Azioni discusse con i cittadini

TTIP: l’Europa si mobilita in massa

Ieri è stata raggiunta l’intesa per la Trans Pacific Partnership (TPP), accordo commerciale parente del TTIP rivolto però al di là della sponda pacifica degli Usa. Ma se in Asia l’americanizzazione del mondo procede spedita, in Europa la vittoria del TTIP è tutt’altro che scontata. Anche perché la maggior parte dei cittadini non ci sta. Dal 10 al 17 ottobre, infatti, è prevista la più grande mobilitazione di sempre per dire Stop a questo ignobile trattato.

Gli Stati Uniti d’America, timorosi di perdere la loro supremazia economico-militare e la possibilità di imporre il loro modello neoliberista in tutto il pianeta, hanno pensato bene di ridurre l’influenza cinese nel continente asiatico. Come Con il TPP. E ci sono riusciti!

Da ieri, infatti, le barriere commerciali con paesi dell’estremo oriente come Giappone e Sud Corea sono state in gran parte rimosse o superate. Un successone per il primo ministro nipponico Shinzo Abe, il cui piano di ristrutturazione del settore agricolo giapponese porterà adesso migliaia di piccoli agricoltori a dover abbandonare la propria attività o, in alternativa, essere assorbiti da qualche grosso gruppo agroalimentare.

Complimenti!

Ma se il TTP va avanti, con tutte le conseguenze economiche e geopolitiche che avremo modo di seguire nei prossimi mesi, in Europa la questione è per nostra fortuna più complessa, e il TTIP non gode affatto di buona salute.

Molte opinioni pubbliche del vecchio continente, infatti, non sono così d’accordo con il dovere abbassare ai livelli statunitensi la tutela dell’ambiente, la sicurezza alimentare, i diritti dei lavoratori o gli impatti del settore energetico.

A partire da quella tedesca, la più numerosa, benestante e quindi influente d’Europa, che si è distinta proprio per la sua opposizione allo stesso TTIP.

E nonostante ancora una volta si sia capito che anche la Germania non è una santa, soprattutto con l’affaire Volkswagen (considerato da alcuni proprio un avvertimento da parte di Washington ai tedeschi per essersi opposti al TTIP ed avere gestito troppo autonomamente la questione dei rifugiati dalla Siria in Europa), negli Usa la protezione dell’ambiente e dei diritti sono parecchio indietro rispetto a quelle europee.

Perché parlo di opinione pubblica tedesca? Perché delle moltissime iniziative previste per la prossima settimana anti-TTIP, a Berlino si prevede ci sarà la manifestazione più grande mai vista in opposizione al trattato economico più assurdo mai concepito.

Dal 10 al 17 ottobre centinaia di migliaia di persone si mobiliteranno nei Paesi dell’Unione Europea per chiedere un deciso cambiamento di rotta delle politiche economiche e sociali, e per una maggiore giustizia sociale e ambientale”, scrive la Campagna Stop TTIP Italia: “A cominciare da sabato 10 ottobre le campagne internazionali Stop TTIP organizzeranno eventi, mobilitazioni, presidi per chiedere che si blocchi il negoziato transatlantico tra Unione Europea e Stati Uniti, il negoziato TiSA sulla liberalizzazione dei servizi e la ratifica del CETA, l’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Canada”.

Mobilitiamoci, e facciamoci vedere, oltre che sentire! Ne va per il bene nostro, del nostro ambiente e della nostra economia. E se altri paesi sono stati pronti a svendersi per un pugno di noccioline Made in USA, non facciamo in modo che ciò avvenga anche da noi.

Siamo ancora in tempo per evitarlo, e la prossima settimana sarà decisiva per dimostrarlo!

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