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Stop pesticidi, ma solo quando passa il Giro d’Italia

«Vista la presenza di turisti e tv anche dall’elicottero per il Giro d’Italia, si ricorda di non effettuare trattamenti fra le 14 e le 17 di oggi».

È questo il testo del sms ricevuto dai frutticoltori soci di cooperative consorziate con Melinda, invitati a non accendere gli atomizzatori nelle ore riservate al passaggio del Giro. Il passaggio dei corridori in Val di Non non poteva evidentemente avvenire in una valle «annebbiata» dai pesticidi… che immagine avrebbe trasmesso?

E’ incredibile che così tanta premura venga riservata a sportivi, giornalisti e tv mentre da anni tantissime persone chiedono di vivere in un ambiente più sano e vengono totalmente ignorate.

Proprio in queste ore è stato pubblicato su Jama Neurology, uno studio americano secondo cui l’esposizione ai pesticidi e ad altre sostanze chimiche aumenterebbe il rischio di SLA, sclerosi laterale amiotrofica, una malattia degenerativa fatale. Si tratta di uno studio dei ricercatori dell’Università del Michigan, coordinato da Eva Feldman, direttore del A. Alfred Taubman Medical Research Institute.

Sono 122 le sostanze chimiche esaminate nello studio. Tre, in particolare, sono state collegate al rischio di SLA dagli esperti. L’esposizione permanente al pesticida chlordane cis ha mostrato di aumentare il rischio di sei volte; l’esposizione a pentaclorobenzene, utilizzato per la fabbricazione di fungicidi, raddoppierebbe le probabilità di SLA; l’etere di difenile polibromurato, usato come ritardante di fiamma in arredi e tessuti, ne accrescerebbe la possibilità di circa 2,7 volte.

Stephen Gutman, coautore della ricerca, ha affermato: “Abbiamo trovato sostanze chimiche tossiche in individui con e senza SLA. Siamo probabilmente tutti esposti senza esserne consapevoli, in quanto sono presenti nell’aria, nell’acqua e in quello che mangiamo e possono durare decenni nell’ambiente. Tuttavia, le persone malate di SLA avevano concentrazioni più elevate, in particolare per quanto riguarda i pesticidi”.

Questo oltre alle tante altre malattie già correlate a queste sostanze: per esempio il linfoma non-Hodgkin, che secondo uno studio pubblicato su ‘The Lancet Oncology’ (dopo tre anni di ricerche coordinate da 17 esperti in 11 paesi) è strettamente correlato all’esposizione al glifosato, il pesticida più usato al mondo (e in Italia) e, ancora, leucemie infantili, malattie neurodegenerative, Parkinson, malattie respiratorie,  celiachia… insomma di motivi per eliminare i trattamenti chimici dalle nostre terre e dalle nostre tavole ce ne sono parecchi. Tra questi, il passaggio del Giro d’Italia e l’immagine poco televisiva dei campi sommersi dalla nebbia tossica dei pesticidi,  mi sembra il meno consistente.

Se fa male al Giro, fa male a tutti!

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