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TTIP: NEL SILENZIO DEI MEDIA PROSEGUE TRATTATO CHE CI SEPPELLIRA’

Oggi a Bruxelles ripartono i negoziati sul TTIP: i rappresentanti di Usa e Ue si incontreranno per una settimana per confrontarsi su questo assurdo trattato contro l’ambiente e contro i diritti umani.

E’ importante che tutte le persone siano sensibilizzate sui rischi che il trattato transatlantico, e il conseguente abbattimento delle frontiere commerciali, comportano per la qualità delle produzioni agricole, per la nostra economia, per l’ambiente e per la salute di tutti noi.

Restare all’oscuro di quello che sta accadendo significa, infatti, soccombere travolti da interessi di lobby e multinazionali che non vedono l’ora di divorarsi il nostro mercato e il nostro territorio, con terribili conseguenze sul benessere di tutti noi e dei nostri figli.

A quanto pare i tragici risvolti che possono derivare dall’entrata in vigore del Transatlantic Trade and Investment Partnership, non sembrano interessare a politici, giornali e televisioni. E così ecco che – nel silenzio generale della stampa e nel disinteresse (o, per meglio dire,  nell’interesse) di una politica asservita al potere dell’economia americana –  il TTIP potrebbe addirittura subire un’accelerata.

Per fortuna sia in Italia che in Europa sempre più persone stanno prendendo consapevolezza di cosa possa significare l’entrata in vigore del TTIP. Dai movimenti in lotta contro il trattato la richiesta è chiara: un dibattito aperto e trasparente sul tema, che coinvolga anche la società civile; una sala di lettura con un livello di trasparenza maggiore rispetto a quello stabilito in Germania; la riattribuzione al Governo delle competenze in materia di TTIP, finora detenute dall’ex vice ministro allo Sviluppo Economico, Carlo Calenda; la conseguente convocazione presso il Ministero di un tavolo formale (a cui partecipi una delegazione parlamentare rappresentativa) di confronto con la società civile sui negoziati commerciali, mettendo il TTIP all’ordine del giorno; una discussione parlamentare degna di questo nome; e, infine, vista la minaccia di un pronunciamento della Corte Europea che potrebbe escludere i Parlamenti nazionali dalla ratifica del TTIP, il Parlamento dovrebbe pretendere la pretesa da parte del Parlamento italiano di conservare l’esercizio delle sue prerogative per quanto concerne materie di tale portata.

Si tratta di richieste più che ragionevoli che sia io che il Movimento 5 Stelle non solo approviamo ma cerchiamo di portare avanti nelle sedi istituzionali e lo facciamo, purtroppo, nel completo disinteresse degli altri partiti e del Governo.Malgrado l’indifferenza dei media e la compiacenza della politica, di fronte a questo scempio sempre più persone stanno decidendo di schierarsi contro il TTIP: dalla parte dei diritti, dei beni comuni, dell’ambiente e della democrazia. Dalla parte dell’Italia. Contro il potere delle grandi lobby impegnate a subordinare l’intera vita delle persone e del nostro pianeta ai loro interessi finanziari.

Se anche tu hai deciso che questa è la parte in cui vuoi stare non mancare all’appuntamento di sabato 27 febbraio. In quattro città italiane – Torino, Padova, Roma e Bari –  si terranno assemblee per rilanciare le iniziative e preparare una grande mobilitazione a Roma per dire ancora una volta Stop TTIP.
TI ASPETTIAMO!
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