Lavoro

Prima i cittadini e poi le banche

Con questo decreto, il governo promuove una nuova stagione di dismissione selvaggia dei beni dello stato con il fine unico di far cassa, raschiando il fondo del barile dello Stato per far fronte al debito pubblico.

Forse vale la pena ricordare che da quando il Paese è stato messo in mano ai tecnici, e mi riferisco al glorificato professor Monti, il debito pubblico è inesorabilmente cresciuto e con esso i dati della disoccupazione che ha raggiunto cifre che ricordano periodi bellici.

E’ proprio ribadendo con forza il concetto di debito pubblico che si sta stanno svendendo questi veri e propri assets di proprietà del Tesoro, cioè della collettività, cioè nostri, di noi cittadini! Perché pagati con le tasse dei lavoratori.

Secondo le vostre teorie servirebbero a ridurre il macigno che sta schiacciando noi tutti, ossia quel debito pubblico, causa di tutti i mali finanziari ed economici attuali: disoccupazione, mancanza di consumi interni, tagli al welfare, alla sanità, all’istruzione ecc.

Peccato, come detto in precedenza, che a seguire queste ricette suicide il Paese Italia stia affogando e finirà per sparire come soggetto indipendente e sovrano per far posto ad un’entità non ben definita ma sicuramente sempre più in mano di capitali privati che avranno a cura il loro profitto non certo il bene del paese dei cittadini.

Dopo due anni di governi tecnici (Professor Monti) e oculati nei conti (Letta) e quindi austerità, lacrime e sangue, tagli e sacrifici per famiglie e persone la cifra del debito pubblico è aumentata!

Non è nemmeno rimasta stazionaria.

Certo, teniamo magnificamente sotto controllo l’inflazione. Ma da quello che vediamo il dato dell’inflazione è inversamente proporzionale al benessere della popolazione!
Qui non si tratta di CRISI, ma di un truffa internazionale che assume anche la forma del vero e proprio STROZZINAGGIO.

Un meccanismo perverso ma ben congegnato che rende inestinguibile il debito!
E’ in nome di questa truffa che si scrivono decreti pasticcio come questo.
Che nulla hanno di emergenziale e che per fare confusione e mischiare le carte in tavola uniscono nello stesso atto temi diversi e complessi come l’IMU e la questione della Banca d’Italia e della riserva aurea.
Vorremmo davvero che voi aveste il coraggio di dire agli italiani quello che state votando!

Ma nessuno di voi ne ha il coraggio. Ed una stampa confezionata dai padroni dei vostri stessi interessi naturalmente tace e porta a casa la pagnotta! Si chiama regime ! E voi ne siete complici.

Ma veniamo al tema specifico dell’Ordine del giorno (ODG) a mia firma vale a dire nello specifico il comma 3 del decreto-legge in questione che contiene norme dirette a facilitare il processo di dismissione del patrimonio immobiliare pubblico, quello dello Stato, nonché degli enti territoriali.
Al comma 2-quinques si prevede che alcune aree pubbliche che vengano mantenute in proprietà dallo Stato siano vincolate ad area naturale protetta.

Praticamente lo Stato Italia – da quando è parte della zona Euro non è più in sostanza un vero e proprio Stato, ma somiglia sempre più ad un’azienda, un imprenditore in fallimento che pur di salvare economicamente la propria famiglia, inizia a vendersi tutto, anche le case di cui dispone a tal punto che quella stessa famiglia che doveva salvare in realtà è in vendita.

Tempo fa il Presidente Letta ha parlato di Terra promessa

Se venisse in Aula un giorno a spiegarci come sarà fatta quella Terra promessa, che fine farà lo Stato Italiano nella terra promessa e proprio perché ha usato quel termine. Vorremmo sapere di chi sarà la proprietà di quella terra, potremo ancora dire di vivere in Italia o dovremo pagare il pedaggio a qualcuno anche per fare una passeggiata in riva al mare o nel parco che ahinoi fu pubblico!

Questa è la vostra Terra promessa?

In questa ottica questo Governo, diretta emanazione degli accordi bancari europei, pur di avere liquidità fresca, sangue fresco mi verrebbe da dire, per i mercati squali, vende i propri immobili per poi pagare gli affitti ai privati. I quali, spesso, sono i soliti amici degli amici… che in tutto questo giro finiscono per guadagnarci a danno della collettività ovviamente e per il proprio tornaconto personale e famigliare di casta!

In questo scempio organizzato, l’ordine del giorno in esame si prefigge di difendere almeno quelle aree oggi pubbliche destinate a parco.

Chiediamo al Governo di avviare immediatamente le relative procedure istitutive al fine di proteggere le aree pubbliche destinate a parco!

Perché quella TERRA non è promessa ma è già NOSTRA!

Grazie.

Mirko Busto – portavoce dei cittadini alla Camera dei deputati

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