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TTIP: lo Stato paga, il giudice guadagna!

Il disinteresse della Commissione europea per la montante opposizione pubblica per il TTIP e le schifezze in esso contenute civile peggiora di mese in mese. Così come i suoi costanti tentativi di tutelare gli investitori esteri a scapito della società civile. Con il suo finto piano di riforma dell’ISDS (clausola che permetterebbe agli investitori esteri di citare in giudizio gli Stati una volta messi a rischio dalle leggi locali le loro possibilità di guadagno), ormai, non fa più nemmeno finta di non volere fare gli interessi delle corporation. Né di trattare noi cittadini europei da perfetti imbecilli.

Come riporta la Campagna Stop TTIP Italia, il vice presidente della Commissione europea, Frans Timmermans ha affermato che “il nuovo sistema sarà composto da giudici qualificati, gli atti saranno trasparenti e i casi verranno giudicati sulla base di regole chiare”.

Bene, sapete cosa spetterebbe a questi “giudici”? Una percentuale dei risarcimenti alle multinazionali, in caso di vittoria di queste ultime contro uno Stato!! “In tal modo, si legittima l’investitore a chiedere compensi milionari o miliardari ai governi”, puntualizza Stop TTIP Italia: “Tanto più alte saranno le richieste, tanto più salirà la parcella del giudice in caso di condanna dello Stato”.

“Le pressioni per sottrarre la competenza sugli investimenti esteri alla giurisdizione nazionale è totalmente immotivata”, ha dichiarato Elena Mazzoni, fra i portavoce della Campagna Stop TTIP Italia: “Non vi sono motivi validi per creare una tale asimmetria di trattamento e privilegiare le grandi multinazionali a discapito dei governi e della società civile”.

Ma non è tutto. La finta proposta di riformare l’ISDS non si applica al CETA, l’accordo Ue-Canada il cui testo attende la ratifica del Parlamento europeo.

Cosa significa? Che se un’azienda statunitense non può fare direttamente richiesta di risarcimento a uno Stato europeo perché delle vere riforme dell’ISDS vengono approvate, lo può fare sempre attraverso qualche sua sussidiaria canadese, aggirando così non solo la legislazione dello Stato in questione, ma anche il nuovo meccanismo proposto nel TTIP.

Il Movimento 5 Stelle, che in Europa segue da vicino la questione a tutela degli interessi dei cittadini italiani ed europei, non di qualche multinazionale d’Oltreoaceano come sembrano fare in molti tra Strasburgo e Bruxelles, ribadisce la sua ferma opposizione, così come la Campagna Stop TTIP, a ogni forma di ISDS, e considera la riforma un tentativo di mantenere invariata l’architettura del meccanismo attraverso modifiche di facciata.

“La sola strada per non svendere la sovranità dei cittadini agli interessi di pochi gruppi privati – scrive Stop TTIP Italia – passa per l’esclusione di qualsiasi protezione dell’investitore che possa schiacciare i diritti sociali”.

Purtroppo, è l’esatto contrario di ciò che vogliono fare le cricche al potere all’interno delle Istituzioni Ue!

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