Lavoro

La storia incredibile di un Blogger

Vignetta sui social media

“Non esistono fatti, ma solo interpretazioni”, scriveva Friedrich Nietzsche sul finire del secolo XIX. Ora senza addentrarci nella speculazione filosofica possiamo riflettere su un aspetto importante contenuto in questa frase oggi più che mai attuale. E’ infatti sempre più evidente che le interpretazioni dei fatti sono spesso più importanti, anche più reali dei fatti stessi, e di conseguenza….chi controlla le interpretazioni controlla i fatti.

Di qui, il riconoscimento di questo “quarto potere”, in aggiunta alla teoria classica della separazione dei poteri dello Stato: legislativo, giudiziario, ed esecutivo.

Oggi, grazie ad internet però le bugie hanno le gambe corte e l’esercito di bloggers che popola la rete consente un lavoro certosino e minuzioso di condivisione, scambio e verifica incrociata dei dati che sta cambiando ad una velocità impressionante il modo di fare informazione, in particolare di una fetta della popolazione.

Guardando in faccia la realtà, possiamo osservare che ad oggi, nel nostro Paese, l’84,6% degli italiani (dati ISTAT) si informano principalmente per mezzo dei telegiornali nazionali, senza porsi il problema di capire come siano costruite e comunicate le notizie e, soprattutto, a chi “rispondano” i giornalisti, e quindi di chi debbano fare gli interessi.

D’altro canto però, si può osservare parallelamente la decrescita del settore dell’editoria tradizionale, i cui ricavi si sono ridotti di un altro 14% nel 2012.

Unici a crescere del 12% i ricavi dei media su Internet.

E’ esploso infatti il fenomeno dell’informazione partecipata: cittadini che imbracciano le telecamere o i telefonini e fanno informazione attraverso internet usando blog personali, siti di informazione o i social network.

Potrà una schiera di cittadini blogger che rispondono solo alla propria coscienza crescere fino a rendere marginale il sistema tradizionale dei media?

Certo che l’Italia, che si trova quest’anno al 69° posto mondiale per la libertà d’informazione ed è dunque considerata un Paese semi-libero, potrebbe giovare di un sistema meno facilmente influenzabile, controllabile e manipolabile.

Questi concetti sono ancora più pregnanti oggi, 10 dicembre, nella giornata dedicata ai Diritti Umani.

Li trovate condensati in particolare nell’articolo 19 della stessa dichiarazione universale.

Concludo dicendo che abbiamo un potere ben più grande di quello che crediamo di possedere.

Fare rete, documentare e condividere è una delle nostre armi più forti e la libertà d’espressione ci appartiene per diritto di nascita e in quanto tale crediamo vada tutelata in tutto e per tutto.

Vi racconto ora la storia di un amico Blogger e la disavventura in cui è incorso a ridosso del Parlamento italiano, proprio a causa delle immagini da lui immortalate con la sua videocamera.

Abbiamo interrogato il Ministro dell’Interno e della Giustizia per fare chiarezza sul fattaccio.

Qui il testo dell’interrogazione con la descrizione dell’accaduto ed il video nel quale espongo la questione in Aula.

Abbracci liberi portavoce Mirko Busto

_ il più grande antidoto contro la paura è proprio la conoscenza e non c’è conoscenza senza libera informazione

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