AmbienteEcologiaEnergiaSalute

Petrolio: la non risposta di un Governo che non guarda al futuro

Prima c’è stato Livorno, Voltri, Villasanta. Solo l’anno scorso è toccato a Genova. E proprio in questi giorni arrivano immagini sconvolgenti dalla Basilicata, dove il lago Pertusillo si è tinto – nuovamente – di marrone. Potrebbe trattarsi di una – nuova – fuoriuscita di idrocarburi derivanti dalle attività estrattive dell’Eni in partnership con la Shell. Non sarebbe la prima volta. La Procura di Potenza ha avviato un’indagine. Ma nessuno ne parla.

Potrebbe trattarsi di un disastro ambientale. L’ennesimo. Ma meglio soprassedere. C’è altro di cui parlare del resto. Perché occuparci della nostra terra? Dell’acqua che beviamo, dell’aria che respiriamo o del Paese che lasciamo ai nostri figli?

Solo chi abita zone direttamente interessate può capire la gravità di quello che succede. Per il resto silenzio e indifferenza. Ma la questione ci riguarda tutti molto da vicino. Il rischio di estrarre idrocarburi in un territorio delicato come il nostro è altissimo e ormai chiunque conosce i limiti e i rischi legati a queste forme di energia.

Ma troppo spesso limiti e rischi non bastano a fermare le ricche e potenti lobby del petrolio o a far riflettere governi e amministrazioni locali, ansiosi, invece, di compiacere quell’industria.

Proprio in questi giorni nel Comune di Carpignano Sesia, in Piemonte, il MoVimento 5 Stelle sta appoggiando l’azione di cittadini e associazioni contro l’avanzata delle trivelle targate Eni. Anni di battaglie di sensibilizzazione a tutela del territorio e dei cittadini che potrebbero essere vanificate dalla miope volontà del Partito Democratico che purtroppo, ad oggi, governa sia il Paese, sia la regione che quella zona in particolare, di assecondare, ancora una volta, le richieste dell’Eni a danno di ambiente e persone.

Proprio in questi giorni, infatti, il Ministero dell’Ambiente ha dato “parere positivo con prescrizioni” alla genialata di cercare petrolio in un’area, quella piemontese, strategica per la ricarica delle falde acquifere e da sempre interessata da turismo e agricoltura di nicchia. Ora il progetto di Eni passerà al vaglio di Beni culturali e Sviluppo economico per poi tornare al Ministero dell’Ambiente per la Valutazione di Impatto Ambientale.

Il Comitato Difendiamo il nostro territorio ha chiesto il nostro aiuto e quello di tutti quei cittadini consapevoli di ciò che significa trivellare in quelle zone, sensibili ai temi ambientali e attenti al futuro del nostro Paese. Di qualsiasi parte d’Italia siate aiutateci a portare avanti questa battaglia: leggete il testo, seguite le istruzioni e inondiamo di mail il governo per fermare questo scempio!


Cari soci, sostenitori, amici, la lunga “battaglia” che da cinque anni ci vede impegnati a contrastare lo sciagurato progetto ENI per la ricerca di idrocarburi a Carpignano Sesia è giunta ad un momento cruciale.

La commissione tecnica del Ministero dell’Ambiente che ha valutato l’impatto ambientale del progetto ha espresso “parere positivo con prescrizioni”. Ancora non conosciamo i dettagli della decisione e l’entità delle prescrizioni, ma possiamo affermare che stupisce e indigna che si ritenga accettabile che si trivelli a poche centinaia di metri dai centri abitati, in prossimità di importanti aree di ricarica delle falde acquifere, in una zona di eccellenze agroalimentari. Purtroppo questa valutazione peserà molto sulla possibile autorizzazione finale: non possiamo stare a guardare mentre interessi così lontani dalla nostra realtà decidono del nostro futuro!

Contro questo progetto si sono espressi con motivazioni fondatissime i Cittadini, la Regione Piemonte, la Provincia di Novara, i Comuni, che vivono il territorio e hanno a cuore la tutela dell’ambiente. Queste numerosissime voci non devono rimanere inascoltate! Aiutaci a chiedere al Ministro per l’Ambiente Gian Luca Galletti di rispettare la volontà dei cittadini e delle Istituzioni che li rappresentano e di non firmare il decreto.

Scrivi oggi stesso una email a segreteria.ministro@minambiente.it e/o un post pubblico sulla pagina Facebook del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Se vuoi puoi utilizzare il testo sottostante.

********************************************************************************************************************

Al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Gian Luca Galletti

Oggetto :  Pozzo esplorativo Carpignano Sesia (NO)

Apprendo dagli organi di stampa che il progetto Eni per la ricerca di idrocarburi nel territorio di Carpignano Sesia ha ottenuto parere positivo con prescrizioni dalla commissione tecnica del Suo Ministero, nonostante l’area interessata si trovi in prossimità di centri abitati, a ridosso di zone di approvvigionamento idrico e sia sede di attività legate ad eccellenze agroalimentari.

Contro questo progetto si sono espressi con motivazioni fondatissime i Cittadini, la Regione Piemonte, la Provincia di Novara, i Comuni, che vivono il territorio e hanno a cuore la tutela dell’ambiente e la salute delle persone. Tutte queste voci si rivolgono a Lei affinché non rimangano inascoltate.

Confido che vorrà fare propria la volontà popolare e delle Istituzioni che la rappresentano non firmando il decreto per la VIA di questo progetto.

[nome e cognome / località]
Fai girare questo messaggio ai tuoi contatti, aiutaci a far pervenire al Ministro più messaggi possibile. Facciamo sentire che siamo tantissimi a dire NO AI POZZI!
Grazie
Comitato DNT

 

Previous post

Basta Olio di Palma: ecco la proposta di legge del MoVimento 5 Stelle

Next post

Tecnologia usa e getta: non facciamo del mondo una discarica!