Attività M5SEnergiaMinipost

Terna Montenegro, affari poco chiari

Tra trivelle e alta velocità, l’Italia avrà a breve un’altra grande opera inutile.

E chi la realizza non ha nemmeno il pudore di nascondere il fatto che è sceso in affari con persone senza scrupoli e già segnalate alle autorità internazionali.

Succede in Italia, dove un rappresentante di Terna ha rilasciato un’intervista al quotidiano online abruzzese Prima da noi sull’elettrodotto che conferirà energia elettrica dall’Est Europa all’Italia entro il 2019.

L’intervistato in modo diretto e prosaico non teme le domande delicate sui temi ambientali ed economici che pone l’intervistatore.

Leggete voi stessi queste incredibili risposte:

DOMANDA: Non c’è il concreto rischio di importare l’energia sporca della centrale termo a lignite di Plievlja?

RISPOSTA: «Il cavo trasporterà energia, come tutte le reti elettriche in tutti i Paesi del mondo, prodotta dalle centrali che saranno in servizio e che offriranno la loro energia al minor costo sul mercato. Il cavo va considerato al pari di un’autostrada che dunque fornisce la possibilità di veicolare il traffico e che può essere utilizzata dalle diverse tipologie di automobili che la possono percorrere».

[…]

D: Terna conosce le gravi e specifiche accuse provenienti da organi di informazione ed Ong del Montenegro (Dan, Monitor, Vijesti, Green Home, Mans) che da molto tempo accusano Djukanovic di riciclaggio internazionale ai massimi livelli?

R:«Terna, come tutti, legge e conosce ciò che è stato riportato dai servizi di giornali e tv».

D: Qual è la Banca di appoggio di Terna in Montenegro poichè la PVRA Banka e la Hypo sono nella disponibilità di Djukanovic, familiari e sodali…

R:«Terna, come tutti gli operatori economici, sceglie i propri fornitori in base alle migliori condizioni praticate sul mercato. In ogni caso, riferimento di Terna sono diversi istituti di credito del Montenegro che, secondo gli organismi bancari internazionali, sono autorizzati e monitorati per operare sul mercato».
Fonte

Ricostruiamo gli ultimi passaggi fondamentali della vicenda.

A gennaio di quest’anno in commissione Ambiente siamo chiamati a dare un parere su un provvedimento che intende regolare i rapporti di collaborazione tra il Governo italiano e quello montenegrino.

Scopriamo e denunciamo che il documento, apparentemente innocuo, nasconde un’opera inutile da 760 milioni, un vero e proprio regalo a Terna che porterà alla costruzione di un elettrodotto di 415 km che collegherà Tivat e Pescara.

Da dove saranno presi i soldi?

All’italica maniera, il costo preventivato per la costruzione è per la maggior parte un investimento di Terna che poi lo “ripescherà” dalle bollette dei cittadini.

Sul territorio sono già attivi da tempo degli agguerriti comitati: i carichi ambientali delle coste e in aree protette italiane aumenteranno, in un momento in cui il nostro fabbisogno energetico è già ampiamente coperto.

Dopo il nostro parere contrario all’accordo e dopo aver informato la cittadinanza di questa operazione poco chiara, non possiamo rimanere impassibili di fronte alle ultime dichiarazioni pubbliche del gestore Terna.

Come portavoce in Parlamento, con sdegno e preoccupazione sollecitiamo la magistratura a occuparsi del caso per evitare una dolorosa truffa ai cittadini.

Condividete questo post sulle bacheche dei vostri contatti, in particolare dei giornali della vostra città: fermiamo la sete di denaro di persone senza scrupoli!

Sempre vostro, Mirko Busto

No Comment

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Previous post

Due anni fa la tragedia del Rana Plaza

Next post

Eco-reati, quale futuro per i territori?