Attività M5S

Resoconto settimana 17 – 23 Giugno

Questa settimana non farò un resoconto giornaliero. Fatemi un reso-sconto! 😉

Del resto da qualche tempo ho incominciato ad aggiornare costantemente con una sorta di diretta twitter. La potete trovare sul mio profilo twitter ed è anche linkata nel sito (primo menu a destra). Certo, i pochi caratteri consentiti da twitter non consentono di raccontare molto… ma almeno potete farvi un idea del calendario (fitto) che affrontiamo. Invece su facebook cerco di postare considerazioni più personali ed elaborate. 

Quella che finisce è stata una settimana durissima, intensa ma anche esaltante.

è stata la settimana della discussione sul DL 43/2013; un decreto uscito dal precedente governo Monti recante disposizioni urgenti per il rilancio dell’area industriale di Piombino, di contrasto ad emergenze ambientali, in favore delle zone terremotate del maggio 2012 e per accelerare la ricostruzione in Abruzzo e la realizzazione degli interventi per Expo 2015. Trasferimento di funzioni in materia di turismo e disposizioni sulla composizione del CIPE. (http://www.camera.it/leg17/126?idDocumento=1197).

Il Decreto è un pasticcio. Classico decreto omnibus contenente tutto e il contrario di tutto con in più un iter raccapricciante.

Innanzitutto c’è da dire che un decreto legge (d.l.) è inteso dal dettato costituzionale come un provvedimento provvisorio che il governo può usare in casi straordinari di necessità e urgenza, ai sensi dell’art. 77 della Costituzione della Repubblica Italiana. Gli effetti prodotti sono provvisori, perché i decreti-legge perdono efficacia sin dall’inizio se il Parlamento non li converte in legge entro 60 giorni dalla loro pubblicazione.

Dei suoi 60 giorni, questo decreto ne ha passati oltre 50 al Senato (mediamente dovrebbero essere 30) dove è stato peraltro condito di emendamenti che han stravolto completamente la natura emergenziale e il tema ambientale originario:  

Sblocchi di opere infrastrutturali, deroghe scellerate e inutili, utilizzo di commissari straordinari come gestione ordinaria del paese. 

Si parla poi di Expo, opera oggetto di indagini della Procura, si parla di Torino Lione, opera che non si capisce più se per questo governo è necessaria oppure no, si parla di rilancio di area industriale di Piombino, senza parlar mai di tempi di bonifica dell’area inquinata dalla Costa Concordia, si parla della discarica di Palermo, senza indirizzare mai verso una normale gestione della raccolta differenziata.

 

Ed eccolo finalmente arrivare alla camera giovedì scorso e in discussione in commissione ambiente il lunedì successivo. Cosi ci si affretta a leggerlo, cercando di emendare e spurgare tutte le fini porcherie inserite al Senato. 

Ma no, non si può! Purtroppo non ci sono i tempi.

 

Ci dicono che non se lo si modifica non si riuscirebbe a rimandarlo indietro al Senato in tempo prima di martedì 25, ultimo giorno utile.  

Ci dicono anche che devono bocciare o dichiarare inammissibili tutti gli emendamenti, anche i loro. Non c’è proprio tempo. Altrimenti decade.

Ci dicono, ancora, che condividono molti dei nostri emendamenti e censurano questo modo di lavorare del governo…

 

Ma allora  cosa siamo qui a fare? 

A cosa servono due camere colme di politici super pagati?

A cosa serve aver messo dentro dei cittadini liberi, giovani, mediamente molto preparati specie in faccende tecniche ed ambientali?  

 

Ci porgono il calumet della pace, dicendo di ripresentare i nostri emendamenti in aula (quelli dove c’è concordia almeno) sotto forma di ordini del giorno (o.d.g.) che dichiarano avrebbero approvato. 

Dovete sapere che un o.d.g. chiede l’impegno del Governo ad adottare un provvedimento. Se ti dicono di si, insomma, puoi sperare che prendano in considerazione di fare ciò che richiedi. Ma da queste parti si dice: “un o.d.g. non si nega mai a nessuno”…. promesse da marinaio insomma! 

 

Insomma che fare? Chiniamo la testa di fronte all’ennesima dimostrazione che questo Parlamento è stato svuotato delle sue funzioni democratiche tramite il continuo ricorso alla decretazione d’urgenza e alla fiducia, diventata sempre più comune fino a diventare prassi nei governi Berlusconi, Prodi e Monti.

Non c’è tempo e ci confrontiamo  in aula con un mini sondaggio e vince la strategia dura: ostruzionismo o meglio Costruzionismo.

Usiamo al massimo tutti gli spazi di discussione consentiti dal regolamento della camera per bloccarne i lavori. 

Non si può tacere inermi davanti a questo agire politico che configura nella pratica un presidenzialismo de facto, rendendo le camere semplici passacarte e premi-bottoni.

E allora via con interventi a raffica, di un minuto ciascuno. Cercando di improvvisare sul tema dell’emendamento (da cui non ci si può discostare) con effetti a volte anche molto divertenti, ma anche scatenando l’ira (e gli insulti) di alcuni deputati di scelta (poco) civica.

Dopo un pomeriggio estenuante, vengono a più miti consigli…apparentemente almeno. Una nuova offerta: scrivere assieme una proposta di legge (p.d.l.) contenente i nostri e loro emendamenti da firmare tutti i capigruppo, con l’impegno quindi a portarla avanti….. almeno sulla carta.

Questa opzione ci aveva quasi convinto ma i dubbi sono molti e ci confrontiamo internamente (solito sondaggio) e democraticamente si decide di andare avanti, per chiedere che si proceda con gli emendamenti. Un emendamento modifica la legge immediatamente, una pdl invece ha tempi molto lunghi e, soprattutto, una volta lasciata la camera per il senato, nessuno può garantire gli impegni presi (la maggioranza ha ben altri equilibri al senato). Peraltro indiscrezioni di deputati di altri schieramenti più addentro nelle dinamiche parlamentari ci confermano: è un’altra bufala!

Riprendiamo gli interventi a raffica, finché non cedono: emenderanno (i tempi per farlo non si sa come, ma saltano fuori) il decreto riportandolo al testo originario, senza le porcate inserite al senato!

Vittoria, o almeno cosi crediamo…..

In fase di trattativa su due punti non vogliono cedere: le compensazioni per i comuni interessati dal TAV e terzo valico del Giovi. 

Il tavolo salta e il caro nipote Letta, che aveva spergiurato di non volere mai ricorrere alla fiducia, la chiede e la ottiene, rompendo il proprio voto.

Sconfitta o vittoria che sia, il decreto passa cosi come è, pieno di monnezza.

In aula (e sui media) tentano di fare il solito gioco, quello del meno peggio. Vuoi rischiare di togliere gli aiuti ai terremotati? Ti prendi questa responsabilità? Cosa importa se in mezzo ci sono opere non emergenziali, non correlate all’ambiente e che puzzano di marcio. E che importa se, nel fare questo, il parlamento viene costantemente svuotato della sua funzione di luogo di discussione democratico, di incontro tra le diverse istanze?

Arrivano ad attaccarci (in aula e sui media) di non avere a cuore la sofferenza dei terremotati della quale si fanno scudo per giustificarsi.

Ma i nostri emendamenti andavano in nella direzione di un maggiore aiuto alle popolazioni colpite dal sisma (ad esempio esenzione totale dall’IMU) e ricordiamo anche i 400.000 euro avanzati della nostra campagna elettorale donati al comune di Mirandola, il comune del modenese che l’anno scorso fu colpito dal sisma.

Una domanda sorge spontanea…

Se avevano cosi a cuore le vere emergenze ambientali contenute in questo decreto, su cui tutti concordiamo, perché farcirlo dei soliti affari e favori agli amici?? 

 

1 Comment

  1. 25 Giugno, 2013 at 13:54 — Rispondi

    Grazie Mirko, ottimo resoconto ed ottima sintesi. Almeno siamo coscienti di ciò che avviene.

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