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La non-decontaminazione di Fukushima

Il nucleare è sicuramente uno dei migliori esempi di non-futuro della razza umana. Creare scorie che restano radioattive per centinaia di migliaia di anni senza poter neppure essere smaltite, infatti, rappresenta al meglio la stupidità, l’egoismo e la miopia dell’essere umano contemporaneo. Che non impara mai una lezione. Nemmeno dopo Fukushima, dove il programma di (non)decontaminazione sta miseramente fallendo, nonostante i proclami di un governo che vuole agire in modo criminale. “La contaminazione radioattiva nelle foreste e nei terreni di Iitate, distretto della prefettura di Fukushima, è così estesa e a livelli ancora così alti che per i residenti sarà

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Fukushima, l’incubo nucleare continua

Mentre a Fukushima i problemi sono ben lungi dall’essere risolti, una nuova ricerca avverte: “Potrà esserci una nuova Chernobyl entro i prossimi 27 anni”. Il decommissioning di ciò che rimane della centrale nucleare di Fukushima Daiichi, distrutta dal terremoto-tsunami dell’11 marzo 2011, potrebbe richiedere altri 40 anni, per essere completato. La sua spesa totale? Incluse le compensazioni per le migliaia di persone a suo tempo costrette a lasciare le proprie case, più di 76 miliardi di euro. Cifre da capogiro che, aggiungendosi a quelle già spese finora (oltre 15 miliardi di euro – anche per i circa seimila operatori coinvolti), non permettono nessun ottimismo. Il principale problema, però, non sono i soldi. Sono gli effetti a lungo termine su salute e ambiente del fallout radioattivo. E l’acqua contaminata che, da …

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Fukushima, 4 anni dopo

Sono già passati 4 anni da quel terribile 11 marzo 2011, giorno in cui terremoto e tsunami hanno sconvolto il Giappone. E sono già passati 4 anni, quindi, dalla catastrofe nucleare che ne conseguì. A Fukushima, infatti, la furia dell’ambiente e l’incapacità degli umani di gestire situazioni più grandi di loro portò alla fusione del nocciolo di tre reattori della centrale nucleare omonima. Risultato? La radioattività rilasciata ha portato l’incidente ad essere classificato al massimo di gravità per quelli nucleari (livello 7, raggiunto prima solo da Chernobyl), con un’area di 600 chilometri attorno alla centrale contaminata e il mare radioattivo fino a cinquanta volte i limiti di sicurezza. Oggi, cosa è cambiato? Ben poco: su 150 mila persone costrette ad abbandonare le loro case, 120 mila non sono ancora potute rientrare. Ci sono 54 mila depositi di materiali radioattivi in giro per la prefettura di Fukushima (le stime ufficiali parlano anche di 28 milioni di…

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