AgricolturaAmbienteEcologiaSalute

Sentenza UE sui pesticidi: ora governo pubblichi le carte

È diritto dei cittadini conoscere gli effetti del rilascio di una sostanza nell’aria, nell’acqua e nel suolo. Lo ha stabilito la Corte di giustizia dell’Unione europea accogliendo così la richiesta di pubblicazione dei test di sicurezza condotti dalle aziende chimiche per valutare i pericoli dei pesticidi presentata da Greenpeace e dal Pesticide Action Network (PAN) Europe. Per la Corte di giustizia questi studi rientrano nell’ambito delle “informazioni sulle emissioni nell’ambiente”, come definito ai sensi della Convenzione di Aarhus e delle norme Ue che hanno recepito questa Convenzione.

Davide contro Golia. Quella delle Ong dell’ambiente contro i colossi dell’agrochimica è una battaglia che dura da tempo e che, grazie a questa decisione della Corte, oggi segna un punto a favore del pianeta e dei suoi abitanti.

Per anni, in nome del “segreto industriale” e degli interessi commerciali delle aziende, le informazioni rilasciate dall’industria fitosanitaria, sono state parziali e lacunose. Da oggi tutto questo non sarà più ammesso. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha ribadito infatti che i cittadini hanno il diritto di essere pienamente informati riguardo ai pesticidi, la loro natura e i loro effetti.

In base alla sentenza odierna, sia le autorità europee che quelle nazionali dovranno d’ora in poi rendere pubblici questi studi in automatico, e non solo a seguito di richieste di accesso ai dati. Nelle valutazioni dei rischi dei pesticidi la trasparenza è di vitale importanza, dato che sono a rischio salute e ambiente.

Una sentenza che spaventa non poco le multinazionali del settore e tra queste, in primis, il colosso Bayer-Monsanto, impegnato in un’ardua lotta in difesa del glifosato. Il pesticida più usato al mondo, il cui utilizzo è stato più volte messo in discussione, soprattutto dopo il parere dello Iarc, l’Agenzia per la ricerca sul Cancro dell’Oms, sulla sua probabile cancerogenicità.

Il primo effetto di questa vittoria sarà proprio la pubblicazione degli studi dell’Agenzia europea sulla sicurezza alimentare (Efsa) che nel 2015, proprio riguardo al glifosato, smentiva lo Iarc. Finora questi studi sono stati tenuti in gran parte segreti proprio perché “sensibili dal punto di vista commerciale”. Da oggi non sarà più così.

Proprio sulla base degli studi dell’Efsa, a giugno 2016, l’Unione Europea aveva deciso di prorogare per altri 18 mesi l’autorizzazione al pericoloso pesticida della Monsanto. Decisione a cui il Movimento 5 Stelle si era opposto con tutte le forze, senza successo. Il governo italiano infatti, come spesso accade, anche in Europa si è schierato a favore di lobby e multinazionali astenendosi dal voto e aprendo così le porte al rinnovo del glifosato. Alla faccia del principio di precauzione e della tutela della salute pubblica.
Ma oggi grazie a questa sentenza finalmente potremo avere un po’ di chiarezza. E’ giunto il momento, infatti, che anche il governo Renzi rispetti la sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea rendendo pubblici da subito i dati sui test di sicurezza condotti dalle aziende chimiche per valutare i pericoli del glifosato e degli altri pesticidi in modo da garantire ai cittadini la massima trasparenza. Non ci sono più scuse! Conoscere gli effetti di queste sostanze è un nostro diritto. 
Previous post

Titolo V: se vince il sì mafia, lobby e "società amiche" pronte a spartirsi il bottino

Next post

L’olio di palma non fa male? Andatelo a dire ai bambini indonesiani