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Buone pratiche a km zero

Qualche giorno fa ho postato sui social un post del blog intitolato “Tornare alla terra“, chiedendovi di raccontare delle buone pratiche da voi ideate o che conoscete.

Di seguito il primo contributo.

Scrivetemi qui nel blog per raccontare il vostro ritorno alla terra!

Sempre vostro,

mirko.busto.m5s@gmail.com

La situazione politica/economica attuale e l’eccessivo consumismo devono portarci a cambiare la visione globale, dobbiamo rimetterci in gioco e tornare indietro nel tempo.

Non possiamo permetterci gli alti livelli di vita a cui siamo stati costretti dalle generazioni precedenti. Non possiamo tuttavia permettere che questo processo continui.

Per questo io e altri ragazzi del Movimento 5 Stelle, ragazzi giovani e disoccupati in tempi di crisi abbiamo deciso di realizzare questo progetto.

Vogliamo con metodi innovativi, riportare la gente alla terra, tornare a pensare in modo etico, ridare spazio ad allevatori e agricoltori sfruttati da questa economia e dall’economia di intermediazione.

La grande industria sta rovinando il mercato della piccola media impresa, la vera ricchezza del lavoro. La globalizzazione ha rovinato il mercato interno favorendo lo sfruttamento di manodopera. Questo comporta un eccessivo consumo di risorse e uno sfoltimento di piante e animali che potrebbero comportare anche l’estinzione della nostra razza.

Conservare i cibi oggi, significa aggiungere fattori inquinanti, abbassare i prezzi a discapito del piccolo commercio significa sfruttare la manodopera e impoverire l’economia locale.

Noi ci siamo promessi con il progetto di inserire all’interno di una mappa nazionale, tutti i produttori, agricoltori o allevatori che vendono direttamente la propria merce, non ci interessa che siano certificati o meno, ci interessa che si comportino eticamente.

All’interno del sito gli utenti potranno dare dei feedback ai produttori, ovviamente a seguito dei futuri controlli chi si dovesse comportare male, verrà rimosso dalla mappa stessa.

L’inserimento è gratuito ( a differenza di altri siti che fanno pagare il servizio). Il modello delle votazioni avverà in maniera molto simile a quello di tripadvisor e sarà possibile inserire anche dei commenti.

Vogliamo creare un modello bioetico, dove si da importanza al lavoro più che ai soldi, anche se stiamo chiedendo un contributo libero a chiunque voglia creare fondi per l’attività, questo comporterebbe assunzione di giovani con contratti di telelavoro o consegne su tutto il territorio nazionale.

Infatti i servizi a pagamento che non riguardano le principali attività del sito sono opzionali e riguardano la possibilità di possedere un negozio e-commerce virtuale oppure un servizio di trasporto.

Noi pensiamo che l’informazione condivisa debba essere gratuita, per questo abbiamo comunque inserito all’interno della piattaforma anche agriturismi e aziende agricole che già possedevano un loro sito web/e-commerce.

La cosa importante per noi, principale era far venire incontro produttore con consumatore, condividere l’informazione e questo deve sempre essere libera anche in campo agricolo.

Inoltre abbiamo sviluppato una app molto semplice che permette di raggiungere il sito e la mappa abbastanza velocemente.

Sul sito abbiamo anche inserito un aggregatore di tutti i blog green presenti in Italia e due sessione, una riguardante le ricette veg (creata dagli utenti) e una riguardante i corsi generici su coltivazione, permacultura e rinnovabili (questo progetto è ancora da potenziare).

Progetto Agrobiokmzero

Pagina Fb

2 Comments

  1. Luca
    6 agosto, 2014 at 11:45 — Rispondi

    Io e mia moglie abbiamo acquistato un Rustico con 14 giornate di Bosco e ci andremo ad abitare appena lo ristruttureremo usando i soldi della vendita dell’alloggio nel quale viviamo. L’idea è di coltivare per uso personale e non mi dispiacerebbe produrre del Miele…. Vedo il futuro molto nero e avere della terrra che potrà dare da mangiare a me e famiglia mi rasserena un pochino…

  2. 6 agosto, 2014 at 16:26 — Rispondi

    Ottima idea
    Occupiamoci di creare isole ecologiche nei vecchi borghi abbandonati. Se riusciamo con banche etiche ad
    investire.
    Sai quanto lavoro emergerebbe
    E quanto salubre sarebbe
    E quanta prevenzione a salvaguardia del territorio
    Invito gli attivisti nel trovare un modo per comprare la frazione canavesana in vendita . Sarebbe un bel progetto e forse molti scettici inizierebbero ad apprezzarci

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