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Report a rischio chiusura: chi ha paura del giornalismo d’inchiesta?

Report a rischio chiusura: chi ha paura del giornalismo d’inchiesta?

Ci sono pochi programmi in Italia in grado di fare giornalismo come Report. Pochi giornalisti con la loro professionalità e il loro coraggio. Non sempre ne ho condiviso la linea ma sempre ne ho apprezzato e stimato il lavoro.
Un lavoro difficile, che nel nostro Paese diventa quasi impossibile. Perché se tocchi i grandi interessi – che siano delle multinazionali, delle lobby o degli amici degli amici – se tocchi gli intoccabili, sei finito. Eni, CocaCola, Renzi e i suoi amici, l’Unità e Benigni, le case farmaceutiche…
 
Solo l’anno scorso l’Italia è crollata al 77° posto nella classifica stilata da Reporter senza frontiere sulla libertà di stampa. Meglio di noi anche Burkina Faso e Botswana. Ci sarebbe da farse qualche domanda, forse.
 
Ci sarebbe da chiedersi, magari, perché nel nostro Paese è così difficile fare informazione in maniera seria e indipendente, ed è così facile vivere di appartenenze e simpatie politiche.
Ci sarebbe da chiedersi perché, mentre programmi come Report rischiano di chiudere e giornalisti come Sigfrido Ranucci e Milena Gabanelli rischiano di essere messi a tacere (il portale web della Rai che dovrebbe essere affidato alla Gabanelli potrebbe non vedere mai la luce), certi soggetti che un’inchiesta non sanno neanche dove sta di casa bazzicano a piede libero sulle reti pubbliche e private.
Forse perché questi soggetti sono allineati con il “renzianissimo” pensiero unico che ormai scavalla da destra a sinistra e che tutela tutto e tutti, basta essere dalla parte giusta. Una parte, come al solito, lontana anni luce dagli interessi dei cittadini.
 
In questo scenario poche trasmissioni d’inchiesta fanno davvero servizio pubblico e sempre meno lo faranno, sapendo di rischiare la chiusura. Si può fare i giornalisti sotto ricatto? Si può essere liberi di fare inchiesta in queste condizioni? Il punto non è se si condivide o meno un servizio. Il punto è che chi fa il proprio mestiere, con serietà e trasparenza, rischiando e mettendoci la faccia, non può esser messo sotto ricatto da uno Stato che ha più paura della denuncia che della censura.
 
Per questo come MoVimento 5 Stelle chiediamo a tutti i cittadini di sostenere Report, perché l’Italia ha bisogno di un giornalismo indipendente che, senza paura, porti avanti un’informazione di qualità. Un giornalismo che indaghi tutte le situazioni opache che hanno portato al salvataggio dell’Unità, così come agli affari di Roberto Benigni. Proprio Benigni qualche anno fa firmava un appello in favore di Report, adesso querela la stessa trasmissione perché ha fatto un’inchiesta su di lui. Questa è l’ipocrisia della sinistra salottiera che pensa solo ai propri interessi. Siamo pronti ad andare sotto viale Mazzini con un vero e proprio presidio se la Rai chiude Report. Sarebbe un atto eversivo inaccettabile.
Gli italiani che amano la libertà d’informazione si facciano sentire: usate l’hashtag #SeSospendonoReport su Twitter per far sapere che ci siete. Difendiamo l’informazione!
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