Attività M5S

Tagliola… una storia disonesta

Tagliola per M5S

Nessuno ne aveva sentito parlare prima, a sentirla nominare sembra una di quelle parole in voga nei quiz a premi, tipo la famigerata “scossa” di Amadeus

Purtroppo qui non siamo in uno studio televisivo, cosa che forse piacerebbe tanto a Renzi&Company, ma in Parlamento e la Boldrini ricopre il ruolo di Presidente della Camera.

Come ben sappiamo, e come è stato ben specificato dal collega Toninelli in Aula, ultimo baluardo per questa democrazia parlamentare è l’ostruzionismo, che noi abbiamo ribattezzato “co-struzionismo a 5 stelle” . Perché stiamo cercando di costruire un Italia migliore, l’Italia che pone al cuore dei suoi interessi i cittadini e non le banche e le lobby di partito!

Nel fare questo cerchiamo di usare al meglio gli strumenti che la Costituzione ed i regolamenti parlamentari riconoscono all’opposizione. Ma in questo caso abbiamo fatto anche di più, abbiamo offerto al Governo due possibili vie di uscita. Sarebbe stato possibile salvare le norme relative all’IMU portando una proposta di legge in Commissione deliberante, ovvero si sarebbe potuto spostare un emendamento ad hoc in un altro provvedimento attualmente in discussione.

Il punto centrale, il peccato originale è da trovarsi nell’assurdo utilizzo dello strumento della decretazione di urgenza che questo Governo sta portando alle sue massime forme, dopo che in verità tutti i Governi recenti ne hanno fatto una prassi sconsiderata e sfacciata a tal punto da esautorare il potere legislativo del Parlamento.

Nel presente caso si è voluto inserire in uno stesso decreto argomenti distanti, IMU e Banca d’Italia, ma uniti in uno stesso destino vista la decadenza prevista da Costituzione.

Noi l’abbiamo detto più e più volte, avremmo votato le norme relative all’IMU ma non quelle della Banca d’Italia. Il Governo ci ha posto di fronte ad un aut-aut, o tutto o niente. Ci hanno accusano di voler far decadere il decreto, di voler far pagare l’IMU agli italiani, la stampa di regime si è unita al coro, si è montato il caso Sorial, che voleva solamente esprimere un’assonanza lessicale e concettuale con il termine tagliola.

Certo, perché di fonte al nostro co-struzionismo è avanzato il rischio della decadenza del decreto. E qui è arrivata la tagliola. Ossia la possibilità di interrompere l’attività parlamentare al fine di votare il decreto. Un atto di imperio parlamentare che non ha precedenti nei 70 anni di storia repubblicana.

Si tratta di un potere speciale, di uno strumento limite di esclusiva competenza del Presidente della Camera, che permetterebbe di bypassare il regolamento e porre fine ad ogni attività ostruzionistica delle opposizioni. L’uso è previsto quando si tratta di consentire la conversione di un decreto d’urgenza evitandone la decadenza.

E perché finora non se n’era mai sentito parlare? Semplice, perché fino ad oggi tutte le opposizioni che hanno fatto ostruzionismo sotto la minaccia della tagliola hanno fatto un passo indietro, hanno rinunciato ad opporsi ad oltranza consentendo ai decreti di passare, magari in cambio di accordi di natura politica.

Ma a noi non interessano accordi sottobanco. Per noi esistono i no ed i sì. Trasparenti. Esistono gli interessi dei cittadini, il bene comune e poi ci sono le banche, gli interessi partitici, lobbistici e altro.
Un decreto porcata, uno dei soliti decreti pasticcio che mischiano le carte (Bankitalia e IMU), non potevamo consentire che ancora una volta la facesse franca. Si tratta di 7,5 miliardi dei cittadini, consegnati alle banche italiane e straniere –soggetti privati -, si tratta della Banca d’Italia.

Tirarsi indietro non avrebbe senso!

Mirko Busto – portavoce dei cittadini alla Camera

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