Energia

L’impianto a biomasse CH4 di Crescentino

Centrale a biomassa CrescentinoOggi vorremmo parlarvi della vicenda legata alla centrale a biomasse di Crescentino, questione che da tempo pesa sulla vita e sulla salute dei cittadini che vi vivono attorno.

Come molti di voi già sapranno si tratta di uno dei tanti casi in cui il bene comune, in particolare la cura della salute e dell’ambiente sono posti in secondo piano a favore di interessi privati e lobbistici. Un paradigma che sembra andare molto di moda nel paese Italia.

In estrema sintesi, il Comune di Crescentino ha permesso di costruire un impianto di digestione anaerobica da biomassa di origine agricola a poche centinaia di metri dal centro abitato, in alcuni casi addirittura a poche decine di metri dalle abitazioni.

L’impianto utilizza inoltre quasi esclusivamente insilato di mais coltivato appositamente per la produzione energetica. Va ribadita l’assurdità ecologica di alimentare una centrale per produrre energia con biomasse alimentari coltivate appositamente, sottraendo quindi terra fertile alla alimentazione umana e animale. Anche mettendo da parte le ripercussioni etiche, è poco sensato considerare l’energia prodotta come rinnovabile e sostenibile.

Il mais è un prodotto agricolo che cresce anche grazie alla luce solare e quindi certamente è rinnovabile, vero. Ciò che non è rinnovabile è l’energia fossile (derivata dal petrolio) e le materie prime utilizzate nella produzione di fertilizzanti, fitofarmaci (pesticidi) come pure nella manifattura e nell’uso dei macchinari agricoli.

C’è poi un altro importante fattore che insiste pesantemente nel bilancio ambientale di questa produzione agricola, specie relativamente alla emissioni di gas serra. Usare materia prima alimentare crea quello che in inglese viene definito indirect land use change (ILUC), vale a dire un cambio indiretto di destinazione d’uso del suolo. Questo fenomeno è stato indicato dalla letteratura scientifica come una potente fonte di emissione di gas serra e vi spiego brevemente il perchè: quando un campo italiano viene convertito da produzione alimentare a produzione energetica (o a qualsiasi altra produzione non alimentare), da qualche parte nel mondo viene trasformata un’area da naturale (ad esempio una foresta primaria) ad agricola per compensare la riduzione della produzione totale di cibo. Questo è legato alla richiesta di produzione mondiale di cibo, in perenne e costante crescita da decenni e che è prevista raddoppiare entro il 2050. Una volta deforestato il suolo va incontro a una serie di fenomeni di mobilitazione del carbonio organico che danno luogo a ingentissimi emissioni di gas serra.

Un altro punto che ci lascia delusi ed amareggiati è il comportamento delle autorità competenti che, secondo le testimonianze dei cittadini, sono stati vittime di un vero e proprio inganno. In altri termini parrebbe che durante i preparativi dell’area su cui sarebbe stato costruito l’impianto, ai residenti più vicini è stato fatto credere che sarebbero sorte semplici strutture di pannelli solari… e questo mentre l’amministrazione negava il progetto della centrale, atto che invece è poi emerso improvvisamente, a seguito di una specifica richiesta delle opposizioni in Consiglio comunale incalzate dalle crescenti proteste popolari.
Poi con velocità degna di una banda ben organizzata l’amara sorpresa: presentazione del progetto, individuazione del luogo e autorizzazioni dei lavori.

Ovviamente in tempi record.

A quel punto il malcontento dei cittadini ha raggiunto le sue massime manifestazioni, da sottolineare quella di Salvatore Sellaro, il quale minaccia di incatenarsi in segno di protesta ma soprattutto per chiedere il rispetto dell’ordinanza emessa dall’amministrazione che prevede la chiusura del sito in attesa di adeguamenti – e ci chiediamo quali adeguamenti…?

Noi continueremo a monitorare la situazione ed a sostenere le legittime richieste dei cittadini cercando anche di capire quali responsabilità vi siano e a chi siano attribuibili.

Rimandiamo alla lettura della nostra mozione per la regolamentazione degli impianti a biomasse e biogas.

In merito al caso specifico in riferimento, abbiamo invece effettuato delle riprese con i soggetti interessati che qui condividiamo con voi.

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