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Volkswagen, TTIP e gli “amici” americani

Il caso truffaldino della Volkswagen, di cui abbiamo parlato giusto ieri per ribadire l’utilità della mobilità dolce, non porta solo a chiedersi perché se ne stia parlando così tanto, rispetto ad altri problemi oggettivamente più gravi (di airgun e trivelle nell’Adriatico non sento parlare, sui tg). Fa sorgere anche un paio di dubbi sul perché il governo Usa voglia far pagare al colosso tedesco una maxi-multa da 18 miliardi di dollari, mentre alla sua GM, per avere ucciso 174 perone, abbia fatto pagare solo 900 milioni.

In un interessante articolo di Irene Piccolo intitolato Si chiama Volkswagen, si legge TTIP, viene detto chiaro e tondo: “Perch tanto accanimento dunque nei confronti della Volkswagen? Perché una sanzione di tale entità potrebbe non essere altro che un colpo basso, da parte americana, ai danni della Germania che è la più ferma oppositrice alla firma del TTIP”.

Più che la Germania è gran parte del popolo tedesco ad opporsi al TTIP, forse perché – a differenza di quello che succede in Italia – se ne parla, e i giornali ne scrivono. Ma lo spunto di riflessione è comunque interessante. Tedeschi sono stati anche i tre europarlamentari che per primi hanno portato a galla il marcio nascosto dietro le trattative segrete pro-TTIP, dice l’articolo.

Una coincidenza?

Forse, ma ciò che ci interessa qui non è difendere la Germania (figuriamoci!), quanto il ribadire che con il TTIP ci si vuole imporre di uniformare l’Europa al modello americano, anche a livello di sicurezza. E non lo dobbiamo permettere.

Come ha fatto presente la Campagna Stop TTIP Italia, infatti, le auto americane (che inquinano anche più di un Volkswagen, generalmente), sono molto meno sicure di quelle costruite nell’Unione europea.

Una ricerca dell’AAM, che rappresenta i principali colossi dell’automotive globale, ha rivelato che “le automobili americane sono molto meno sicure in caso di incidenti gravi”, scrive Stop TTIP Italia: “In particolare, gli esperti hanno scoperto che i passeggeri di un’auto costruita in Ue sono il 33% più sicuri in casi di scontro frontale”.

Niente male.

Uno degli autori della ricerca, András Bálint, dell’Università di Göteborg, ha dichiarato all’Independent: “I risultati del nostro studio indicano che […] il riconoscimento immediato dei veicoli americani in Europa potrebbe potenzialmente provocare un maggior numero di incidenti mortali o con feriti gravi”.

Lo abbiamo ripetuto altre volte: l’auto la dobbiamo progressivamente abbandonare!

Il TTIP e tutto lo schifo a cui porterebbe ce lo stanno ricordando una volta di più!

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