Energia

Anche il biellese ha il suo TAV, a gomma…

pedemontana biellese m5s movimento 5 stelleQuesto è un paese bizzarro, ormai lo sappiamo, ad ogni angolo c’è il paradosso, per non dire l’assurdo, che aspetta accovacciato o a braccia alzate a seconda del caso. In questi anni abbiamo seguito la telenovelas e letto di tutto sull’ipotesi di costruzione del famigerato Ponte di Messina, il quale fortunatamente per noi si è arenato sulle sponde di una delle isole più belle del mondo. Poi è giunto il TAV a disturbare le vite di migliaia di persone, ragione di una guerra simil-civile che ancora in questi giorni non cessa all’insegna della ragionevolezza e delle difesa dei beni comuni.

Ma come dicevamo l’Italia non è avara di affari simili, anzi ne è prodiga ed ognuno, se avesse tempo e volontà sarebbe in grado di individuare anche sotto casa propria il suo personale TAV.

Applicandoci in questo esercizio abbiamo trovato subito un nostro piccolo TAV. Si tratta del progetto della Pedemontana biellese, un TAV a gomma!

Di cosa si tratta?

Presto detto!

Siamo nel biellese e dal solito partitone nazional-trasversale viene proposta una superstrada che per favorire il “turismo” dovrebbe aprire il territorio alla comunicazione verso la Valsesia ed il Novarese.  In pratica si vuole costruire una congiunzione tra l’autostrada Torino-Milano e Alessandria-Gavellona Toce tramite un anello di collegamento da Santhia’ fino a Cerreto Castello, proseguendo poi fino a Ghemme. Il rimanente tratto di strada da Biella a Cerreto Castello verrebbe ampliato.

Costo dell’opera ?

Uno scherzetto da oltre un miliardo di euro, da dividere tra pubblico e privato…

Ora cosa succederebbe se tutto cio’ venisse attuato?

Per prima cosa si chiuderebbe la superstrada deviando il traffico sulla statale che attraversa tutti i paesi, con aumento di traffico, lievitazione dei tempi di percorrenza e intasamenti, visto che i tempi di realizzazione in Italia sono per così dire perpetui, si puo’ solo pensare cosa potrebbe succedere.

Per quanto riguarda le conseguenze negative a livello di sostenibilità ambientale si parla di almeno 2 stazioni di servizio che sostituirebbe terreni indicati dagli stessi progettisti come territori legati ad una “filiera agro-alimentare al primo posto in Italia e in Europa”. I metri cubi totali da cavare sono stimati in 7.318.993, mentre servirà una discarica di almeno 1.275.936 mc che non è ancora stata individuata (sarà per caso nuovamente a Cavaglià e verrà per l’ennesima volta riempita da rifiuti?). L’autostrada passerebbe infatti vicino o in mezzo a vigneti e frutteti, tagliando a metà risaie, boschi, parchi in cui la biodiversità di fauna ancora sopravvive e perfino siti di “notevole interesse pubblico” cioè quelli fino ad ora tutelati dal decreto Galassini del 1985.

E tutto questo per favorire un trasporto su gomma mentre abbiamo ormai ben capito che l’industria automobilistica è in crisi cronica ed a noi sembrerebbe molto più utile, nonché logico favorire la mobilità su treno, che è anche quella maggiormente scelta dai cittadini. Che ne dicano i progettisti della Pedemontana (ovviamente interessati a diffondere informazioni e dati falsi pur di giustificare la bontà dell’opera) i dati statistici delle autostrade limitrofe, tramite l’AISCAT (Associazione italiana società concessionarie autostrade e trafori), danno un progressiva riduzione del traffico che nel 2012 è stata valutata in un 7.2% arrivando a un progressivo 10,2% nel l’aprile 2013. La SATAP al 31/12/2012 sul tratto Torino-Milano ha rilevato una riduzione del 5,93% e del 8,47% sul tratto Torino-Piacenza e anche qui le stime si aggirano intorno al 10% per il primo trimestre 2013. Inoltre gli automobilisti preferiscono ovviamente usare statali a gratis piuttosto che le vie a pagamento! Insomma seguendo la logica, quest’opera, al pari della ben più rinomato TAV appare alquanto inutile!

Del resto sappiamo che si tratta di un progetto ideato 40 anni fa e che oggi risulta del tutto superato, non però per gli interessi delle lobby interessate alla realizzazione dell’opera, ovvero costruttori, cavatori, gestori di discariche e di concessionari autostradali… tutti gruppi che hanno a cuore solo il loro tornaconto finanziario, ma non una seria e responsabile progettualità del nostro futuro ambientale ed urbano.

Inoltre a dimostrazione della bontà del nostro ragionamento sono già state individuate delle alternative alla costruenda Pedemontana, basterebbe infatti proseguire la superstrada fino a Ghemme e avremmo risolto il problema di collegamento con il Novarese e la Valsesia. Per quanto riguarda invece i nodi di congiunzione con l’autostrada A1 Torino-Milano, in questo caso basterebbe ampliare i collegamenti.

In poche parole noi diciamo NO alla realizzazione di quest’opera che invece di portare un miglioramento alla viabilità portera’ solo grossi disagi alla popolazione con ricadute pesanti sulle finanze pubbliche e sul territorio.

Anche in questo caso porteremo la problematica in sede parlamentare presentando un’interrogazione tramite la quale chiederemo ai Ministri competenti di impedire l’apertura dei lavori.

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