute che ci consentono di accrescere l’efficienza dei processi produttivi, cioè di ridurre progressivamente il consumo di materie prime e l’impatto ambientale dei processi produttivi. Meno e meglio. A uno che si dichiara cattolico ed è cresciuto tra gli scout, non dovrebbe essere necessario ricordare queste semplici regole di vita. A uno, che pur avendo avuto questa formazione, gongola perché il prodotto interno lordo cresce se si inseriscono nel suo calcolo la prostituzione, il contrabbando e la droga, suggerisco di ricordare alle forze dell’ordine che ogni carico di droga sequestrato comporta una decrescita selettiva ed è una stilettata al suo cuore generoso nei confronti dei cassintegrati e degli imprenditori che si vedono rifiutare un mutuo”

Tra le utili osservazioni di Pallante ce n’è una in particolare sui consumi energetici che è utile condividere.

Far decrescere i consumi tramite l’efficientamento energetico creerà posti di lavoro.

La logica del profitto a tutti i costi è ormai agli sgoccioli e forse Renzi pensa di poter incantare qualche imprenditore frettoloso.

Già alla Camera dei deputati si è costituito un gruppo di lavoro che ha fatto le sue considerazioni scientifiche sulle opportunità dei cosiddetti green jobs (l’intero documento qui).

Secondo l’Enea le ecoindustrie europee valgono 319 miliardi di euro, con 3,5 milioni di addetti.

Nell’Unione Europea la crescita annuale dell’occupazione verde è stata del 2,7% dal 2000 al 2008 ed è passata dai 2.400.000 posti di lavoro del 2000 ai 3.400.000 nel 2012.

Secondo l’Eurobarometro 2012  potrebbero essere 3,1 milioni i posti di lavoro in Italia nel settore green.

In questo caso, la decrescita non porta al collasso ma alla riconversione sostenibile.

C’è infine un’ultima considerazione da fare, sempre in merito al pensiero di Pallante.

Tornando all’autoproduzione, Pallante affianca a quest’ultima altre due sfere economiche: scambio e reciprocità e il vero e proprio scambio monetario.

So che a qualcuno farà sorridere tornare a parlare di scambio e baratto, ma riflettiamo un attimo: quanto è reale un’economia basata solo sull’ultima sfera?

Il senso di appartenenza a una comunità si basa invece sulla reciprocità, mettere al primo posto il solo scambio monetario minerà il nostro benessere complessivo!

Pallante vs Renzi: partita vinta ad honorem da questo indomito piemontese che ama la terra e l’Italia!

Come M5S ribadiamo che la società dovrebbe imparare guardando l’ambiente naturale.

In esso, la crescita infinita non esiste e la prosperità è assicurata da un’ottimizzazione delle risorse esistenti e finite.

Diffondete questo messaggio, aprite gli occhi e rimboccate le maniche: c’è tanto da combattere e ricostruire!

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