Lavoro

Da due occhi… una comunità

yin yang

Foto Flickr Sjors Provoost

In un post precedente siamo andati oltre raccontando che le nuove tecnologie creano connessione e interdipendenza tra comunità.

Alcune comunità, che costituiscono un esperimento per il futuro e tra cui annovero ovviamente i gruppi M5S, si fondano già adesso su principi di condivisione, lavoro in gruppo e tra gruppi, accettazione delle diversità ed esaltazione delle competenze individuali.

Se essere umano è un viaggio, mi piace pensare che la capacità di dare, creare, donare, sin ora generalmente collegate all’identità femminile, sia e sarà sempre più fondamentale nel mondo della politica, nell’arte di governare le società.

Non si tratta di essere uomini o donne, ancor prima di prendere in considerazione i corpi, e di veder riconosciuto un genere e un orientamento sessuale, bisogna prendere in considerazione le persone, gli esseri umani.

Per questo è fondamentale smantellare le sovrastrutture culturali che hanno determinato nella visione dell’universo femminile la dicotomia tra dea e prostituta, con la quale le donne devono confrontarsi da sempre, una netta separazione che non lascia spazio all’umanità, alla persona.

Siamo tutti “Due occhi, un naso, una bocca, un sesso”, come suggerisce Silvano Agosti.

La donna viene spesso vista come qualcosa di diverso, di distante da sé e come tale fa paura.

In realtà il principio femminile è insito in misura diversa in ognuno di noi, in ogni uomo, in ogni donna, il principio dell’ascolto, della cooperazione, dell’empatia, della co-creazione.

Arrivare a comprendere questo comporta intraprendere un percorso personale, emozionale, che ci porti a guardarci dentro, a fare i conti con le nostre debolezze per determinare un cambiamento della mentalità culturale, della visione della società, dell’economia.

In un mondo globalizzato in cui pochi sperperano a discapito di molti, l’unica strategia possibile è quella di condividere. Il principio femminile nella gestione del potere potrà così portare a intendere il potere stesso come responsabilità e non come prevaricazione.

E’ sempre stato più semplice dire che si è deboli come una donna, come una femminuccia, che prendere consapevolezza della debolezza affettiva delle persone, uomini e donne. Diviene dunque importante l’acquisizione di una competenza emotiva per il delinearsi di un rapporto paritario fra uomini e donne basato sul rispetto e sulla dignità della persona.

Un cambiamento culturale di questo tipo può portare a modificare altri settori della società sino alla politica e all’economia?
In Europa, lo sappiamo bene, è in atto una guerra finanziaria che toglie dignità ai cittadini e lascia prevalere spiriti aggressivi e poco meritocratici.

Il progetto del MoVimento, come scritto da Beppe, è invece quello di un ritorno ai principi di solidarietà e comunità.

Un essere, cooperando tra gruppi e per punti comuni, piuttosto che un avere solitario e distruttivo.

Anche in questo caso, ascolto, cooperazione ed empatia saranno in grado in grado di modificare un vecchio concetto di politica in favore di un nuovo concetto di comunità!

Mirko Busto – deputato M5S

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