Ambientecambiamento climaticoEcologiaM5S News in evidenzaPoliticaTutela del territorio

Stati generali: un’altra occasione persa

Ieri, alla Conferenza su Stati generali sui cambiamenti climatici e sulla difesa del territorio, convocata in vista della COP21 di Parigi, abbiamo assistito a una vera passerella istituzionale, impressionante per i giochi di retorica e i lanci di proclami.

Da un lato tutti gli interventi hanno sottolineato l’importanza di dare impulso alle azioni per ridurre il cambiamento climatico, dall’altro ognuno si è sentito in dovere di aggiungere un “però” per spiegare che, va bene preoccuparsi della salute del pianeta, ma bisogna fare i conti con la realtà.

E così il sottosegretario di stato De Vincenti ha spiegato che l’Italia ha scelto il gas naturale e che ci sarà ancora un periodo non breve di uso di combustibili fossili. Mentre Erasmo De Angelis, capo struttura di missione contro il dissesto idrogeologico, ha citato i miracoli dello Sblocca Italia nel velocizzare i cantieri per le emergenze territoriali (ossia la stessa legge soprannominata “Sblocca trivelle” dopo le liberalizzazioni dell’art. 38 a petrolieri e trivelle).

Per non parlare del ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, che è riuscita a sintetizzare bene il concetto che non è possibile andare contro i mercati, perché senza tensione verso il benessere non può esserci sostenibilità.

Certo, in questi giorni, dopo la pubblicazione dell’Enciclica papale, tutti si sono sperticati a condividere la necessità di cambiare tendenza e convertire l’economia in senso ecologico, salvo poi non muovere un passo verso la sostenibilità.

L’apice si è avuto con l’intervento del premier Renzi, che ha accennato un po’ a tutto senza, però, concludere sensatamente un discorso e fissare un impegno reale. L’unico a cantare “fuori dal coro” è stato il Ministro Del Rio, che ha provato a dire cose concrete su infrastrutture e mobilità sostenibile, al punto che i presenti devono aver pensato che abbia sbagliato governo.

Questo incontro è stato un’occasione persa per affrontare seriamente il dibattito sui cambiamenti climatici. La maggior parte degli interventi è stata appannaggio di esponenti della maggioranza, qualche volta nascosti goffamente nei panni di qualche interlocutore istituzionale, come Dario Nardella, l’alter ego di Renzi a Firenze, in rappresentanza delle città metropolitane.

Certo, qualche esponente del mondo ambientalista ha provato a evidenziare la contraddizione tra la politica ambientale del governo e la lotta ai cambiamenti climatici, ma sono state gocce nel mare della retorica renziana, piena di bei propositi, ma ben poco incisiva sui contenuti.

Nessuno spazio è stato dato all’opposizione, forse per paura del contraddittorio. Ed è un vero peccato perché tutti, ma proprio tutti, hanno citato l’enciclica, ma probabilmente senza leggerla e senza ascoltare le parole del Cardinale Peter Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, che ha evidenziato come una delle parole ricorrenti nel testo sia “dialogo”.

Mentre quello di Renzi e del suo governo fossile è stato un semplice monologo. E anche un po’ monotono.

Previous post

Cambiamenti climatici: il M5S a Parigi

Next post

Cambiamenti climatici: meno chiacchiere!