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Siamo in un mare di M… icro-granuli! 

Il 4 Gennaio, 2016 il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha firmato la legge che vieta, a partire da metà 2017, la vendita o la distribuzione di prodotti cosmetici contenenti micro-granuli. La legge denominata ‘The Microbead-Free Waters Act‘ recepisce altre leggi statali che già vietavano o eliminavano gradualmente i micro-granuli (tra queste quella della California e dell’Illinois).

Lo scopo della legge è quello di tutelare gli oceani, i mari e i laghi dalla sempre maggiore invasione di micro-sfere di plastica contenuti in cosmetici e prodotti per l’igiene personale. Ma mentre oltreoceano la questione è stata presa così seriamente da varare una legge in tempi record, in Italia e in Europa, il problema micro-granuli sembra tuttora secondario e irrilevante. In realtà non è così. Vediamo perché.

Cosa sono i micro-granuli. Si tratta di micro-sfere di polietilene o polipropilene di dimensione non maggiore ai 5 mm. Il polietilene è il più semplice dei polimeri sintetici ed è la più comune fra le materie plastiche. Il polipropilene è un polimero termoplastico con cui si fanno molti oggetti di uso comune: zerbini, scolapasta, cruscotti degli autoveicoli, tappi, etichette delle bottiglie di plastica, custodie dei CD, capsule e bicchierini bianchi di plastica per il caffè. In parole povere si tratta di derivati del petrolio: plastica.

Dove si trovano. Ormai si trovano quasi ovunque, nei prodotti di uso quotidiano: dentifrici, scrub e creme esfolianti ma anche saponi, shampoo e detersivi. La scritta micro-granuli è ben in mostra in tantissime confezioni di prodotti per l’igiene personale e per la casa, che spesso costano addirittura di più degli altri colleghi di scaffale che non contengono le sfere magiche. Quasi nessuno immagina quanto queste siano dannosi, per l’ambiente e per la salute.

Perché sono dannosi. I danni che i micro-granuli portano all’ambiente ormai sono risaputi e convalidati da molti studi scientifici. Nel 2013 uno studio effettuato dall’Università del Wisconsin sui Great Lakes, pubblicato su Environmental Science & Technology ha denunciato che quotidianamente venivano riversati nelle acque dei laghi più di 8 miliardi di micro-granuli: circa 300 campi da tennis ogni giorno.

Questo accade perché queste sfere di plastica riescono a passare intatte attraverso la rete fognaria andando a inquinare fiumi, laghi, mari e oceani. Non c’è filtro, infatti, che riesca a trattenere i micro-granuli. Le conseguenze sono disastrose.

Secondo la National Oceanic and Atmospheric Administration queste micro-sfere di plastica non rappresentano solo un pericolo per l’ambiente marino: finendo nella catena alimentare di pesci, anfibi, molluschi e altri animali, anche per gli esseri umani che si cibano di questi animali il pericolo è alto.

Nel 2015 anche le Nazioni Unite si sono occupate della questione. Il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP) ha pubblicato il rapporto Plastic in Cosmetics: Are We Polluting the Environment Through Our Personal Care?, una raccolta di informazioni e dati scientifici sul collegamento tra cosmetici e inquinamento marino da plastica. Secondo lo studio “negli ultimi 50 anni, micro-particelle di plastica o micro-plastiche, sono state regolarmente utilizzate in prodotti per la cura personale e la cosmesi, sostituendo le opzioni naturali”. E ancora: “L’analisi di laboratorio di un gel doccia tipo, ha rinvenuto tanto materiale plastico all’interno, quanto quello usato per realizzare la confezione (…) Liberate nello scarico, queste particelle non possono essere recuperate per il riciclo, né si decompongono negli impianti di trattamento delle acque reflue, e inevitabilmente finiscono nell’oceano, dove rimangono per lunghissimo tempo”.

Cosa si sta facendo in proposito. In Italia e in Europa – dove solo nel 2012 sono state utilizzate 4.300 tonnellate di micro perline polimeriche – tutto tace. A parte la proposta del governo olandese al Parlamento europeo di prendere in considerazione la questione e un invito condiviso da Austria, Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi e Svezia, risalente al 2012, a disincentivare l’uso di micro-plastiche nei prodotti per la cura personale, mai nessun provvedimento è stato attuato.

Cosa può fare ognuno di noi
Boicottare i prodotti che contengono micro-granuli: nel 2014, per esempio, alcune multinazionali come Unilever, che in Italia è proprietaria dei marchi Dove e Mentadent, si erano impegnate a togliere dalla produzione di cosmetici le micro-plastiche entro il 1 gennaio 2015. In realtà ad oggi, risultano ancora in commercio prodotti Unilever con micro-granuli.
Appoggiare campagne come Beat the Microbead (colpisci i microgranuli), ideato dall’organizzazione olandese North Sea Foundation che ha sviluppato una applicazione per smartphone che permette di controllare velocemente, attraverso la scansione del codice a barre, se tale prodotto contiene micro-plastiche.
Evitare di acquistare prodotti che in etichetta riportano tra gli ingredienti Polyethylene (PE), Polypropylene (PP), Polythylene Terephthalate (PET), Polymethyl methacrylate (PMMA) e Nylon.
Utilizzare alternative naturali per scrub e creme esfolianti. E cercare di fare acquisti più informati e consapevoli.

Noi, come Movimento 5 Stelle stiamo combattendo in Parlamento per ottenere una norma che risolva la questione delle micro-sfere di plastica nei prodotti igienici. Intanto abbiamo deciso di promuove una petizione per supportare e dare maggiore rilievo alla nostra iniziativa contro i micro-granuli e in difesa dei mari, dei laghi, degli esseri viventi li popolano e della nostra salute. Se sei interessato a portare avanti questa importanitissima battaglia CLICCA QUI.
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