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Petrolio: la non risposta di un Governo che non guarda al futuro

Prima c’è stato Livorno, Voltri, Villasanta. Solo l’anno scorso è toccato a Genova. E proprio in questi giorni arrivano immagini sconvolgenti dalla Basilicata, dove il lago Pertusillo si è tinto – nuovamente – di marrone. Potrebbe trattarsi di una – nuova – fuoriuscita di idrocarburi derivanti dalle attività estrattive dell’Eni in partnership con la Shell. Non sarebbe la prima volta. La Procura di Potenza ha avviato un’indagine. Ma nessuno ne parla. Potrebbe trattarsi di un disastro ambientale. L’ennesimo. Ma meglio soprassedere. C’è altro di cui parlare del resto. Perché occuparci della nostra terra? Dell’acqua che beviamo, dell’aria che respiriamo o del Paese che lasciamo ai nostri figli? Solo chi abita zone direttamente interessate può capire la gravità di quello che succede. Per il resto silenzio e indifferenza. Ma la questione ci riguarda tutti molto da vicino. Il rischio di estrarre id…

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sblocca-trivelle: un referendum per fermarlo?
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Trivelle e posti di lavoro perduti, facciamo chiarezza

Ci risiamo. Ogni volta che i politici devono tutelare gli interessi di qualche amico o di qualche lobby tirano fuori la storia dei posti di lavoro. Ma siamo davvero sicuri che quello che ci raccontano corrisponde al vero? E che il loro primo interesse sia realmente quello di evitare che alcune persone finiscano per strada? Noi abbiamo provato a fare due conti e ovviamente da quello che ne esce la storia è ben diversa. Grazie al comitato indagine green economy è possibile vedere come a fronte di un miliardo investito i posti di lavoro creati siano nettamente maggiori quando si parla di lavori green e non certo di trivelle, Tav, petrolio, biogas o quant’altro. Oggi investendo 1 miliardo di euro in petrolio, per esempio, si producono circa 500 posti di lavoro. Lo stesso miliardo investito in energie rinnovab…

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Renzi, un mare di trivelle

Il premier fossile Matteo Renzi, modello globale di democrazia con una insana passione per le trivelle petrolifere e una innata incuranza per i cambiamenti climatici, non demorde. Oltre a non avere dedicato neppure un misero tweet all’Enciclica di Papa Francesco (forse perché suggerisce l’esatto opposto delle politiche neoliberiste e inquinanti dell’ex boyscout fiorentino), insiste con il volere fare cassa saccheggiando le poche risorse naturali rimaste in Italia. Illuminato come è, infatti, petro-Renzi è convinto che l’economia italiana possa crescere non solo all’infinito (in un ambiente dalle risorse finite), ma anche che può farlo puntando sull’estrarre quattro gocce di petrolio dai fondali mediterranei. Chi fa notare che per un paese come l…

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Ai combustibili fossili 10 milioni al minuto!

Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha stimato in 5,3 trilioni di dollari all’anno l’ammontare di sussidi dati ai produttori di combustibili fossili nel mondo. Sono 10 milioni di dollari al minuto! Una somma enorme, più di quella spesa da tutti i governi del mondo messi assieme per i sistemi sanitari nazionali. Secondo il FMI questa cifra – che rappresenta circa il 6,5% del PIL globale è “scioccante”, e rivela il vero costo dei combustibili fossili. Questa assurda quantità di denaro deriva anche dalle spese sostenute dai governi per riparare i danni causati proprio da fonti di energia sporche e inquinanti come carbone e petrolio: alle devastazioni provocate da siccità, inondazioni, tempeste dovute ai cambiamenti climatici si uniscono infatti le cu…

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La Norvegia sceglie l’ambiente?

Secondo il Fondo sovrano norvegese, i problemi legati a deforestazione, emissioni di CO2 e cattiva gestione delle risorse idriche hanno più importanza dei vantaggi ottenibili continuando a possedere azioni delle compagnie che li provocano. Lo ha fatto presente il Fondo stesso attraverso un rapporto, in cui viene spiegato come stia modificando i suoi investimenti. Obiettivo? Ridurre l’impatto ambientale e sociale dei propri investimenti, nonché i rischi provocati dal cambiamento climatico che ne conseguono. Il Fondo sovrano norvegese, il cui valore supera i 750 miliardi di euro, è il fondo per investimenti a controllo statale più grande del mondo. E il più all’avanguardia: nel 2014, infatti, ha venduto le azioni di 49 compagnie a rischio dal punto di vista ambientale. “Abbiamo gradualmente aumentato la portata del disinvestimento sulla base del grado di rischio dell…

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sabbie bituminose gli effetti su ambiente e salute dei cittadini
Energia

Governo Fossile 2.0

Renzi e Ue puntano all’indipendenza energetica? Sì, con le fonti fossili più inquinanti al mondo: le sabbie bituminose canadesi! Il governo Renzi e l’Ue, persi ormai nella loro smania di TTIP e di CETA (accordo commerciale bilaterale tra Ue e Canada), insistono con la loro politica fossile. Una politica miope, sporca e condotta come al solito a spese dei cittadini e dell’ambiente. E a favore di poche grandi corporation, ovviamente. Lo scorso 21 gennaio, il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi, insieme al vice-ministro Claudio De Vincenti, ha incontrato Ed Fast, ministro del Commercio internazionale del governo canadese. Motivo dell’incontro? Portare l’Italia a importare gas liquefatto e petrolio proveniente dai giacimenti di sabbie bituminose canadesi. Il tutto con la benedizione di Bruxelles. La Commissione europea, infatti, ha recentemente ri…

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