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Pet-coke: Renzusconi colpisce ancora

Sapete cos’è il pet-coke? È l’ultimo scarto del petrolio e contiene sostanze estremamente pericolose per la salute umana e la salubrità dell’ambiente. Se oggi è considerato nel nostro ordinamento un combustibile a basso costo ambito da molte aziende perché commercialmente conveniente, gli italiani devono ringraziare Silvio Berlusconi, che nel 2002 per fare un favore ad ENI ha modificato la normativa che lo classificava come rifiuto pericoloso. E Matteo Renzi, che oggi ne sta favorendo la diffusione.

Il 2 marzo 2002, la magistratura ordinò il sequestro di due depositi di pet-coke (o petroleum coke, un carbone ottenuto attraverso la carbonizzazione delle frazioni a elevata temperatura di ebollizione prodotte durante la distillazione del petrolio) dell’Agip di Gela per infrazioni delle norme sul trattamento e la gestione dei rifiuti.

Il 7 marzo dello stesso anno, il governo Berlusconi per contrastare il provvedimento di sequestro presentò un decreto legge con cui il pet-coke smise di essere considerato un rifiuto pericoloso, diventando invece un combustibile. Un misero espediente che, pochi giorni dopo l’entrata in vigore del decreto stesso, costrinse la Guardia di Finanza al dissequestro dello stabilimento di Gela.

Berlusconi ha creato un ecomostro di proporzioni inimmaginabili. Ma il governo Renzi non sembra essere preoccupato che sempre più aziende facciano richiesta di utilizzare il pet-coke – magari paventando la minaccia del licenziamento dei lavoratori, come è capitato in questi giorni alla Unicalce Spa di Bernezzo (CN).

Diversi studi hanno dimostrato che le sostanze contenute nel pet-coke, oltre ad una tossicità intrinseca, sono indicate anche come cancerogene (alcuni come il benzo-pirene, secondo l’OMS) e/o mutagene. La prima proprietà provoca tumori di vario genere, la seconda, modificazioni genetiche, da cui le malformazioni nei nascituri.

In particolare, il vanadio assorbito in quantità troppo elevate può avere effetti nocivi per la salute umana: per inalazione può causare irritazione di polmoni, gola, occhi e cavità nasali; mentre la sua assunzione può provocare, fra le altre cose, malattie cardiache e vascolari, danneggiamento del sistema nervoso, sanguinamento di fegato e reni.

Prima dell’intervento di Berlusconi le aziende che lo utilizzavano come combustibile venivano considerate alla stregua di inceneritori abusivi.

Per tutti questi motivi, ieri abbiamo presentato un’interrogazione, di cui sono primo firmatario. Non è ammissibile che il governo giustifichi ancora l’utilizzo di questo materiale altamente inquinante per dare alle aziende la possibilità di rimettere a posto i loro conti.

Con questa interrogazione i ministri competenti dovranno dirci chiaramente se rimetteranno mano alla normativa per rendere quanto meno più restrittive le regole del suo utilizzo, diversamente sarà chiaro ancora una volta che tra Berlusconi e Renzi non ci sono poi molte differenze: i ministri dovranno dirci chiaramente se rimetteranno mano alla normativa per rendere quanto meno più restrittive le regole dell’utilizzo del pet-coke.

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