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Sprechi alimentari: il problema vero non è la spazzatura, è il cibo spazzatura

Ieri alla Camera è stata discussa la proposta di legge n. 3057 Norme per la limitazione degli sprechi, l’uso consapevole delle risorse e la sostenibilità ambientale. Ovvero si è parlato di sprechi alimentari.

O meglio, si sarebbe dovuto parlare di questo. Si sarebbe potuto fare davvero qualcosa di utile e concreto ma, purtroppo, ancora una volta, questo Governo ha preferito votare degli spot invece di affrontare davvero la fondamentale, enorme, drammatica, questione alimentare e optare per l’unica soluzione possibile: un’informazione trasparente e un’educazione alimentare sana e sostenibile che metta da parte interessi privati ed economici, per puntare al cambiamento delle abitudini alimentari, al benessere e alla salute delle persone, alla tutela ambientale e alla salvaguardia del nostro pianeta.

Perché di questo si tratta. E invece nulla si è fatto.

Ieri sono stati stati bocciati gli emendamenti presentati dal Movimento 5 Stelle al fine di favorire un’educazione alimentare che privilegi alimenti con un ridotto impatto ambientale e che favorisca una sostanziale riduzione dei consumi di alimenti di origine animale, dei veri e propri killer per la nostra salute e per il nostro pianeta. Poi sono stati stato bocciati gli emendamenti che volevano favorire la diffusione dell’utilizzo di prodotti agroalimentari ecologici, a base preferibilmente vegetale, provenienti da filiera corta e a chilometro utile.  E infine è stato bocciato anche l’emendamento che chiedeva di indicare su tutti i prodotti alimentari contenenti olio di palma che l’assunzione eccessiva di quel prodotto può essere dannosa per la salute come si fa per i pacchetti di sigarette. Così come è stata accantonata la mia proposta di inserire menù veg nelle mense pubbliche.

Ieri alla Camera è stato bocciato il buon senso e la volontà di far qualcosa di concreto contro gli sprechi..

Perché lo spreco alimentare non è solo il cibo che si butta nella spazzatura. Lo spreco alimentare nasce a monte della produzione. Nasce dalle nostre scelte e dalle nostre abitudini.

Il problema vero non è la spazzatura, è il cibo spazzatura.

Lo spreco alimentare non riguarda solo i 90 milioni di tonnellate di cibo – oltre 180 chili di cibo a testa per un equivalente di 720 calorie a persona – in tutta Europa, che ogni anno finiscono nel pattume. Certo, il problema è anche questo. Ma credo fermamente che lo spreco più grande avvenga prima: nel nostro modo di mangiare quotidianamente e nel mostro modo di intendere il cibo.

Il vero spreco è radicato nella dieta occidentale.

E’ insito in un’industria alimentare basata per lo più sugli allevamenti intensivi, responsabili per il 20/30% del consumo di tutta l’acqua al mondo. E così, mentre l’industria della carne garantisce ogni giorno al bestiame allevato la giusta quantità d’acqua, 750 milioni di persone nel mondo non hanno accesso all’acqua potabile.

Il vero spreco è radicato nella produzione di carne, di gran lunga la prima consumatrice di terra per uso antropico. L’allevamento consuma il 70% di tutte le terre agricole, il 30% di tutta la superficie terrestre. Il 70% di quella che era foresta amazzonica è diventato pascolo o coltivazioni per alimentazione animale. L’allevamento animale è responsabile del 91% della distruzione della Foresta Amazzonica.

In appena un’ora di tempo al mondo: più di 8 milioni di animali d’allevamento per la carne sono stati macellati e 114.153 tonnellate di grano è stato dato da mangiare ad animali d’allevamento. Nello stesso momento 354 bambini al mondo sono morti di fame.

Attualmente produciamo cibo per sfamare oltre 10 miliardi di persone. Il problema è che più della metà di questo cibo invece di essere utilizzato per sfamare le persone viene dato agli animali d’allevamento e un’altra parte abbondante di cibo prodotto finisce sprecato.

60.000 metri quadrati di terreno possono produrre quasi 17 tonnellate di alimenti di derivazione vegetale, mentre lo stesso terreno può produrre 170kg di carne.

L’82% dei bambini che muoiono di fame vive in paesi dove il cibo viene dato agli animali d’allevamento, e questi vengono cresciuti per diventare carne nei piatti degli occidentali. Non è tutto questo un vero e proprio spreco?

Anche per questo sto combattendo da quando sono in Parlamento per far approvare un proposta di legge che garantisca la possibilità di scegliere menù veg nelle mense pubbliche. Per una limitazione reale degli sprechi, per un uso consapevole delle risorse, per la sostenibilità ambientale, per la salute di tutti noi e per una questione di giustizia sociale.

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