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Diga Gibe III, azienda italiana uccide indigeni e distrugge patrimonio naturale

Come possiamo pretendere che stiano a casa loro se casa loro gliela distruggiamo? Se gli togliamo la possibilità di mangiare, respirare, crescere i propri figli e vivere dignitosamente?  Non solo guerre, bombe e terrorismo, l’immigrazione è figlia anche dei cambiamenti climatici e dei danni ambientali causati da comportamenti scellerati da parte di compagnie occidentali sostenute anche dai nostri soldi. Come nel caso della diga Gibe III costruita sul fiume Omo in Etiopia da un’impresa italiana, la Salini Impregilo. L’impresa milanese, che si è aggiudicata il lavoro senza gara d’appalto, violando le leggi dello stato etiope è supportata dal programma per la Promozione dei servizi di base (Pbs) finanziato dal Dag (Development assistance group) di cui fanno 26 isti…

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salva lupi
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Il M5S salva i lupi dagli abbattimenti

Questo Governo, come i precedenti, sembra maestro nell’attuare veri e propri attentati all’ambiente e alla biodiversità, animale e vegetale, dimenticandosi troppo spesso che si tratta di patrimonio indisponibile dello Stato e, quindi, di tutti noi, nonché tesoro da preservare per i nostri figli e nipoti. Questa volta, sbandierando interessi economici o pericoli fittizi, Renzi e company si apprestavano a varare un nuovo piano, eufemisticamente definito di conservazione e gestione del lupo che, dopo ben 45 anni, avrebbe consentito gli abbattimenti di lupi e ibridi e, addirittura, la caccia ai cani vaganti, contro il divieto fissato per legge nel 1991. Alla faccia dei decenni di crociate condotte per reintrodurre una specie che nel 1971 era quasi estinta. E alla faccia pure delle montagne di denaro speso nei programmi di ripopolazione. A tutto ciò il

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Pet-coke: Renzusconi colpisce ancora

Sapete cos’è il pet-coke? È l’ultimo scarto del petrolio e contiene sostanze estremamente pericolose per la salute umana e la salubrità dell’ambiente. Se oggi è considerato nel nostro ordinamento un combustibile a basso costo ambito da molte aziende perché commercialmente conveniente, gli italiani devono ringraziare Silvio Berlusconi, che nel 2002 per fare un favore ad ENI ha modificato la normativa che lo classificava come rifiuto pericoloso. E Matteo Renzi, che oggi ne sta favorendo la diffusione. Il 2 marzo 2002, la magistratura ordinò il sequestro di due depositi di pet-coke (o petroleum coke, un carbone ottenuto attraverso la carbonizzazione delle frazioni a elevata temperatura di ebollizione prodotte durante la distilla…

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bombe sismiche sardegna
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Airgun e trivelle anche in Sardegna

Il governo Renzi non si smentisce: la sua smania di svendere l’Italia ai peggiori offerenti stranieri e di trivellare non riguarda solo l’Adriatico. Dopo la sua decisione di aprire i mari di Veneto, Abruzzo, Puglia, Sicilia e Calabria prima all’Airgun e poi alle trivelle, ora tocca alla Sardegna, i cui fondali marini sono minacciati dalla continua ricerca di petrolio anche in quelle zone. Lì, infatti, il governo fossile e la sua cricca hanno pensato bene di concedere alla compagnia norvegese TGS – NOPEC una proproga  di 45 giorni per integrare la documentazione e fornirne di ulteriore alla VIA, la Valutazione di Impatto Ambientale. I mari sardi tra Alghero e Oristano…

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renzi rilancia gli inceneritori
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Renzi frena il riciclo e rilancia gli inceneritori

Agosto. Tempo di ferie, di riposo, di distrazione. Il momento perfetto per fare le peggiori porcate. Soprattutto se, come nel caso del governo Renzi, se ne fanno in continuazione durante tutto l’anno. E così, mentre molte persone se ne stanno in vacanza, ecco che arrivano i famosi 12 inceneritori previsti dallo Sblocca Italia, il cui decreto attuativo dell’articolo 35 manda in fumo ambiente, salute, economia del riciclo. E, come se non avessimo già abbastanza multe da pagare, normative europee. Che dire? Io ho la nausea… Hanno atteso che l’attenzione calasse, come i ladri che ti curano aspettando che tu vada in vacanza, e hanno colpito, mandando in fumo (letteralmente!) anni di sforzi votati al riciclo e soprattutto alla riduzione dei rifiuti! Come anticipato un paio di settimane fa dalla portavoce M5S alla Regione Abruzzo Sara Marcozzi…

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Stati generali: un'altra occasione persa
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Stati generali: un’altra occasione persa

Ieri, alla Conferenza su Stati generali sui cambiamenti climatici e sulla difesa del territorio, convocata in vista della COP21 di Parigi, abbiamo assistito a una vera passerella istituzionale, impressionante per i giochi di retorica e i lanci di proclami. Da un lato tutti gli interventi hanno sottolineato l’importanza di dare impulso alle azioni per ridurre il cambiamento climatico, dall’altro ognuno si è sentito in dovere di aggiungere un “però” per spiegare che, va bene preoccuparsi della salute del pianeta, ma bisogna fare i conti con la realtà. E così il sottosegretario di stato De Vincenti ha spiegato che l’Italia ha scelto il gas naturale e che ci sarà ancora un periodo non breve di uso di combustibili fossili

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Renzi, un mare di trivelle

Il premier fossile Matteo Renzi, modello globale di democrazia con una insana passione per le trivelle petrolifere e una innata incuranza per i cambiamenti climatici, non demorde. Oltre a non avere dedicato neppure un misero tweet all’Enciclica di Papa Francesco (forse perché suggerisce l’esatto opposto delle politiche neoliberiste e inquinanti dell’ex boyscout fiorentino), insiste con il volere fare cassa saccheggiando le poche risorse naturali rimaste in Italia. Illuminato come è, infatti, petro-Renzi è convinto che l’economia italiana possa crescere non solo all’infinito (in un ambiente dalle risorse finite), ma anche che può farlo puntando sull’estrarre quattro gocce di petrolio dai fondali mediterranei. Chi fa notare che per un paese come l…

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A 5 anni dalla marea nera, è tutto uguale

Sono già passati 5 anni da quel brutto giorno: il 20 aprile 2010, quando un’esplosione, oltre a uccidere 11 persone, causò la fuoriuscita di petrolio più grande di tutti i tempi. E grazie alla Deepwater Horizon, una marea nera invase il Golfo del Messico colpendo le coste della Louisiana e della Florida. Uno sversamento interrotto solo dopo 106 lunghissimi giorni. Che, essendo stato così massiccio, ha effetti devastanti sugli ecosistemi locali ancora oggi (guardate cosa è successo a quest’isola, che il National Geographic definisce come ormai “disintegrata”). Gran parte delle oltre 500mila tonnellate di petrolio riversate in acqua si sono depositate sui fondali, da dove hanno continuato negli anni ad avvelenare gli ecosistemi marini. E pensare che c’è ancora chi parla di

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La Norvegia sceglie l’ambiente?

Secondo il Fondo sovrano norvegese, i problemi legati a deforestazione, emissioni di CO2 e cattiva gestione delle risorse idriche hanno più importanza dei vantaggi ottenibili continuando a possedere azioni delle compagnie che li provocano. Lo ha fatto presente il Fondo stesso attraverso un rapporto, in cui viene spiegato come stia modificando i suoi investimenti. Obiettivo? Ridurre l’impatto ambientale e sociale dei propri investimenti, nonché i rischi provocati dal cambiamento climatico che ne conseguono. Il Fondo sovrano norvegese, il cui valore supera i 750 miliardi di euro, è il fondo per investimenti a controllo statale più grande del mondo. E il più all’avanguardia: nel 2014, infatti, ha venduto le azioni di 49 compagnie a rischio dal punto di vista ambientale. “Abbiamo gradualmente aumentato la portata del disinvestimento sulla base del grado di rischio dell…

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