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Subito il reddito di cittadinanza!

Sabato 9 maggio 2015 è stato forse uno dei giorni più belli da quando ho iniziato questa avventura politica. Durante la marcia di 25 km che abbiamo fatto da Perugia ad Assisi per il reddito di cittadinanza, infatti, oltre a incontrare e conoscere centinaia di persone interessanti, giovani e meno giovani, ne ho potute vedere a decine che ci incitavano dalle auto di passaggio, che ci incitavano a continuare, che ricordavano che gran parte degli italiani onesti è con noi.

Sì, perché molti farabutti, soprattutto in periodi di elezioni, non amano che si ricordi come hanno ridotto questo Paese, e cercano di sviare il discorso parlando (o scrivendo) solo di idiozie, piuttosto che di cose serie, utili e importanti. Come ad esempio il fatto che sempre più italiani non riescono quasi più a sopravvivere.

Qualche numero? Eccolo.

Disoccupazione: 13% quella generale (record storico), quasi il 44% quella giovanile.

Oltre 6 milioni: le persone in una situazione di povertà assoluta (ISTAT 2014).

Oltre 4 milioni: le persone sotto la soglia della povertà alimentare (+ 1 milione rispetto al 2007).

Quasi 4 milioni hanno usufruito dei pacchi alimentari distribuiti dagli enti di assistenza.

15mila le strutture caritative in attività (dato Coldiretti 2012).

Quasi 1,5 milioni di bambini in povertà assoluta nel 2013 (erano circa 1 milione nel 2012).

23%: la percentuale di occupati che si rivolgono alla Caritas.

19,1%: la percentuale di diplomati che si rivolgono alla Caritas e il 5,1% la percentuale di laureati.

2013, il 12,6% delle famiglie è in condizione di povertà relativa (per un totale di 3 milioni 230 mila). Il 7,9% lo è in termini assoluti (2 milioni 28 mila).

L’incidenza di povertà assoluta è aumentata dal 6,8% al 7,9% (per effetto dell’aumento nel Mezzogiorno, dal 9,8 al 12,6%), coinvolgendo circa 303 mila famiglie e 1 milione 206 mila persone in più rispetto al 2012.

Nel 2013, 1 milione 434 mila bambini sono poveri in termini assoluti (erano poco più di 1 milione nel 2012).

L’incidenza della povertà assoluta aumenta anche tra le coppie di anziani (dal 4 al 6,1%) e tra le famiglie con almeno due anziani (dal 5,1 al 7,4%): i poveri assoluti tra gli ultrasessantacinquenni sono 888 mila (erano 728 mila nel 2012).

Nel Mezzogiorno, all’aumento dell’incidenza della povertà assoluta (circa 725 mila poveri in più, arrivando a 3 milioni 72 mila persone), si accompagna un aumento dell’intensità della povertà relativa, dal 21,4 al 23,5%.

Ecco perché abbiamo marciato per il reddito di cittadinanza. Perché non si può più accettare una situazione del genere. Perché siamo l’unico Paese in Europa, assieme alla Grecia, in cui manca qualcosa di analogo.

Non può essere una questione di soldi. I soldi si trovano e le coperture ci sarebbero eccome. Nonostante le balle che ci raccontano per coprire le loro spese folli, i loro sprechi, le loro ruberie.

È una questione di diritti della persona.

Con questa iniziativa abbiamo voluto affermare che ogni cittadino ha diritto a un reddito minimo che gli consenta la sopravvivenza.

Senza dovere ritrovarsi vittima di un ricatto.

Senza diventare l’ennesimo schiavo moderno.

Non sono regali dati a caso. Non sono gli 80 euro farlocchi per comprare qualche voto. Sono parte di un piano, da attuare assieme.

Sempre vostro,
Mirko Busto

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